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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. REINHART

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    Sommo Doomster

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    11 Gennaio 2011

    Il paragone mi sembra del tutto fuori luogo, poichè non credo che la fede religiosa e l'ammirazione verso qualcuno o qualcosa possano essere anche solo lontanamente accomunate. Si presuppone che la fede in una divinità abbia alla base un tipo di convinzione ben diversa e sia attinente a tutt'altra sfera. Altrimenti banalizzi la tua stessa fede.

    Sul concetto di libertà, una volta tanto sono in disaccordo con Rasputin (a proposito, bentornata ;)): credo che l'ateismo abbia a che fare anche con la libertà. Ovviamente non ha senso parlare di libertà assoluta, il solo fatto di vivere in un sistema sociale pone ciascuno di noi al di sotto di regole (e ci mancherebbe) e aperti all'assorbimento delle più disparate influenze, ciononostante abbandonare ogni tipo di credenza religiosa permette di affrancarsi da un bagaglio di condizionamenti secondo me obsoleti e parecchio mortificanti, quando non addirittura pericolosi (tanto più perchè fasulli).

    (E' chiaro che il rifiuto di credenze religiose deve essere fondato su convinzioni autentiche frutto di ricerca sia interiore che culturale, e non sulla convenienza. Altrimenti non stiamo parlando di ateismo, ma di superficialità.)
     
  2. Dreki

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    11 Gennaio 2011

    Se posso... ti dò ragione a metà. :)
    Nel senso: aderire a un culto implica (quasi sempre) delle regole. Pertanto, se ciò che tu intendi per libertà è l'essere svincolati da questi precetti, allora è quasi palese che l'ateo è "più libero".
    La sua rinuncia, va in questa direzione.

    ma il punto è che... per un credente, questo "vincolo" della presenza di Dio è (per farti un paragone)... più o meno come la forza di gravità. Che mi "vincola" a terra.
    C'è. Punto. Non l'ho mica scelto io, di essere soggetto alla legge di gravità.
    Se io non credessi alla legge di gravità, che capita? Che spicco il volo?
    No.

    Idem
    Per un credente... il dio c'è.
    Non è che ha "deciso" di aderire al club.


    OVVIO che dal tuo punto di vista, il tuo discorso regge... perché tu vedi nella tua scelta una rinuncia a un'imposizione. Io ci vedo solo una dimostrazione che coscienza e arbitrio vanno dove vogliono, anche se sbagliano.
    ;)
     
  3. Rasputin

    Rasputin
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    12 Gennaio 2011

    Ti ha già in parte risposto Dreki.
    Se sei credente non vivi sicuramente la fede come una forzatura o una mancanza di libertà. Al limite può sembrare a un ateo che un credente sia meno libero, ma credo che la percezione che ognuno ha di sé sia di essere liberi in egual misura.
    E comunque credere o non credere non è una scelta che si fa per essere o meno liberi (come sembrava presupporre Zanna).
    Ovviamente un ateo lo non è per non dover andare a Messa la domenica o non dover mangiare pesce al venerdì! :)
    Le cose sono un po' più complicate di così.
     
    #19638
    Ultima modifica: 12 Gennaio 2011
  4. REINHART

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    Sommo Doomster

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    12 Gennaio 2011

    Beh, sì, il ragionamento è valido soltanto da una prospettiva atea (che comunque ritengo essere quella giusta) ;)

    No, ovviamente no.

    Ripeto, chi si professa ateo per motivi di mera convenienza o menefreghismo in realtà non ha nessuna idea di cosa sia l'ateismo.
     
  5. Zanna

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    12 Gennaio 2011

    1) Andiamo, lo sai anche tu che non è vero ciò che dici: c'è gente, al giorno d'oggi, che per denaro o per la carriera venderebbe anche la madre.
    Se questo non significa avere il denaro o la carriera come dio....:)

    --------------------------------------------------------------------

    2) In certi casi sì. E lo sai anche tu! ;)
     
  6. ador dorath

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    12 Gennaio 2011

    quindi vuoi dire che chi è credente in Dio non crede nel dio denaro?
     
  7. Zanna

    Zanna
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    12 Gennaio 2011

    Alcuni credenti (in Dio) credono, purtroppo, anche nel dio-denaro.
    Questo non esclude però che anche alcuni atei venerino il denaro come il loro dio, in realtà. Nonostante il loro ateismo, a parole.
     
  8. Rasputin

    Rasputin
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    12 Gennaio 2011

    Intanto dipende da cosa intendi per dio. :)

    Comunque non metto in dubbio che al mondo ci sia più gente attaccata ai soldi che alla religione, ma questo non c'entra niente con l'essere atei o agnostici, magari con l'essere dei pessimi credenti! ;)
    Non dimentichiamo che la stragrande maggioranza della popolazione si reputa credente (su 6 miliardi di persone, si stima che gli atei/agnostici siano un miliardo). Ergo la stragrande maggioranza di chi vende la madre è credente. ;)

    Boh, io non faccio parte di un circolo di agnostici, posso parlare solo per me.
    E per me non vale questo discorso. Non è che non sono cattolica per avere più tempo libero, altrimenti non sarei un sacco di altre cose che di tempo me ne portano via anche molto di più di una Messa. ;)
    Metterla su un piano di libertà personale è molto riduttivo, secondo me.
    Io, ad esempio, ho fatto un mio personale cammino che è durato anni e che intraprendo ogni giorno rimettendomi in gioco e in discussione.
    La fede sembra essere una cosa seria. Non penso che sia semplicemente una questione di libertà personale, ci dev'essere qualcosa di molto più profondo sotto.
    E comunque se ci impegoliamo in questo tipo di discorsi non ne usciamo più, anche perché moltissimi credenti sono i primi a "comportarsi da atei" (vedi anche solo il dio denaro più sopra ;)).
     
