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Blind Guardian

Discussione in 'Power Metal' iniziata da Gollum, 14 Novembre 2004.

  1. MF_Metal

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    The Dweller Of Rhymes
    BANNATO

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    10 Gennaio 2011

    La verita`e`che i Blind Guardian sono e resteranno sempre una garanzia
     
  2. Xan

    Xan
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    10 Gennaio 2011

    Affatto.
    Quando si ascolta musica si ci basa solo sulle sensazioni, e quelle non mentono. Se io "sento" (sentire non con le orecchie, ma in generale) che manca qualcosa, semplicemente manca qualcosa. Non sto lì a cercare cosa non vada, non va e basta.
    Lascio però sempre aperta, ormai dopo diverso tempo, la possibilità di ricredermi. Non si sa mai
     
  3. The Hobbit

    The Hobbit
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    11 Gennaio 2011

    Prendo spunto da questi due messaggi per spiegare il mio pensiero. Per me questo At The Edge Of Time è un disco assolutamente godibile, ineccepibile dal punto di vista formale, vario e coinvolgente al punto giusto. Il che non ne fa automaticamente un capolavoro, ma un album come minimo buono e come massimo molto buono, sicuramente valido. Tra l'altro sembra reggere bene alla prova del tempo.

    Questo non impedisce che si possa avvertire una mancanza di "magia" come si diceva in vecchi messaggi, che all'orecchio di qualcuno possa mancare qualcosa come per Xan ecc. Anch'io ritengo che il livello dei (più o meno) capolavori degli anni 90 non sia più stato raggiunto. Ma neanche mi aspettavo che venisse raggiunto! Vedo At The Edge... come un disco onesto e adatto al livello ormai raggiunto dalla band (di esperienza, stimoli ecc.). Considero infatti che:
    - i Blind Guardian hanno alle spalle una carriera pluridecennale;
    - hanno contribuito al boom del power negli anni '90 con lavori che sono diventati nel tempo icone e modelli per i powerelli e non degli anni futuri;
    - sono passati attraverso una separazione da quello che non era solo un ottimo batterista ma uno dei 4 pilastri storici del gruppo;
    - hanno ormai da tanti anni intrapreso una strada che li porta a progettare, curare e limare accuratamente i loro prodotti, per cui ogni disco ha una gestazione lunga una quaresima, il che porta a lavori appunto curati e privi di difetti formali, ma che forse per questo possono risultare poco spontanei e "magici", come si diceva...

    Tutto questo per dire che io dai Blind Guardian non mi aspetto più capolavori del calibro di Imaginations, Nightfall ecc., e in effetti ormai loro sono "dispensati" dal farlo :D, hanno già "dato" in questo senso e la palla passa alle band più giovani, a loro tocca sfornare i capolavori che costituiranno i pilastri del futuro come i Blind hanno fatto in passato. Dopo 25 e passa anni se continuano a pubblicare album buoni come questo a me va più che bene, che poi non siano al livello dei loro migliori lavori non mi importa, né fa al caso mio caricarli di aspettative legate a prodotti usciti ormai quanto? 15 anni fa? Questo intendo quando dico che non potrei chiedere di più ai Blind Guardian nel 2011 (vabbè 2010). :)
     
  4. Xan

    Xan
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    11 Gennaio 2011

    E forse questo è il problema: tutto questo progettare, costruire, rivedere, perfezionare, non so quanto porti a guadagnare in termini di spontaneità e naturalezza, a parte il dover aspettare ora altri 5-6 anni prima di riavere 10 canzoni, il che lo trovo strano a prescindere dal livello. Un buon livello non è uguale a tutto il tempo che si perde in studio, e spesso si scambia la quantità con la qualità
    Io credo che l'ispirazione sia ben altra cosa.
    Aggiungo, come già detto in precedenza, che proprio l'ispirazione non ti viene presentata nella vita a pillole di 10 confezione, che poi esaurite, non arriverai più a quei livelli. Dov'è scritto? Si da per scontata una cosa che in realtà non lo è, per cercare di giustificare una carenza che colpisce le band dopo aver dato il loro "massimo". Il massimo non esiste, i livelli alti sono creati dall'ispirazione, e se manca quella si sente.
    Si invecchia, la voce cambia, si ci indebolisce, ma l'ispirazione è un'altra cosa
     
    #13264
    Ultima modifica: 11 Gennaio 2011
  5. hdkeyboards

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    11 Gennaio 2011

    In realtà il songwriting di Oldfield è un parente alla vicina di (e sospetto un modello per) tanto, tanto, TANTO metal melodico, a livello di melodie (scale e scansione - steps/leaps), ritmica e accordi la cifra stilistica è tremendamente simile.

