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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. Thrashead

    Thrashead
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    Ki Ki Ki Ma Ma Ma

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    7 Aprile 2011

    Già, è implicito.
    Se tu credi nell'ideologia di un partito politico, ti comporti anche di conseguenza.
    Parlando di estremi, non vedrai mai uno che vota Sinistra E Libertà manifestare al Family Day, e non vedrai mai uno di Forza Nuova manifestare al Gay Pride
     
  2. Pier79

    Pier79
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    Starless One

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    7 Aprile 2011

    Su questo punto però mi pare non ci sia molto accordo. Tu dici anche "vivere secondo ciò che si afferma di credere" e da parte mia non potrei, davvero, essere più d'accordo. Ma non mi pare che tutti i cristiani la pensino così. Perchè basta che uno dica (e quante volte l'ho sentito dire o letto, anche su queste pagine virtuali) "la mia religiosità è una faccenda tra me e Dio, un fatto interiore e nessuno tranne Dio può giudicare la rispondenza al cristianesimo delle mie parole e le mie azioni" perchè possano professarsi ferventi cristiani ogni sorta di persone cariche di odio, intolleranza e xenofobia.
    Dal mio punto di vista sarebbero meri sofismi, incapaci di reggere di fronte a simili evidenti contraddizioni, ma probabilmente non conoscendo la fede sono io che non sono in grado di capire.
    Però l'impressione è che per molti (non penso assolutamente a te sia chiaro) essere cristiani si risolva, prima ancora che nel credere o tanto meno nel vivere di conseguenza, nel mero affermarlo...
     
  3. Rover84

    Rover84
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    7 Aprile 2011

    Che dire Pier, l'incoerenza, la debolezza e la contraddizione sono cose umane e ci sono in ogni ambito.
    Inoltre ci sono diversi modi di interpretare la stessa cosa.
     
  4. Fux89

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    All Cats Are Beautiful

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    8 Aprile 2011

    Sì, sono assolutamente d'accordo, è una questione di coerenza. Ma io traevo la logica conseguenza dalla risposta di Thrashead. Io avevo fatto una domanda precisa, e cioè quali sono le condizioni necessarie e sufficienti per definirsi cattolici. Se mi si risponde che basta vedere il credo, allora è sufficiente credere a ciò che lì si afferma, indipendentemente da come poi ci si comporta...

    Eh, d'accordo, ma il problema è proprio qui: sono in tanti che, invece, si professano cattolici e poi non si comportano di conseguenza. Quanti sedicenti cattolici seguono (o, almeno, ritengono giusta e provano a seguire) la morale cattolica (in tutto e per tutto, non solo nelle parti in cui fa comodo)? È per questo che ponevo la domanda. Perché, mentre se io sono a favore del matrimonio tra omosessuali, dell'aborto, del testamento biologico, dell'indipendenza della magistratura, ecc., non voterò per Berlusconi, è pieno di gente che si definisce cattolica e poi è favorevole al sesso prematrimoniale, all'aborto, al divorzio, e chi più ne ha più ne metta. Ha senso dire che tutti costoro non sono cattolici?
     
  5. Thrashead

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    Ki Ki Ki Ma Ma Ma

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    8 Aprile 2011

    Premetto che nei post precedenti mi riferivo a quelle persone che non danno un significato ai sacramenti nonostante si accostino ad essi (nella specie parlavamo del battesimo), prendendo così in giro la fede e le persone come me che ci credono.
    Non mi riferivo infatti al cattivo cattolico in quanto peccatore, perché pecchiamo tutti, e non potrei mai permettermi di fare la morale agli altri in questo senso.
    L'essere cattolici è un percorso di miglioramento continuo.

    Per quanto riguarda invece il fatto che il cattolico debba appoggiare le leggi morali della Chiesa (tanto per intenderci, quelle contro l'aborto, l'eutanasia, il divorzio, ecc...) è ovvio che le debba appoggiare completamente ed incondizionatamente, e sarebbe anche preferibile che si interessasse della logica sottesa a tali leggi, leggendosi magari qualche trattato di legge morale, così da capire il perché la Chiesa in determinate situazioni si pronuncia in un modo.
    Il cattolico che appoggia, per esempio, le coppie gay o all'aborto, bé è un po' come se uno iscritto al PCI avesse appoggiato il libero mercato... per me ha le idee confuse.
     