  9. Rasputin

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    12 Gennaio 2011

    Ah, forse ho capito.
    Il punto secondo te non è tanto che il dio denaro sia venerato da atei o da credenti, quanto il fatto che secondo te l'ateismo non esista perché la gente crede comunque in qualcosa.

    Se ti fa star meglio pensare che gli atei siano in realtà credenti, sarò magnanima, te lo lascerò credere. :embarass:
    Anche se, se fossi atea e cinica, potrei risponderti che è comunque più intelligente adorare qualcosa di reale e tangibile (e che magari porta dei benefici in questa vita) piuttosto che un personaggio inventato che rischia di punire anche dopo la morte. :razz:
    Ma io non sono così cattiva. :innocent:
     
  10. Hallowed

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    12 Gennaio 2011

    10 punti per la frecciatina malefica. :rotfl:
     
  11. LELE 17

    LELE 17
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    12 Gennaio 2011

    senza rendercene conto la nostra esistenza è tutto tranne che libera...immagino non serva specificare, ognuno faccia le sue considerazioni...e sottolineo quello che qualcuno ha già detto: un cristiano che deve andare a messa non pensa certo "cavolo, non è giusto...per andare a messa perdo un'ora del mio tempo, e in quell'ora c'è anche la mia serie tv preferita": la fede e la pratica di questa fanno parte integrante della vita, esattamente come fare da mangiare o altro...per un credente vero e proprio, poi ci sono le casistiche più disparate: per far piacere alla mamma, perchè non si sa cos'altro fare, per fare la bella figura (si si, anche per questo!) ecc ecc ecc ecc
    Poi, sempre secondo me, anche la parola credere è un pò...fraintesa. credere significa avere fiducia, fiducia "cieca", che non ha bisogno di cose o prove tangibili (in tutti i contesti, religiosi o meno."credo in te", "credo alla bontà delle persone" ecc ecc). Non si dice certo "credo nella legge di Ohm"o "credo agli atomi". "dio denaro" è una personificazione...anzi...nemmeno una persosificazione, è la trasformazione di una cosa tangibile e concreta in entità superiore e-o astratta come Dio. La gente non crede nel dio denaro, perchè non ne ha bisogno...lo vede e lo tocca, semmai lo perseguita (un pò forte come termine, ma ci sta), lo desidera intensamente e fa di tutto per averne sempre di più. Difficilmente se chiedi alle persone "credete nel dio denaro?" ti diranno di si, io l'ho fatto...per questo lo dico xd secondo me è un'espressione un pò ridicola.
     
    #19646
    Ultima modifica: 12 Gennaio 2011
  12. ador dorath

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    12 Gennaio 2011

    ora dai non banalizziamo la fede religiosa nè tanto meno l'ateismo...

    su...
     
  13. LELE 17

    LELE 17
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    12 Gennaio 2011

    se ti riferisci a me, io non penso di aver banalizzato nulla. anzi, cerco di essere meno superficiale possibile.

    edit: mi sono dimenticato di dire comunque che l'espressione è a mio avviso giustificabile, essendo un modo di dire piuttosto vecchio: la religione infatti anni fa era molto più importante e penso che l'espressione non sia altro che un modo di esprimere il fatto che il denaro fosse diventato importante quanto Dio. spiegherebbe anche perchè "oggi" si sente poco e viene usata poco.
     
  14. Fux89

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    12 Gennaio 2011

    Ecco, direi che hai centrato il punto. La parola dio può essere utilizzata con molteplici significati. Tuttavia, quando si parla di religione e/o di ateismo, si fa in genere riferimento ad un significato particolare, che è quello di entità soprannaturale con determinate caratteristiche; caratteristiche che differiscono a seconda della religione a cui si fa riferimento, ma che sono (per lo più) irrilevanti se si parla di ateismo (nel senso che un ateo non crede né al Dio cristiano che ha determinate caratteristiche, né a Odino e compagnia che ne hanno altre, ecc., quindi è ateo indipendentemente dalle caratteristiche specifiche di una particolare divinità).

    Fatta questa premessa, la conclusione è che sostenere, come fa Zanna, che anche gli atei, in realtà, sono dei credenti in una divinità è logicamente fallace, perché è un'affermazione che si basa su un'ambiguità linguistica.
     
  15. Rasputin

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    13 Gennaio 2011

    Ma appunto. Come dice anche Lele.
    Se parlo di Dio in un contesto come quello di questo topic non penso certo ai soldi o a James Hetfield. :grin:
    Qui parlo del Dio che starebbe nei cieli non al compianto Ronnie James.
    Per quello ho detto subito che mi sembrava un paragone banale.
    Per quanto possano essere importanti i soldi nella vita della gente, non risponderanno mai a domande esistenziali tipo "da dove vengo, chi sono, dove andrò".
    Anche la menata che salta fuori ogni tanto, ovvero che il dio degli atei è la scienza, è un'altra banalità che salta fuori quando i credenti (e non ne capisco il motivo, a parte dare sui nervi all'interlocutore) cercano in tutti i modi di far affermare a un ateo che in realtà crede a qualcosa.
    Un po' come se io mi incaponissi a voler far dire a un credente che in realtà non crede in dio. Bah... non ne vedo la logica né l'utilità.
     

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