    Prova a trascriverti un paio di brani di Oldfield e di Blind Guardian&Co. e sovrapponili, potresti essere sorpreso.

    Poi vabbè, nel repertorio di Oldfield non c'è la doppia cassa, ma sono differenze di arrangiamento superficiali.
     
  6. The Hobbit

    The Hobbit
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    11 Gennaio 2011

    Però il concetto di ispirazione è qualcosa di talmente impalpabile che non è necessario per questi discorsi. Io la vedo in modo più semplice: i picchi più alti della discografia dei Blind Guardian sono indietro. Lavori come l'ultimo o il penultimo, pur molto buoni, non sono per me al livello dei dischi di metà carriera. Questo "calo", che sia dovuto a mancanza di ispirazione, maniacale esigenza di perfezione, semplici preferenze mie personali, modifiche negli obbiettivi e nella sensibiltà del gruppo, e mille altri motivi... fatto sta che io lo percepisco, e mi porta a prenderne atto e accettarlo. Che poi i Blind Guardian in futuro possano ritrovare in un cassetto una nuova confezione da 10 ispirazioni in pillole :D ok, può essere, naturalmente non è scritto da nessuna parte che non si possano mantenere gli alti livelli una volta raggiunti e col passare degli anni, ma... rimango parzialmente scettico, adattando le mie aspettative ai livelli che mi sembrano più consoni allo stato del gruppo.
     
  7. Xan

    Xan
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    11 Gennaio 2011

    Concordo, più che altro facendo un discorso generico. Nel senso che spesso si "giustifica" il calo di un gruppo che ha fatto ottimi dischi, quasi come inevitabile. Non credo esista spiegazione scientifica di questa "normalità".
     
  8. hdkeyboards

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    12 Gennaio 2011

    Facile: la potta!

    www.staff.ncl.ac.uk/daniel.nettle/tennis%20players.pdf

    :D

    Sembra una stronzata, ma in realtà io credo che sia questo il caso.
    Quando sei gggiovane spesso hai più entusiasmo, ingenuità, stimoli, senso dell'avventura - e, secondo gli autori del paper linkato, desiderio di potta - che la creatività ne è influenzata.

    Non mi risulta difficile credere che a quattro ragazzini nerd spensierati e all'avventura tra altri ggiovani spensierati alla fine anni '80 sia più facile scrivere belle canzoni metal su draghi, spade e torri nere che a quattro uomini adulti con la panza e il capello sale e pepe oggi.

    ...no, aspetta, la panza Hansi ce l'aveva anche da giovane :lol:

    Poi in ogni caso credo che sia difficile ripetersi senza ripetersi: di Imaginations From The Other Side ce n'è uno, e a me va benissimo così.
    Vuoi mettere la soddisfazione di stare lì a piangere i bei tempi andati?
    Lo impreziosisce :D
     
    #13268
    Ultima modifica: 12 Gennaio 2011
  9. Xan

    Xan
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    12 Gennaio 2011

    Sono un nostalgico sì, ma so anche guardare avanti e avere fiducia. Non rientro in quella categoria dei "fedeli solo al passato" per cui, tutto ciò che è novità e innovazione, lo scarto a priori. Ad esempio io amo a night to the opera, perchè se da un lato era un disco che osava molto, dall'altro lo faceva con ispirazione e convinzione. Quì invece ci sento sicurezza nelle composizioni, mestiere, mi sta bene eh, però non c'è quel guizzo melodico/incisivo (salvo alcuni rari casi) che mi fa rimanere soddisfatto dopo circa 5 anni di attesa.
    E' comunque un disco che suona 100% Blind Guardian, molto di più del precedente, vero passo falso, a twist in the myth, dove non si capiva che direzione volevano prendere.
     
