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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. Dreki

    Dreki
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    Heart of Steel

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    8 Gennaio 2011

    uhm.... secondo me stai confondendo "religione" con "morale". Almeno a livello sociale. E' la morale sociale che traccia la linea che demarcano il lecito dal lecito. Altrimenti il concetto stesso di "colpa" non esisterebbe nemmeno....


    Il ragionamento logico per cui "l'ipotesi di Dio non è scientificamente necessaria" per spiegare (per esempio) l'origine di ciò che vediamo, ha un suo fondamento.
    Ma ancora una volta mi sembra che si stia imputando ai cattolici una cosa che ormai è superata di chilometri, ovvero il fatto di pigliare la Bibbia e sostituirla al manuale di scienze e al libro si storia. :D :D Eddài! Quante volte abbiamo scritto (qua) che ormai i cristiani sanno benissimo che la Bibbia non è un manuale? Che non spiega "il cosa" e "il come" (a questo ci pensa la scienza -e va benissimo così!), ma semmai "il perché"?
    ;)
     
  2. Hypno

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    8 Gennaio 2011

    L'uomo ha creato Dio (e non viceversa) per dare un significato alla morte, per giustificare dolore e sofferenza e siccome questi sentimenti sono presenti fin dagli albori è ovvio che la la religione sia congenita.
     
  3. Dreki

    Dreki
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    Heart of Steel

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    8 Gennaio 2011

    parto col dire che giudicare morte, dolore e sofferenza come "sentimenti" è quantomeno... vabbè :( "Vallo a dire a chi li prova", potremmo dire.

    Ciò detto: sì, questa è la solita versione.
    La capisco benissimo, essendo stato ateo radicale per lunghissimi anni. Ovviamente, la soluzione non è prendere lo "Zarathustra" al posto della "Bibbia", ma è ragionarci su (ma questo suppongo sia scontato: sennò, l'ateo diventa pecora quanto il credente).

    Non è necessaria la fede per superare il dolore: BELLA SCOPERTA!
    Ma non vedo dove stia il problema, se chi ha fede ne trae speranza. OCCHIO: non ho detto "se chi soffre, si inventa una fede".... questo lo diranno altri.

    Pensare che un credente pretenda (o si aspetti) che Dio gli allevi i dolori è una cazzata micidiale, concepibile solo da chi del cristianesimo non conosce nulla o quasi: Dio -per i cristiani- non ha risparmiato il dolore manco a suo figlio... perché dovrebbe risparmiarlo a noi?


    In ogni caso, trovo divertente che l'ateo rivendichi per sé il "corretto" modo di superare la paura della morte :D:D ... perché -giuro- non ho mai conosciuto un VERO credente che avesse paura della morte. Tutti e due dicono che il loro modo di vedere le cose è quello giusto per sconfiggere quella paura, mentre l'altro la aggira soltanto. Tutti e due dicono di aver ragione.

    Personalmente, avendo trovato una fede vera, non posso far altro che ammettere che il mio ateismo era banalissima ignoranza (nel senso più vero del termine).
    Ma... questo cambia poco: da ateo, consideravo la fede una stupida autosuggestione
    ;)
     
  4. ador dorath

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    8 Gennaio 2011

    è legittimo affrontare il mondo e la vita come uno vuole.

    ma questo deve valere fino in fondo.
     
  5. LELE 17

    LELE 17
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    8 Gennaio 2011

    cooosa?? no no...sei un pò fuori strada...che sia stato l'uomo a creare Dio, è tranquillamente passabile, ma lo ha fatto non per giustificare, ma per DARE UN SENSO, o trovarne uno. L'uomo primitivo non creava un Dio per giustificare i fulmini , ma per attribuirvi un senso, e per cercare di controllarli mediante la comunicazione con la dvinità stessa. Un cristiano che soffre sa che il suo male non gli è dato da Dio, e non giustifica il suo male con esso, ma la sua sofferenza trova un senso, che è profondo e non puoi capire: qualcuno potrebbe dire "si certo...che cazzo di senso vuoi trovarci?". Un fedele cristiano malato vive la sua malattia nella fede, offre la sua sofferenza a Dio, e questo lo sostiene, che gli atei ci credano o no.
    La morte fa paura a TUTTI: "la morte è come un club al quale ci iscriviamo. Il contratto ci fa paura, ma il fatto è che lo abbiamo accettato." però penso che per una persona che ha fede questa paura sia trasformata in qualcos'altro di non propriamente definibile: cambia da persona a persona.

    "ma questo deve valere fino in fondo"...cosa intendi dire? perchè se intendi dire che le persone devono vivere la propria religiosità fino in fondo non sono d'accordo, perchè come dicevo prima ci si farebbe plasmare dalla religione stessa, invece bisogna saper trovare un giusto equilibrio. Se intendi dire che non bisogna "usare" la propria religione quando più fa comodo allora sono d'accordo...o volevi esprimere altro?
     
  6. LELE 17

    LELE 17
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    8 Gennaio 2011

    'mazza oh...qua la religione è colpevole di qualsiasi cosa...davvero interessante questo concetto.
    Ma anche no.
    Io percorro una strada principale con la mia auto, vado pure piano, un tipo sulla strada secondaria vuole fare il figo... sfreccia e non si ferma in tempo, mi scontra. quello che in diritto viene chiamato "atto illecito". la COLPA è sua, e non mi pare che centri molto con la religione. il fatto che lui si sia assunto le sue responsabilità comportandosi così è irrilevante. il danno c'è e la colpa rimane. Quindi mi sembra che il concetto di colpa sia più di origine sociale.
    Esempio cretino? assolutamente si. ma sono i più diretti ;)
    (e vi ricordo che sto parlando da persona NEUTRA, non difendo, rifletto ed esprimo.)
     
