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Il ruolo dei genitori nei tempi moderni

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Dima83, 5 Febbraio 2011.

  1. deopisi

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    9 Marzo 2011

    mi sa che ce ne sono parecchie di famiglie minetti purtroppo...
     
    #61
  2. Sky Valley

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    9 Marzo 2011

    io penso alle oche. i primi ragionamenti sull'imprinting, che poi non è altro che l'identificazione subito dopo la nascita di una persona o un oggetto come madre. da questa madre (figura generale che comprende ovviamente la coppia dei genitori) poi si impara tutto.
    se avrò mai la fortuna di diventare mamma, l'unico impegno che posso prendermi con quella personcina che dopo 9 mesi vedrà la luce anche grazie a me è di fargli comprendere subito cosa significhi vivere nel rispetto fondamentale prima di tutto per sè stessi e poi per gli altri. il carattere, le tendenze, le passioni etc le potrà scegliere solo lui/lei ma chiaramente io interverrò se e solo se noterò qualche deragliamento di troppo.
    sono solo un po' preoccupata per i genitori di oggi... pochi mesi fa, chiaccherando con mia sorella ed il suo compagno che hanno una bimba meravigliosa di 3 anni e mezzo (la mia mini-me) è uscita sta domanda: "ma se tutte le amichette di Viola si ritrovano con un cellulare ultima generazione tipo in prima media -a 11 anni- voi cosa fareste?" ... il papà m'ha subito risposto "eh se ce l'hanno tutti... è anche un discorso per non farla isolare!" ...
    personalmente, se non strettamente necessario, non darei mai in mano un cellulare con videocamera ad una bambina di 11 anni...
     
    #62
  3. Djmz

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    9 Marzo 2011

    nemmeno io (ho un figlio di 10 e una di 9), ma alla fine il discorso e' soggettivo. nel senso, ognuno pensa come vuole, giustamente. personalmente, e' una scelta difficile, dettata dalle diverse esigenze che uno ha. ovviamente, un bambino di 10 o 11 anni, ha bisogno di un cellulare con videocamera ? no, allora non bisogna comprarselo. punto e basta. :happy:
     
    #63
  4. ador dorath

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    Leah at races

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    9 Marzo 2011

    tutto dipende dal senso di responsabilità, non tanto che si è cercato di trasferire (perche' molti genitori non l'hanno nemmeno per se), ma che è stato percepito dal figlio.
    se il figlio dimostra di essere affidabile, ci infonde fiducia e ci dimostra che sa fin da piccolo quali sono le figure da prendere come riferimento (genitori, parenti, maestri, persone adulte comprovate) si possono allentare un po' i cordoni.
    pero' esistono indubbiamente anche figli che hanno un'indole che tende a prendere come riferimento esempi che contrastano ciò che si è cercato di insegnare. non è propriamente solo voglia di disobbedire, è piu' una tendenza ad imitare e a trovare fascino nel "diverso".
    in questi casi tenere a bada un figlio diventa piu' difficile, sia perche' non gli possiamo piazzare una webcam in fronte, sia perche' i cattivi esempi sono ovunque.

    vuoi il cellulare con foto, video e giochini? lo usi quando sei in casa, fuori un cellulare da 30 euro basta e avanza (per telefonare e mandare sms). non risolve nulla, perche' ci deve essere responsabilità, ma almeno è un segnale su cosa è permesso e cosa no.
     
    #64
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  5. Djmz

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    9 Marzo 2011

    beh, in ogni caso , a un figlio di 10 anni, come ho io, il cellulare con videocamera non glielo do', ma non perche' non mi fido di lui, bensi' perche' non ne ha bisogno. Qualche settimana fa sentivo per FOXNews che la first lady diceva che i ragazzini non avevano bisogno di facebook. assolutamente d'accordo. prima di tutto, non e' una necessita', secondo, i ragazzini, per divertirsi, possono andare fuori con gli amici, al parco. non e' essere ottuso alle tecnologie, per me a quell'eta' (10 o 11) non c'e' la necessita' di queste cose.
     
