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Libri

Discussione in 'Intrattenimento' iniziata da madcap, 7 Aprile 2004.

  1. fritz

    fritz
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    Beh, abbiamo fatto 30...

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    28 Febbraio 2011

    Qualcuno di voi saprebbe consigliarmi su "La croce perduta" di Guido Cervo?
    In genere i romanzi storici non mi ispirano tanto e mi puzzano spesso di boiata (con, come grande esclusione, Perez-Reverte) ma ammetto che il mio è più che altro un pregiudizio. Sono molto interessato all'ambientazione (medioevo est europeo) ma non sono molto convinto di procedere all'acquisto...
     
  2. DarkWing

    DarkWing
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    28 Febbraio 2011

  3. cattivone

    cattivone
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    Maledetta tana delle tigri.

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    28 Febbraio 2011

    Boh... una boiata non so ma questa trama non attira per nulla neanche me...
    Facci sapere com'è, magari mi sbaglio... ma cosa esattamente ti incuriosisce?
     
  4. Krokgard

    Krokgard
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    Thrashmetal Alchemist

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    28 Febbraio 2011

    E' invece pressocchè l'unico criterio su cui giudico una cosa, e sicuramente un libro; il resto è contorno ed è mooolto difficile che riesca a influenzare il mio giudizio. Va da sè che stiamo parlando di disinteresse successivo alla lettura. Il discorso non è "non mi interessa leggere Twilight, quindi fa schifo"; è "ho letto Sulla Strada, ciò che racconta non mi interessa, quindi m'ha fatto schifo".
    Non ti interessa vuol dire che non l'hai mai ascoltato? Allora no, come potresti dirlo?
    Non ti interessa vuol dire che quel che hai ascoltato non t'è piaciuto? Allora certo che puoi, o meglio dovresti usare il "mi fa schifo" per non irritare chi è convinto che nella musica esista un metro di giudizio oggettivo ma con me non avresti problemi :P
    Ma il fatto che a me non frega particolarmente se lo fanno, purchè li aiuti a produrre libri interessanti, belli (aggiungere il "per me" mi pare superfluo ma tant'è). O meglio, magari son dei mostri e parlando proprio di quello lo rendono un argomento interessante; ma lo ritengo improbabile.
    Io in primis mi stupirei del contrario!
     
  5. Beller0f0nte

    Beller0f0nte
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    2 Marzo 2011

    "La dittatura Europea" di Ida Magli.

    10 Euri (...) spesi veramente bene, in poco più di 200 pagine si riesce a farsi un idea ben chiara e con parole semplici del come, del perchè e chi.
     
  6. css70

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    2 Marzo 2011

    Per chi ha letto il libro di Regis Boyer, La vita quotidiana dei vichinghi: vi ricordate le prime pagine del libro in cui l'autore fa un riferimento al nome delle navi vichinghi chiamandole Knorr o langskip? In quel punto precisa: " ma mai, in nessun caso, l'assurda formulazione francese drakkar".

    Tempo fa ho fatto qualche ricerca sulla parola drakkar e ne è uscito fuori che questo termine significa appunto drago, riferimento alla testa di drago scolpita sulla prua del knoor.

    Ma non ho mai trovato alcun approfondimento su quella frase di Boyer, cioè: "ma mai, in nessun caso, l'assurda formulazione francese drakkar".
     
  7. JonSnow

    JonSnow
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    2 Marzo 2011

    Mi interessa, di chi e cosa parla esattamente?
     
  8. Beller0f0nte

    Beller0f0nte
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    2 Marzo 2011


    Riporto:

    "Il nuovo saggio di Ida Magli, edito da Rizzoli, condanna la dittatura del denaro travestita da democrazia, svela retroscena occulti e losche manovre fra grandi banche, vertici massonici e politici collusi

    In pochi se ne sono accorti. Ma qualche mese fa l’antropologa Ida Magli ha lanciato una bomba potentissima. Nel tentativo estremo di scuotere il popolo italiano dal torpore politico in cui da troppo tempo langue. E forse con la segreta speranza di restituirci un po’ di coraggio e tutto quell’orgoglio che la nostra civiltà millenaria potrebbe meritare. L’ordigno in questione è “La dittatura Europea”, ultimo saggio di questa ideologa tanto agguerrita quanto rigorosa, manifesto di denuncia, appello accorato e insieme pungolo all’azione, scritto nel suo solito stile graffiante, appassionato, giornalistico. Eloquente il sottotitolo: “Mentre l’Unione mostra la sua inutilità, la politica tace. La più irriducibile avversaria di Maastricht racconta le storie, i dati, le testimonianze di come il sogno comunitario ci stia togliendo la libertà”. Il volume, edito da Rizzoli nel novembre scorso, benché snobbato dalla critica di regime, è già alla seconda edizione. Segno che persino nella palude editoriale del pensiero unico sopravvive una sacca di pubblico capace di distinguere, e premiare, un’opera costruita con metodo scientifico, ispirata a nobili e antichi valori e sorretta da un’analisi della realtà finalmente lucida, originale, controcorrente e, soprattutto, onesta. Nel libro, avvincente e documentatissimo, l’offensiva viene sferrata su vari fronti. Anzitutto Ida Magli giudica l’unificazione europea illogica, antistorica, realizzata contro la volontà dei popoli e foriera per i cittadini degli Stati membri di gravi, inique e durature conseguenze, quali ad esempio il pesante contraccolpo del cambio euro-lira.