    #19611
    Ultima modifica: 8 Gennaio 2011
  7. ador dorath

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    Leah at races

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    9 Gennaio 2011

    intendo dire che se una persona è cristiana deve vivere il suo cristianesimo veramente e seriamente. altrimenti perche' definirsi cristiano?

    allo stesso modo un ateo se lo è veramente deve vivere il suo ateismo veramente e seriamente.

    infine, le "2 visioni" non dovrebbero "ostacolarsi" nel quotidiano. pero', purtroppo in molte società questo cozza con l'ingerenza della religiosità dominante.
     
  8. ShadeofChaoS

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    9 Gennaio 2011

    La religione è una creazione della civiltà, quindi di conseguenza sì la religione è responsabile della maggior parte delle cose, ma prima della religione la civiltà, di conseguenza gli uomini che hanno aderito alla civiltà.
    La colpa è quando uno vuole fare del male appositamente, la cosiddetta volontà maligna. La responsabilità è un'altra cosa. Spero che ora comprenderai meglio perchè ti dico che sono due cose molto differenti, e la colpa viene troppo spesso usata per giustificare una mancanza di responsabilità e fare finta che non esista e per massacrare l'essere umano in sè ad uno stato di pecorizzazione globale.
     
  9. Dreki

    Dreki
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    9 Gennaio 2011

    credo che la differenza nel post di Shade stia qui:

    nel tuo esempio, è di chi guida la RESPOSABILITA' (materiale, in questo caso), ovvero: è lui che ha causato il fatto. definirla "colpa" significa dare a quell'atto un significato negativo - la morte di qualcuno.
    Invece: se tu stai cadendo da un burrone, e io ti tendo una mano e ti salvo, sono responsabile di quel gesto. Un codice morale ha deciso che salvare una vita è un merito, toglierla è una colpa.

    Non c'entra con la religione - su questo hai ragione :)
    C'entra però la morale, sulla base della quale viene fuori ciò che è lecito e ciò che non lo è, i codici alla base di una vita sociale. Che stabilisce (per esempio) che causare una morte immeritata è illecito (colpa), ma darla a chi secondo un certo criterio se l'è meritata, invece può essere lecito (un diritto addirittura, come accade laddove la vendetta e la faida sono prassi codificate).
     
  10. Hypno

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    9 Gennaio 2011

    No, proprio quello che ho detto ;)

    edit: ho visto solo ora che ti riferivi ad ador. Per quanto riguarda il mio post forse ho sbagliato ad usare il termine 'giustificare'. 'Dare un senso' è decisamente più appropriato ;)
     
    #19615
    Ultima modifica: 9 Gennaio 2011
  11. ShadeofChaoS

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    9 Gennaio 2011

    Non sono pienamente d'accordo con te.
    Tuttavia hai in parte compreso ciò che volevo dire.
    La mancanza di una morale è il più grande dei problemi della cosiddetta civiltà. La società industrializzata come ognuno sa, poi c'è chi lo ammette e chi no, non ha mai avuto una morale ed è proprio quello il motivo per cui è destinata a crollare su se stessa, poichè non ha principi nè morale nè tanto meno di conseguenza giustizia.
     
  12. ^v^ Lestat ^v^

    ^v^ Lestat ^v^
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    9 Gennaio 2011

    La moralità cristiana è piena di ipocrisia, basterebbe buon senso senza perdere tempo con improbabili divinità
     
  13. LELE 17

    LELE 17
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    9 Gennaio 2011

    sono d'accordo. però non so se essere d'accordo sulla parte grassetta...cioè...da una parte penso possa essere cosi, dall'altra no...e penso sia evidente oggi: più si fa i furbi e si rinuncia a qualsiasi valore etico o morale, più si va avanti velocemente e spesso si fa pure la figura della brava azienda o persona.
    Bisogna anche stare attenti sul fatto che però ci sono molte persone e molte aziende che la moralità l'hanno sempre mantenuta e agiscono basandosi anche su questa: solo che queste non le sbattono nei telegiornali, queste non sono sulla bocca di tutti, queste non si vogliono vedere, perchè ormai anche vedere il negativo è diventato un piacevole passatempo. Non diamo per scontato che tutto faccia schifo e tutto vada male...questi sono i ragionamenti d'osteria. Qui sul forum per fortuna non se ne vedono molti di questi ragionamenti e devo ammettere che è davvero rassicurante.
     
  14. LELE 17

    LELE 17
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    9 Gennaio 2011

    hai ragione...tanto quanto la moralità atea ;)
    anche il buon senso è qualcosa di mooolto relativo, per me buon senso può essere qualcosa di diverso da quello che è per te, per Schade, per Hypno ecc ecc. e non è la stessa cosa della "moralità".
    Il buon senso mi dice che se mio fratello studia tengo la musica un pò più bassa, ma se non lo faccio la mia moralità non viene certo meno.
     
  15. MetalThrashingMan

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    9 Gennaio 2011

    La moralità atea?:sgrat:
     

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