    #65
  6. Zanna

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    9 Marzo 2011


    E quindi i figli orfani, cha magari sono sballottati tra assistenti sociali, orfanotrofi, istituti vari e che non hanno mai conosciuto i loro genitori, come dovrebbero venir su, secondo questo vostro ragionamento??? :)
     
    #66
  7. Djmz

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    9 Marzo 2011

    per me, state generalizzando troppo.....
     
    #67
  8. ador dorath

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    9 Marzo 2011

    essere orfani non significa aver vissuto in una campana di vetro. scale di valori ed esempi sono ovunque anche per l'orfano.
    un orfano non sa cosa vuol dire essere amato da un genitore, non vuol dire che non ha mai avuto la possibilità di avere figure di riferimento (durature, condivise, affidabili, ben identificabili è gia' una questione "secondaria").

    insegnamento, gratificazione, punizione: se non sono chiari o se sono labili o se sono discordanti a seconda della persona di riferimento è molto piu' probabile che il figlio percepisca ben poco di quello che si cerca di trasmettere.

    di fatti ritengo che una delle difficoltà maggiori di una coppia non sia come trasmettere i valori al figlio, ma cosa. la condivisione dell'educazione dei figli è il cardine della famiglia.
    esempio stupido: se mia mamma mi punisce per una bestemmia e mio padre invece le usa come semplice intercalare c'è già un disorientamento nel figlio.
     
    #68
    Ultima modifica: 9 Marzo 2011
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  9. Sky Valley

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    9 Marzo 2011

    sono dakooordissimo con ador! il mio problema, se mi immagino nella posizione di mamma, non sarebbero i metodi piuttosto che le tattichette da usare con mio figlio...l'importante sarebbe crescere una persona in maniera coerente, influenzarla soltanto negli aspetti fondamentali (esempio sciocco: non si picchiano gli altri bambini che poi, nella vita, saranno le altre persone) permettendogli così di sviluppare il proprio carattere autonomamente. io sono per le punizioni "morali" e non fisiche. sarà che, come spesso succedeva negli anni Novanta, all'asilo (dalle suore e vabè) non ci trattavano molto bene...ogni venerdì prima di tornare a casa ci mettevano tutti in uno stanzone, la superiora seduta al centro ed in fila per uno andavamo da lei a rispondere a questa richiesta "se vuoi una caramella devi fare penitenza" e ci prendeva il dito, ci pizzicava con un ago (uno per tutti) e poi ci davano sto ******** di zuccherino...
    tornando al nostro discorso, io penso proprio che la coerenza, nell'educazione di un figlio ma anche nella vita quotidiana sia l'unica regola da seguire...!
     
    #69
  10. Djmz

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    9 Marzo 2011

    e' un gran casino, educare a un figlio....... e ancor di piu', essere giusti..... e poi ci sono moltissimi fattori diversi che influenzano la crescita di un figlio.....
     
    #70
  11. Nemalo

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    9 Marzo 2011

    Mica vengono chiusi in una stanza per l'eternità o buttati in una cella, ma su questo ti ha già risposto bene ador.

    Non capisco cosa ci sia di così "assurdo" nell'affermare che la famiglia e l'ambiente in cui si vive (che si presume che dovrebbe essere controllato dalla famiglia almeno fino a una certa età) siano molto influenti per l'educazione di un qualsiasi figlio :sgrat:.
     
    #71
  12. Zanna

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    9 Marzo 2011

    Ah! Io starei generalizzando troppo??? :roll:
    Meno male...
     
    #72
  13. Zanna

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    9 Marzo 2011

    Questo ragionamento, secondo me, può andare bene solo quando un bambino è proprio piccolo (5-6 anni)...poi non ha più senso.
    Resto della mia idea.
    Altrimenti sarebbe come affermare che l'ambiente crea e condiziona necessariamente il carattere, e quindi che il figlio di un criminale sarebbe per forza di cose un criminale...
     
