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Libri

Discussione in 'Intrattenimento' iniziata da madcap, 7 Aprile 2004.

  1. The Neuromancer

    The Neuromancer
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    1 Febbraio 2012

    A proposito di Céline e Sartre segnalo questo link. Céline risponde per le rime a Sartre che lo accusa di essere un delatore antisemita al soldo dell'occupante nazista.
    Satisfiction » Céline contro Sartre.
    Ho cercato per "par condicio" l'articolo integrale di Sartre Ritratto di un antisemita, oggetto di questa lotta per la sopravvivenza a colpi di penna e calamaio, ma non l'ho trovato.
    Che dire? In questo attacco c'è tutto della prosa matura di Céline, compresa la tecnica dei tre puntini e il gusto per l'invettiva, che in questo caso non si spreca. :)

    Per quanto riguarda il suo antisemitismo, di recente c'è stato grande dibattito su questo tema, e qualcuno ha lanciato l'idea di ripubblicare Bagattelle per un massacro, il terzo dei pamphlet céliniani che valse all'autore la fama di odiatore degli Ebrei. In Italia il testo fu ristampato da Corbaccio negli anni '80, ma le copie furono ritirate dal mercato qualche giorno prima della data di pubblicazione. Oggi l'unico modo per recuperare il testo è cercare su eMule la versione in pdf delle edizioni Aurora, una casa editrice, ormai scomparsa, contigua alla micro-galassia della destra radicale degli anni '80.
     
    #10666
    Ultima modifica: 1 Febbraio 2012
  2. Saturnine.

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    1 Febbraio 2012

    Continua la lettura del "Contratto Sociale" di Rousseau.
    Invidiabile facondia; peccato sia un libro breve.
     
  3. Snake

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    2 Febbraio 2012

    Questione complessa e delicata. Cèline fu contradditorio nella vita come nell'opera, da un lato abbiamo avuto pamphlet e articoli nettamente antisemiti e un sostegno tiepido alle attività del Reich, dall'altro abbiamo tutta la sua opera di medico fra i bombardamenti di Parigi, rischiando la vita per poco. Anche nei confronti del Reich ci furono molte contraddizioni, Celine nettamente finì col disprezzare i nazisti e se li rese antipatici molto presto. Personalmente credo che tutta questa vicenda vada vista come una provocazione e come una dichiarazione di disgusto universale, Celine disprezzava anche il comunismo (contro il quale scrisse un pamphlet ferocissimo) e l'ideologia della fabbrica e del capitalismo (mirabilmente sbeffeggiato su viaggio al termine della notte), quindi credo che Celine provocò la società dell'epoca con questa scelta, considerandola come una facezia senza molta importanza, ma senza crederci davvero. Ovviamente finita la guerra si trovò fra due fuochi e nessuno comprese la sua posizione e quindi visse gli ultimi anni come un pariah.
     
  4. Snake

    Snake
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    2 Febbraio 2012

    Teniamo anche conto che Celine non era nuovo a scatti improvvisi e azioni disgustose e bizzarre, Ceronetti ad esempio ricorda come Celine non perse mai davvero l'abitudine, appresa in carcere, di pisciare in un vaso, anche pubblicamente. :hihi:
    C'era un bel testo che volevo leggere tempo fa, il mio amico Celine, che sviscera a fondo la questione, ma per ora se ne rimane in lista.
     
  5. gianowar

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    2 Febbraio 2012

    Sto leggendo Confessioni Di Una Maschera di Mishima,intrigante sia per il tema trattato (il protagonista che cerca di reprimere le proprie tendenze omosessuali nascondendosi dietro la maschera del giovane "normale" e il tormento interiore derivato da questa condizione) sia per lo stile,molto vivido e immaginifico.Il mio primo incontro con la letteratura del Sol Levante mi sta soddisfacendo
     
  6. Saturnine.

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    3 Febbraio 2012

    La letteratura giapponese (e anche quella cinese) è stupenda. Ti consiglierò alcuni libri :love:
     
    A gianowar piace questo elemento.
  7. Snake

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    3 Febbraio 2012

    Ottima scelta, è fra i migliori di Mishima
     
  8. The Neuromancer

    The Neuromancer
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    3 Febbraio 2012

    Non sarebbe mai stato il modello di scrittore preferito nella Cancelleria del Reich, questo è certo, basta guardare una sua fotografia per capirlo; ma i rapporti complessi e contraddittori li ha avuti con il mondo degli intellettuali Collabos, con i fiancheggiatori del Governo di Vichy, con i quali peraltro ha spartito la prigionia in Danimarca e il soggiorno a Sigmaringen (descritti ne la Trilogia che sto leggendo), e le accuse e il rischio di essere passato per le armi. La diatriba con Sartre ne è la prova. Non prende le distanze da nessuna esperienza collaborazionista, per quanto tiepida, né attacca esplicitamente il nazionalsocialismo nei suoi scritti come invece fa con il capitalismo e il comunismo. Che poi altri siano stati più vicini a Pétain per poi passare armi e bagagli con la Resistenza, questo è un altro paio di maniche. Quando afferma di aver creduto al "pacifismo di Hitler" in realtà non dice cose molto diverse da Brasillach, che fu passato per le armi, né da Drieu La Rochelle (che se non si fosse suicidato difficilmente avrebbe evitato il patibolo).
     