    [​IMG]

    E ci parla dello sgomento che ha provato nel leggere il Pentalogo di Maastricht, così privo di ogni riflesso umano e intriso com’è di mere logiche mercantilistiche. Difatti l’autrice considera assurda la pretesa di governare gli uomini appellandosi esclusivamente alle leggi di mercato, oggi invece assurte quasi a neo-divinità. Le sue parole efficaci, acuminate, le servono per metterci in guardia contro il nuovo ordine mondiale, specie di moderno Moloch, creatura mostruosa e insaziabile, generata azzerando in modo dispotico e sistematico le differenze in campo etico, legislativo, razziale, religioso, sessuale e persino psicologico. Ecco un progetto aberrante, perseguito imbavagliando la storia, uniformando la lingua e abdicando alla sovranità monetaria, in balia degli arbitrii della Banca Centrale europea e della finanza intenazionale. In un contesto generale che vede i popoli spogliati della proprietà dei loro rispettivi territori (Schengen) oltre che del sacrosanto diritto di decidere i propri destini. Combattiva più che mai, Ida Magli trasforma queste pagine di fuoco nel palco di un comizio estremo, disperato, con l’obiettivo di spiegarci le ragioni per cui l’onda di progressiva omologazione che ha investito ormai ogni angolo del pianeta appaia strumentale a un modello di società globalizzata, emanazione di un governo mondiale volto a tutelare e incrementare una rete enorme di interessi economici, nonché politici. Se in quest’ottica il percorso che ci attende appare inquietante, ancor più spaventosa si profila la meta finale: non solo un’Europa tutta uguale ma – autentico orrore! –, un mondo tutto uguale. Uno scenario fantapolitico già preconizzato del resto dal romanzo “1984” di George Orwell.
    La Magli condanna la dittatura del denaro travestita da democrazia, svelando retroscena occulti e losche manovre fra grandi banche, monarchie regnanti, vertici massonici e politici collusi. E osserva come i sudditi europei subiscano ogni sorta di sopruso, stritolati dai debiti, spremuti da ritmi di lavoro disumani, sempre più umiliati, sottomessi, controllati, incapaci del benché minimo accenno di rivolta, perché istupiditi dalle droghe, proni ai diktat capricciosi della moda, distratti da “panem et circenses” o, nella migliore delle ipotesi, soltanto imbesuiti da una falsa informazione veicolata attraverso media complici e consenzienti. E l’autrice ci ricorda come il sistema non tolleri né critiche, né obiezioni, né dissenso. Chi davvero si oppone, e si ribella, viene come minimo emarginato dal confronto culturale e dialettico o esiliato dall’agone politico. Oppure finisce “morto ammazzato”, in circostanze misteriose che però passano presto sotto silenzio.
    Gli strali della Magli non risparmiano neppure il clero, colpevole non solo d’esser schierato in tutto e per tutto con le sinistre, ma anche di promuovere un ecumenismo che risulta il contraltare cattolico della globalizzazione.
    Molto interessanti, in quanto squisitamente “non politically correct”, le sue tesi su omosessualità, trapianti d’organo, consumismo, cittadinanza, immigrazione, xenofobia, razzismo, antisemitismo, negazionismo, “libertà di pensiero”, reati d’opinione…
    Tuttavia non vogliamo togliervi il gusto di dissetarvi per conto vostro a un tale prezioso serbatoio di idee. Con un’unica avvertenza. Ida Magli, grazie a questo testo, ci insegna a riaccendere lo spirito critico, ad alimentare la nostra rabbia, a indignarci e cavalcare la rivolta. Se quello che cercate è una lettura che vi concilii il sonno, allora “La Dittatura Europea” non fa per voi!