    #73
  14. ador dorath

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    9 Marzo 2011

    che l'ambiente, le persone, i genitori, le persone vicine, condizionano le persone credo che sia palese. condizionare, forgiare, indirizzare non vuol dire necessariamente creare un rapporto di causa effetto. sottolineare che ogni persona ha un suo cervello e compie con la sua testa le proprie scelte credo che sia da sottintendere sempre. al limite della tautologia.

    con questo non voglio dire che un 20enne cresciuto in una famiglia piena di amore e di esempi e insegnamenti positivi non possa commettere un furto per dileggio. l'azione è ben diversa dalla percezione della stessa.
    quindi questo 20enne anche se ha perso la testa sa benissimo la gravità del fatto. se un 20enne ha come esempio genitori che vivono nell'illegalità e nel contrabbando non è detto che commetta necessariamente un furto. di sicuro ha un imprinting che non fa considerare il furto come un gesto cosi' deprecabile.
    nessuno nasce ladro come nessuno nasce necessariamente santo.

    ma come detto anche questa resta pur sempre una esemplificazione. cioè ammettendo che solo i genitori abbiano diretta influenza sul figlio.
    ma non sarà mai cosi'.
    c'è la scuola, i vicini di casa, la compagnia, i parenti, fratelli, i media....

    un bambino non sa che la pentola brucia: o lo viene a sapere da qualcuno o si scotta. se ricapita non si azzarda piu' a toccare la pentola. ma non è detto che non la possa piu' toccare in futuro se sa che dentro la pentola il gioco vale la candela.

    questo è un modello indefinito dove le variabili sono sempre di piu' rispetto ai dati inseriti.
     
    #74
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  15. Alcatraz

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    28 Aprile 2011

    Topic particolare. Io ho due figli, uno di quasi 18 anni ed una di 11. Nonostante sia vicino ai 50 (molto vicino, sigh!), cerco di non rimanere escluso dal mondo attuale, pur non condividendone affatto certi luoghi comuni o mode, per cercare di star dietro al figlio più grande. Mi spiego meglio: io credo che due genitori decidano di diventare tali pensando a ciò che fanno ed al fatto che con la loro scelta si assumeranno responsabilità enormi. In tale ottica, considerando che fuori dalla porta di casa c'è un mondo pieno di squali (senza offesa per questi splendidi animali), sento il dovere di dare ai miei figli i mezzi per difendersi ed interfacciarsi con quel mondo: carattere, cultura di base, un po' delle mie esperienze di vita (che non è detto loro facciano a loro volta, ma tutto fa brodo), e qualche schiaffone quando serve, per riportarli con i piedi per terra. Mi trovo, però, a lottare con un mondo diverso dal mio, in cui i giovani sono fortemente influenzati dai mass media e dalle mode; in cui spesso si segue il "branco", iniziando un pericoloso processo di spersonalizzazione, per paura di essere messi da parte; un mondo in cui i genitori sono presi dalla frenesia di realizzarsi nel lavoro e non hanno tempo per i figli (assurdo), e allora si giunge al punto in cui un padre o una madre dicono al filgio...no guarda, stasera sono stanco/a...che vuoi? Tieni...50 euro, basta che non rompi! E con quei 50 euro tuo figlio può fare qualsiasi cosa...qualsiasi, bella o brutta...ma quando te ne accorgi, talvolta, è troppo tardi e c'è solo il tempo per l'estrema unzione! I figli, per me, vanno vissuti; ti puoi...ti ci devi scontrare, è fisiologico, ci sono generazioni che mi separano da mio figlio. Ma c'è una differenza: lui può anche non capire il mio mondo e le mie idee. Io ho l'obbligo di capire il suo mondo e le sue idee, non ho scelta, proprio perchè sono un genitore. troppi se ne sono scordati. Scusate la lunghezza, ma l'argomento prende, specie noi "vecchietti".
     
    #75
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