  6. Rover84

    Rover84
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    Schöne Seele

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    8 Aprile 2011

    Per me si, intendo: ha pienamente senso dire che non lo sono [o che lo sono in maniera molto inconsistente]
    (Fermo restando che questo tipo di considerazioni sull'essere/non-essere possono farsi intorno a moltissime altre cose e molto spesso non è possibile tracciare una linea netta tra si/no)
     
    #20916
    Ultima modifica: 8 Aprile 2011
  7. ador dorath

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    Leah at races

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    8 Aprile 2011

    il che è molto triste: non si interessano del messaggio del loro Dio, non lo coltivano, è probabile che non credano nemmeno a tutto ciò che gli è stato detto. sicuramente confondono l'idea dell'esistenza di un Dio Supremo con l'identificazione del Dio Cattolico. e per questo motivo il concetto di "peccato" risulta essere molto edulcorato.
    ma siamo sicuri che poi tutta questa gente (perche' si tratta di gente, non segnatamente di credenti, visto che la categoria dei "distratti" ideologicamente non ha nessun ambito) crede veramente che la vita sia solo un passaggio?

    tanto vale essere sinceri con se stessi e ammettere che non si è cattolici, al limite che si crede in un'entità superiore e basta. e che, giusto per il fatto di essere in italia, sono portati a seguire usi e tradizioni cattoliche.

    come dicevo ne faccio una questione di maturità: anche nel mio lavoro ci sono colleghi o infermierini che finito il turno cancellano la propria professione dalla propria vita. tutta gente che subisce il proprio lavoro. invece ci sono lavori che devono necessariamente occupare quasi tutte le ore in cui siamo svegli, per migliorare, studiare, ampliare.
    il compitino da 6 o 7 per certi lavori è la tomba della professionalità.
     
  8. Rover84

    Rover84
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    8 Aprile 2011

    Dannati poser
     
    A ador dorath piace questo elemento.
  9. Rasputin

    Rasputin
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    8 Aprile 2011

    Il cambiamento o il distaccamento dalle tradizioni o è netto per qualche motivo particolare (tipo un'invasione, una dittatura) o più facilmente avverrà per gradi.
    Questo essere poser di larga parte dei cattolici è l'inizio del cammino che porterà la gente, non dico a non essere spirituale o a non credere in dio, ma ad allontanarsi sempre di più dalla religione, specialmente quella imposta in modo più o meno subdolo dalla nazione in cui si vive.
    In questo contesto va bene far notare i poser per mettere un po' in difficoltà i true presenti, ma da un punto di vista generale, per fortuna che esistono i poser! :D
    Siamo sulla strada giusta per allontanarci dai fanatismi religiosi (almeno da parte della maggioranza) e progredire come paese laico.

    Non per tutti è semplice allontanarsi da ciò che è stato insegnato fin dalla più tenera età. C'è chi è più forte e pratico come te e chi fatica di più a trovare un proprio ambito di pensiero. Dipende anche dalle esperienze di vita vissuta.
    Tra l'altro è facile per alcuni di noi dire che non ci si sarebbe mai sposati in chiesa o cose simili, ma bisognerebbe vedere il singolo caso per capire cosa questo avrebbe comportato nei rapporti con le persone a cui si vuole bene.
    In certi casi la coerenza non deve diventare una giustificazione per la mancanza totale di rispetto per i sentimenti degli altri o anche dei propri.
    Questo per dire che sì, anche a me piace la coerenza e mi piacerebbe che chi si definisce cattolico senza seguirne le regole ammettesse di non esserlo, ma capisco anche certe difficoltà nell'allontanarsi da ciò che viene ritenuto una tradizione. L'importante è vedere comportamenti che vanno in quella direzione. Il tempo farà il resto.

    IMHO
     
  10. Pier79

    Pier79
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    8 Aprile 2011

    chiariscimi una cosa però per cortesia. Un cattolico deve appoggiare incondizionatamente le leggi morali da te esemplificate (aborto, divorzio, eutanasia) però al contempo può scegliere di ignorare altri insegnamenti propriamente cristiani (ad esempio la carità, la compassione, l'ama il prossimo tuo) dimostrandosi ad esempio xenofobo o intollerante? perchè, sono ambiti diversi? Lo chiedo perchè mi pare spesso di vedere autoproclamatisi cattolici che mi sembra mettano su un piano più alto la difesa del crocifisso nelle scuole o la lotta contro il riconoscimento giuridico della famiglia di fatto rispetto al dimostrare un minimo di quei valori sopracitati che dovrebbero derivare direttamente dall'insegnamento di gesù cristo. Da infedele magari potrò non capire, ma "ama il prossimo tuo come te stesso" oppure la compassione per chi soffre, derivando direttamente dalle parole del cristo, non dovrebbero esser più importanti del crocifisso nelle aule ad esempio? L'impressione però è che per molti non sia affatto così...