  9. Snake

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    4 Febbraio 2012

    Eheh, come ho detto è una questione complessa Credo che nemmeno lo stesso Celine avesse le idee chiarissime a riguardo :P
    Drieu de la Rochelle cmq non credeva nel pacifismo di Hitler, ne è la prova quanto scritto nei suoi diari (racconto segreto-diari 1944-45-esordio della se editore). Come Celine, era un uomo profondamente contradditorio...

    Qual'è la tua idea in proposito?
     
  10. The Neuromancer

    The Neuromancer
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    4 Febbraio 2012

    Su Céline credo si possano avere pochi dubbi...la sua vicinanza con il mondo NS se anche non sfocia in adesione totale, quantomeno lascia poco spazio per fantasticare su quale fosse il meno peggio per lui. Tieni conto che la Trilogia del Nord è il racconto della sua fuga dagli Alleati e dalle epurazioni partigiane attraverso la Germania prima a Sigmaringen - dove si rifugiarono tutti i quadri operativi della Francia di Pétain - poi verso la Danimarca, che rappresenta in quest'opera la Terra della Salvezza - il Nord, appunto - per lui e molti altri collaborazionisti sfuggiti alle bombe americane e ai carri sovietici. Terra dove vive in pace solo per poco, visto che anche laggiù viene imprigionato e interrogato dopo una rocambolesca fuga sui tetti di Copenhagen.
    Il resto della sua opera contiene attacchi a Comunismo e Capitalismo e in particolare quest'ultimo viene associato agli Ebrei in più di un episodio, anche se il culmine in questo senso è rappresentato da Bagattelle per un Massacro, l'unico testo céliniano che ancora oggi si fatica a pubblicare.
    Nel dopoguerra minimizza in parte, relativizza le sue scelte ma non prende mai le distanze. Insomma, penso che il rapporto con il NS sia stato complesso, ma non di rifiuto. Rifiuto che per altre ideologie è stato esplicito ed inequivocabile.
     
  11. DarkWing

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    4 Febbraio 2012

    Approfittando del maltempo (la neve in giardino ha toccato gli 85 cm) ho finito di leggere "Il Maestro e Margherita" di Bulgakov e "Il Mondo di Rocannon" di Ursula LeGuin. Sul primo si può scrivere tutto o niente, un capolavoro. Sul secondo ho avuto qualche remora: si tratta di un racconto lungo, ma che avrebbe necessitato decisamente di un centinaio di pagine in più di approfondimenti. Così com'è è tutto troppo semplice e scorrevole e tanti aspetti interessanti che avrebbero avuto bisogno di approfondimento vanno persi nel nulla. Indi per cui il mio giudizio non è del tutto positivo.

    Intanto ho iniziato a leggere Drood di Dan Simmons, e fin dalle primissime pagine si presenta più che bene...
     
  12. Snake

    Snake
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    5 Febbraio 2012

    Grossomodo concordo, probabilmente Celine vedeva nel nazismo un'ideologia che avrebbe distrutto tutto, lasciando solo terra bruciata e questo per lui era indubbiamente la possibilità, sulla carta, più appetibile. Rimane il fatto però che nella pratica quando si è pienamente reso conto delle implicazioni e delle menzogne che stavano dietro l'ideologia nazista (verso la quale molti nomi illustri ebbero una infatuazione più o meno lunga) cercò, nei limiti, di limitare i danni, pur non prendendo mai una posizione davvero netta e decisa, come giustamente ricordi.
     
  13. gianowar

    gianowar
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    5 Febbraio 2012

    I tuoi consigli sono sempre bene accetti:love:






    E adesso a noi due,"Il Nome Della Rosa":happy:
     
  14. WargodOfMetal

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    6 Febbraio 2012

    Quanto mi è piaciuto (e mi piace) questo tomo! L'ho letto all'incirca una decina di volte! :love:
     
  15. Engash-Krul

    Engash-Krul
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    il Divoratore di Menti

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    6 Febbraio 2012

    e poi va migliorando. la ricostruzione storica, le descrizioni, i dettagli sono eccezionali, frutto di quella che appare come una minuziosissima ricerca storica e sui personaggi protagonisti. c'è sempre da fare i conti con la scrittura spesso un po' pesante di Simmons e, giunto a metà volume, con il fatto che la storia sembri non evolvere mai né andare da nessuna parte. ma bisogna ammettere che questi elementi passano quasi in secondo piano quando si viene rapiti dalla lettura di quelle pagine ;)

    occhio alla descrizione del portale!!! :rotfl:

    p.s.
    ormai questa cosa è diventata un tormentone più comico che reale :P
     

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