  10. Xiuhcoatl

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    12 Gennaio 2011

    Non bisogna però cadere nell'eccesso opposto, cioè dire che va bene tutto purchè sia innovativo; ci sono certi gruppi (e i BG ne sono -a mio modestissimo parere- un lampante esempio) che meno innovano meglio è, perchè finiscono per perdere quel 'certo-non-so-che' che li ha fatti amare a cosi tante persone. La loro innovazione rispetto ad altri gruppi allora in circolazione l'hanno avuta a partire da Tales from the Twilight World, e probabilmente era contenuta in nuce anche nei due album precedenti, secondo me con ANatO l'hanno portata fin troppo all'eccesso e da crescita spontanea è finita per diventare una ricerca forzata di cambiamento
     
  11. JonSnow

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    12 Gennaio 2011

    In effetti una spiegazione rigorosamente scientifica non c'è...
    E' un discorso puramente empirico: conosci band che, dopo un numero piuttosto elevati di dischi, non abbia sfornato almeno una schifezza o quantomeno un disco sottotono?
    Prendi per esempio i Dark Tranquillity (non so se li ascolti ma di nome li conoscerai immagino): nel loro genere, fino all'ultimo album, hanno sfornato solo capolavori o ottimi dischi... ma l'ultimo è piuttosto "controverso". Per me è brutto, eppure fino a un album fa non avevano mai avuto un calo.

    Anzi, i Blind li considererei già un'eccezione di per sè, visto che di album davvero davvero sottotono non ne hanno ancora prodotti... pure A Twist in the Myth, che probabilmente è il loro "più scarso", resta comunque un album piuttosto buono.
    Ciononostante è vero che un calo d'ispirazione l'hanno avuto: se il loro sound sui primi dischi era fresco, proprio perchè sui primi dischi mica per niente, ora lo è di meno... e infatti cercano di riproporlo anche ora ma pensandolo maggiormente. Il che può anche essere un calo di ispirazione, forse, ma non necessariamente di qualità (e infatti per me non lo è... poi si va a gusti).
     
  12. hdkeyboards

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    12 Gennaio 2011

    In linea di principio sono d'accordo con te, ma adoro, ADORO ANATO, trovo che sia un piccolo miracolo.

    Il punto è che anche volendo (e già quello è dura, perchè probabilmente dopo aver scritto un album nel prossimo vuoi dire cose diverse) a volte è difficile riscrivere-lo-stesso-disco-ma-diverso, sono in gioco vari fattori, non ultimo dei quali è il volgare culo.
    I dischi nascono anche per selezione naturale da un pool di buone idee che si rigenera abbastanza lentamente (Mirror Mirror doveva stare su Imaginations, non ci stava, l'hanno riciclata in seguito).
    La maggior parte dei dischi simili-al-precedente in realtà ne sono gli scarti (Rosenrot, anyone?).
     
  13. hdkeyboards

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    12 Gennaio 2011

    ATITM era IMHO debole e tiratissimo, un manuale di come NON scrivere una melodia.
    Un caso lampante del motto del Barzizza riportato nel suo manuale di orchestrazione: "anche l'idea melodica più schifosa con un grande arrangiamento sembra buona" (o qualcosa del genere).
    Straight To The Mirror ha melodie debolissime e sforzate, The Edge pure, Lionheart è un deserto di devastazione e frasi tirate per i capelli, il ritornello è inconcludente e impolpettato insieme al bridge, la scansione è demenziale, note lunghissime che se ne stanno ferme intorno alla terza e manca uno straccio di ripetizione, eccetera.

    Fly, Skalds, Otherland, eccetera però sono perle, secondo me.

    Qui comunque siamo da capo: quattro mocciosi in cantina con l'ampli della Barbie sono COSTRETTI a tirare fuori buone melodie, perchè non gli resta altro.
     
  14. Bright_of_Glory

    Bright_of_Glory
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    12 Gennaio 2011

    Certo che però, se si considera A Twist in the Myth un mezzo passo falso (cosa che per altro non condivido) ciò deve dare un'idea della qualità generale dimostrata da questa band.
    Non ho paura a fare nomi di band, più o equamente blasonate, che giunte al questo punto della loro carriera, dischi come gli ultimi 2 se li sognano (ma con gli occhi aperti).
    Dunque lunga vita ai Bardi, ben venga il calo di ispirazione se poi mi fa sopportare 4 anni di attesa tra un lavoro e l'altro sapendo che sarà ben ripagata...
     
  15. JonSnow

    JonSnow
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    12 Gennaio 2011

    Era quello che intendevo anche io :D, A Twist può essere visto come un "passo falso" rispetto alla discografia dei Bardi, ma si mangia a colazione dozzine di dischi di altre band... imho.
     

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