    NOTA DELL’AUTRICE
    Perché ho scritto il libro…
    … È stata questa generalizzata incompetenza dei politici che ha permesso, o almeno ha reso più facile, a banchieri, economisti, esperti finanziari, di impadronirsi delle vere funzioni di governo, imponendone le regole a tutti. Maastricht nasce anche per questa totale delega da parte dei politici ai tecnici dell’economia, di ogni responsabilità nei confronti dei Popoli.
    Come noteremo più volte lungo il nostro itinerario, l’Unione Europea rispecchia a ogni passo della sua co­struzione questo «peccato originale»: mancano i popoli. E mancano perché chi gioca in Borsa, chi si occupa sol­tanto di denaro, e del modo di accrescerlo, neppure si ri­corda che esistono gli uomini, anzi gli sarebbe d’impaccio ricordarlo. Il Trattato di Maastricht lo rivela continuamente. È per questo, perché è privo di qualsiasi ri­flesso d’umanità, che nessuno ha avuto il desiderio o la forza di leggerlo. Ma purtroppo questa è stata la sua for­tuna: è andato avanti senza ostacoli perché, non avendo­lo letto, nessuno ha avuto neanche la voglia, la compe­tenza per contestarlo.
    Io, però, l’ho letto. La prima parte della mia battaglia contro l’unificazione europea è nata dall’orrore che ha suscitato in me; dalla constatazione che coloro che l’avevano pensato e sottoscritto erano dei despoti assoluti, quali ancora non erano mai apparsi nella storia, proprio perché non avevano alcun bisogno di riferirsi agli uomi­ni per dettare il proprio disegno e le regole per realizzar­lo. Non ne avevano bisogno al punto tale che le loro ar­mi consistevano in multe in denaro per chi avesse disob­bedito. Tutto il resto non aveva né senso né valore: la patria, la lingua, la musica, la poesia, la religione, le emozioni, gli affetti, tutto quello che riguarda gli uomini in quanto uomini, che dà espressione e significato al loro vivere in un determinato luogo, in un determinato gruppo, al loro contemplare un determinato paesaggio, al lo­ro amare, soffrire, godere, creare, veniva ignorato.
    Era mostruoso. Non potevo tacere. Dopo aver fatto tutti i tentativi che mi erano possibili per convincere qualcuno fra i giornalisti, i politici, i colleghi d’università, gli industriali, i medici che conoscevo, a organizzare un movimento anti-Maastricht senza riuscirvi, ho deciso di scrivere un libro …
    Ida Magli"
     
  9. JonSnow

    JonSnow
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    2 Marzo 2011

    Ho realizzato ora che la Magli scive per il Giornale.
     
  10. Engash-Krul

    Engash-Krul
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    il Divoratore di Menti

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    2 Marzo 2011

    potrei sbagliarmi, ma a me sembrava, da letture ormai vecchie di una decina d'anni, che drakkar fosse il termine che veniva dato solo alla "nave funebre", quella con cui si "seppelliva" il morto in mare dandogli fuoco. che non fosse, quindi, il termine con cui venivano comunemente chiamate le navi per la navigazione o per andare in guerra.
    però, sinceramente, dovrei approfondire, può anche essere che i libri che ho letto io siano stati superati da ricerche successive :roll:
     
  11. Filo

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    Je suis Mirco

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    2 Marzo 2011

    Sì, la storia che il nome giusto è Knorr la lessi anch'io da qualche parte.
     
  12. DarkWing

    DarkWing
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    2 Marzo 2011

    Knorr non era un dado da brodo?
     
  13. cattivone

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    3 Marzo 2011

    Infatti il dado Knorr deve il proprio nome ai vichinghi, i quali crearono il primo rudimentale brodo della storia versando sangue umano nell'acqua di mare.
    Una bevanda corroborante, gustosa, nutriente e di facile realizzazione.
     
    #9763
    Ultima modifica: 3 Marzo 2011
  14. css70

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    3 Marzo 2011

    Trovo la parola drakkar in varie ricerche, un numero di volte maggiore rispetto a knorr. Evidentemente, gli storici che si occupano di quest'epoca avranno pareri molto discordanti tra loro.

    Comunque non sono ancora pienamente soddisfatto sul perchè Boyer dice quelle testuali parole. Quando lessi quella frase, dopo nemmeno un secondo pensai che ne sarebbe seguita una spiegazione sul perchè deve essere usata la parola knorr e non drakkar. Ma non c'è alcuna spiegazione.

    Poi, è proprio una di quelle affermazioni "imperative" che meritano una esposizione più approfondita dell'argomento, trattandosi appunto di un libro che parla di vichinghi, della loro epoca.
     
  15. cattivone

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    Maledetta tana delle tigri.

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