    E poi, ma davvero il cattolico per dirsi tale (ed essere tale) non può scindere il suo vivere spirituale da quello sociale assumendo ad esempio posizioni in parte divergenti dalle linee ufficiali del vaticano su certi argomenti? Mica il papa parla sempre ex chatedra insomma...
     
  11. Dreki

    Dreki
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    Heart of Steel

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    8 Aprile 2011

    Prima che si scatenino di nuovo discorsi sul tema... faccio un "distinguo". Non tanto per te, che presumo sappia bene la differenza, ma per chi legge.

    Provo a riassumerlo così
    un conto è essere contrari (per esempio) all'aborto.
    TUTTO UN ALTRO è essere contrari AL DIRITTO all'aborto.

    Confondere la prima con la seconda è un gravissimo, gravissimo errore. Civile. Significa confondere diritto con dovere. Che molto spesso, pare, anche un cattolico fa - e a volte lo fa, diciamo così, di proposito.

    Un iscritto al PCI non può appoggiare il libero mercato. Ma per quale ragione un iscritto al PCI dovrebbe voler vietare a chiunque di appoggiare il libero mercato?

    Io -cattolico- mi schiero personalmente contro l'aborto, non lo consiglierei mai, non chiederei mai alla mia ragazza di farlo (parlo in via ipotetica, visto che anche lei è credente), farei tutto ciò che è nelle mie possibilità per evitarlo se mi toccasse direttamente.
    Ma da qui a voler TOGLIERE IL DIRITTO ad altri di fare ciò che io non farei mai, c'è una differenza abissale.

    Vietare l'aborto, sostenere che questo non solo vada contro la Volontà di Dio, ma che debba andare contro le leggi degli uomini, per come la vedo io... è in questo senso perfino DISSACRANTE. Stiamo rendendo obbligatoria la morale cattolica? Spero con tutto il mio cuore di NO.... allora, che senso ha praticare la propria fede, se tanto è vietato fare il contrario?

    Un cattolico non deve per forza essere fondamentalista.
    ;)


    PS: devo davvero dire cosa penso dei Linkin Park? :D:D
     
  12. Rasputin

    Rasputin
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    8 Aprile 2011

    Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo. (attribuita a Voltaire)

    Che poi, parlando personalmente, è la molla che mi spinge a protestare (nonostante sia atea) perché anche gli islamici abbiano un luogo di culto appropriato nella mia città e a ritenere ingiusto che anche chi abbia idee estremiste non possa poterle esprimere.

    Certo, è un modo di ragionare che dipende da persona a persona e può accomunare letteralmente tutti, credenti e atei, comunisti e fascisti, juventini e interisti... :D
    Diciamo che non è una caratteristica "obbligatoria" ma sarebbe bello se fossimo tutti in grado di convivere civilmente, ognuno con le sue "fisse" ma senza pestarsi i piedi.
    In quel caso non ci sarebbe bisogno di topic dal titolo "Anticristianesimo".
    Ma siamo nel territorio delle utopie. :hihi:
     
  13. Thrashead

    Thrashead
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    Ki Ki Ki Ma Ma Ma

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    8 Aprile 2011

    Hai detto bene, inoltre te operi in un ambito lavorativo che richiede una vocazione, e la vocazione o ce l'hai 24 ore su 24 o non ce l'hai.
    E così nella religione, non si può esser fedeli sono in quell'ora che si va a messa.

    Il tuo sogno è il mio incubo :D

    Il discorso è tutt'altro che semplice, anzi, soprattutto oggi che tutti i partiti politici cercano di tirar fuori il cristianesimo anche dove non c'entra nulla.
    Innanzitutto bisogna sempre coniugare giustizia e misericordia, perché "la giustizia senza misericordia è crudeltà, e la misericordia senza giustizia è la madre della dissoluzione" (cit.), nel senso che il buonismo tout court non porta a nulla, così l'essere eccessivamente rigidi.
    Per esempio, da poco il Papa ha detto che bisogna, sì aiutare l'immigrato, ma che lo stesso immigrato deve rispettare le leggi del paese ospitante, e che qualora non lo faccia, è giusto che lo stato lo punisca.
    Secondariamente bisogna sempre rispettare le leggi di Dio, nel senso che amare il prossimo tuo è cosa buona, fintantoché questo amore non violi le leggi di Dio.
    Se ami più il tuo prossimo di Dio, allora si ha il c.d. "amore disordinato". Per esempio, se per amore dei gay, si riconoscono giuridicamente le coppia gay, si va contro le leggi di Dio, e quindi l'"amore" si rivolta contro Dio stesso.
    "L'amore verso il prossimo tuo (come te stesso)" indica principalmente che vedi nel tuo prossimo un altro te stesso, che come te è pieno di pregi e di difetti, pieno di esperienze come te, di storia vissuta, di sofferenze e di gioie, e che come te è un figlio amato da Dio.
    Inoltre sarebbe bene amarsi per amare come si deve il prossimo. Se ci si odia, è difficile amare il prossimo, perché di solito ci si rapporta con gli altri come ci si rapporta con se stessi.

    Certo, quando non ci si scontra con la dottrina, ma semplicemente con l'opinione dei singoli. Puoi divergere con il pensiero di un cardinale e anche con quello di un Papa, a meno che, ripeto, non ci si scontri con gli elementi fondamentali della dottrina.

    Bé certo più di convincere a non abortire, non posso fare altro.
    Il tizio che va in una clinica dove si praticano gli aborti, e uccide il prossimo, bé praticamente uccide per non fare uccidere... è un controsenso.
    Per me comunque l'aborto è un omicidio, e se cambiassero la legge ne sarei più che felice... non mi metterei certo a protestare.

    Probabilmente sono più fondamentalista di te :D

    Il problema di questa utopia è che si vuole far convivere delle persone che hanno delle opinioni sulla vita diametralmente opposte, che giustamente primo o poi cozzeranno le une contro le altre.
     
    #20923
    Ultima modifica: 8 Aprile 2011
  14. Orlando1987

    Orlando1987
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    9 Aprile 2011

    Ieri ho scoperto qualcosa che mi ha scioccato.

    Ma comincio dal passato.

    In un forum di cattolici che frequentavo,mi ero attirato l'antipatia di alcuni(compresi admin) per il fatto che mi mettevo a contestare in maniera tutt'altro che calma il dogma cattolico che vieta la preservativo.
    Addirittura io definì tale dogma "un cancro profondamente annidato nel cuore del Cattolicesimo".

    Mi fu spiegato che la Chiesa Cattolica è il corpo mistico di Cristo e che il Magistero ha valenza oggettiva.
    Quindi poichè il Magistero condanna la contraccezione,le mie opinioni soggettive su quel dogma non hanno alcuna valenza.

    Vi confesso che da poche settimane ad ora avevo ormai fatto mio il concetto che la Chiesa Cattolica è infallibile nei suoi insegnamenti ed ero ormai d'accordo nel condannare la contraccezione.

    Fino a ieri sapevo che gli unici due metodi considerati cattolicamente leciti per evitare gravidanze erano l'astinenza periodica(cioè fare sesso solo nei periodo non fertili per la donna) e il coito interrotto.

    Ieri ho scoperto che la Chiesa condanna e bolla come innaturale addirittura il coito interrotto.
    La cosa mi ha davvero scioccato,dato che il coito interrotto è un metodo assolutamente naturale e non un contraccettivo artificiale come il preservativo e la pillola.

    Sinceramente questa condanna del coito interrotto e la consecutiva considerazione che un cattolico debba essere una mere macchina od oggetto di riproduzione fisiologica ha fatto molto vacillare la mia fede sull'infallibilità degli insegnamenti cattolici.

    A questo punto coloro che leggono,poichè ormai io sono conosciuto e famoso in questo forum proprio per la mia instabilità religiosa,penseranno che ho di nuovo cambiato religione ma non è così:sono ancora cattolico,solo che accetto più in maniera acritica e totale gli insegnamenti cattolici.

    Ormai ho capito che non ha più senso considerare la masturbazione un peccato mortale.
    Non ha più senso credere in tale insegnamento,se quest'ultimo proviene da una fonte che considera innaturale addirittura il coito interrotto.

    Va bene considerare sbagliato l'omosessualità,il sesso pre-matrimoniale(nella Bibbia incluso nella parola "fornicazione) e l'adulterio poichè queste cose sono esplicitamente condannate dalla stessa Bibbia.

    Il divieto del preservativo e del coito interrotto invece fanno parte di una tradizione che non ha nemmeno saputo interpretare correttamente passi biblici come quelli relativi ad Onan.

    Dopo aver parlato delle mie nuovo posizioni,passo subito al dunque ponendo la domande su cui voglio confrontarmi con gli altri utenti:è vero che la Chiesa Cattolica è sessuofobica?
     
  15. Rover84

    Rover84
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    Schöne Seele

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    9 Aprile 2011

    Quali hai provato?
     

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