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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. ostfront

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    29 Settembre 2010

    un credente dovrebbe studiare al meglio la propria religione al meno , per potere adorare e seguire più correttamente possibile la propria religione .

    Ma cosi pare non sia nella maggioranza dei casi .
     
  2. Albi

    Albi
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    30 Settembre 2010

    Dunque.
    Premetto che entro nel topic "a bomba", senza aver letto a che punto è arrivata la discussione, per cui scusatemi se ripeto tematiche già espresse o vado fuori dal seminato.

    Quanto segue è uno sfogo, frutto di osservazioni e ragionamenti fatti negli ultimi tempi, osservando l'atteggiamento di certe persone nei confronti della religione, sia a favore che contro di essa. Il tutto suonerà fortemente sconclusionato e potrebbe causarvi un forte mal di testa.

    Citando Emile Zola, l'inizio non può essere altro se non...

    Io accuso.

    Io accuso tutti gli atei militanti, sedicenti "anticlericali" di commettere gli stessi errori dei bigotti e degli oscurantisti che tanto deprecano.

    Accuso coloro che pensano che credere o non credere in Dio o chi per Lui ti renda migliore o peggiore di qualcun'altro. Io credo e questo non mi rende un idiota, così come non rende un idiota il non credere: la differenza è nelle applicazioni.
    I bigotti che impongono la propria morale, spesso ipocrita e distorta, non sono migliori dei tanti anticristiani che intasano facebook di pagine dove è concesso prendere per il culo, offendere gratuitamente e bestemmiare contro qualsiasi religione, nascondendosi dietro il dito del "eehhehehehehequantosonofigo questa pagina non è per moralisti si prende in giro di tuttobuauauauauau". Alt. Anch'io so scherzare sulla mia Fede (e qui un invito a chi si prende troppo sul serio come credente: il primo passo per amare qualcosa è imparare a scherzarci su), ma c'è un limite di decenza che mi ha sempre permesso di non scadere nel volgare, di non insultare nessuno e di non criticare checchessia a priori.
    Cosa che puntualmente invece viene fatta.

    Accuso chi dà per scontato che Dio non esista, a chi risponde "Dio non c'è" a chi dice "Io credo": prendete dieci scienziati diversi e chiedete a ognuno di loro di definirvi lo spazio e il tempo. Fatto? Bene, non otterrete una risposta uguale ad un'altra che sia una. Cioè, viviamo in una realtà che non possiamo nemmeno definire (nel senso che non siamo in grado di definire con certezza i termini che la delimitano, spazio e tempo), come si può eliminare aprioristicamente un concetto come quello di un'entità appartenete ad un livello superiore? Sarebbe molto meglio per TUTTI se si imparasse a dire "Io credo" o "io non credo" piuttosto che "Dio c'è" o "Dio non c'è", visto che nessuno ha i mezzi pratici per dimostrarlo con certezza (a tutti gli pseudo-illuministi o i cripto-filosofi col pisellino duro che mi vogliono citare salcazzo quale filosofo o quale scienziato o quale teologo: SONO IDEE e non assoluti. E, già che ci siamo, pensare un po' con la vostra testa non guasterebbe) e visto che il dialogo si basa e si può basare solo su questo, il credere, inteso come verbo.
    Vale anche per tutti i credenti che si credono migliori di chi non crede: OGNI IDEA E' UGUALE E CONTRARIA ALLE ALTRE E FINCHE' E' PORTATA AVANTI CON LE MODALITA' GIUSTE NON ESISTONO IDEE MIGLIORI DI ALTRE A PRIORI. Non si può e non si deve puntare il dito contro nessuno stabilendo che il proprio Credo è l'unico metro di giudizio possibile e accettabile.
    In sintesi accuso l'apriorismo, la presunzione di sputare sentenze su checchessia da parte di bigotti e atei militanti, senza distinzioni.
    Quando dico che credo in Dio, questo non fa di me un pagano, un oscurantista, un antievoluzionista, un bigotto, un represso, un pedofilo, un ipocrita e via discorrendo con altre gustose categorizzazioni: mai fare di tutta l'erba un fascio e mai giudicare tutto, di nuovo, tramite pensieri aprioristici.
    Ho una spiritualità e una mia idea di Dio, ma questo non mi impedisce di amare la Scienza o di avere una mia sessualità: il papa o chi per lui dicono una cosa? E' lui a dirlo, non io. E non sono nemmeno obbligato a condividere quanto afferma, non so in quanti puntando il dito contro la Chiesa riescano a capire che la Chiesa non è un organismo collettivo di amebe, ma è un gruppo (Chiesa, dal termine greco per "assemblea" di PERSONE, che possono pensare singolarmente un po' a quel cazzo che gli pare, dire cose giuste o sbagliate, essere buone o cattive, sono UMANE.
    Accuso chi di conseguenza venera l'idea dello Stato Laico con unico obbiettivo l'antagonismo alla chiesa: anch'io credo in un idea di stato laico, ma per motivi pratici e universali, non ideali, poichè credo che lo stato debba essere laico per il discorso anti-priorista di cui sopra, lo stato dev'essere un ente superiore e neutro, che non faccia favori a atei, credenti, bianchi, neri o checchessia, ma che sia un punto di riferimento unico, democraticamente valido per chiunque. E di conseguenza accuso chi vuole che le leggi, la politica, l'economia volgano a riflettere ideali religiosi: finchè uno applica i propri precetti per la propria vita, è un discorso, ma non può pretendere che valgano per tutti indistintamente, se no si rientra nel discorso del "la mia idea è assolutamente migliore", la libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell'altro.

    Accuso i fondamentalisti, che fanno fare la figura dell’idiota a chi crede, cristiano, ebreo o musulmano che sia e che danno agli atei militanti di cui sopra un pretesto per fare di tutta l'erba un fascio e per fondamentalista intendo anche i bigotti: esprimere pareri aprioristici nei confronti di fede, sessualità o che altro è, secondo me, molto peggio e molto più inumano che farsi saltare in aria in Palestina per questa o quella religione.

    Accuso chi, non sapendo davvero che pesci pigliare, cita questo o quell’episodio storico quando deve motivare il proprio ateismo: che io sappia la scelta della Fede verte e si basa su un dialogo personale col contenuto di essa e non con la lettura a pappagallo di un testo, io il mio credo ce l’ho perché ci ho riflettuto sopra, non perché l’ho letto da qualche parte, vediamo in quanti hanno un anti-credo personale e non frutto di pose da Illuminista della domenica.

    Accuso chi deride la bibbia o gli altri testi sacri dando per scontato che tutti i credenti li prendano alla lettera, accusando indistintamente tutti di fissismo e ingenuità, così come accuso chi prende alla lettera e non è in grado di applicare davvero alla propria vita quello stesso testo sacro: credo che si possa sostenere la tesi evoluzionista e essere Cristiani, credere nella Resurrezione e essere cittadini del ventunesimo secolo allo stesso tempo, BASTA SAPER RAGIONARE e c’è molta gente, atea e credente, che, a quanto pare, non ne è in grado.
    Accuso quindi chi ragiona per assoluti e vede tutto o bianco o nero, senza sfumature.

    Accuso infine chi non firma le proprie idee e si nasconde dietro la collettività o nell’anonimato di internet: mi chiamo Alberto Baroncelli, cittadino dell’Italia e del mondo, amico di chiunque sappia ragionare e vivere davvero, bianco o nero, credente o ateo, etero o omo che sia, credo in Dio e non ho paura di mettermi in discussione, in nessun campo.

    Spero vi basti.
     
  3. Guest_001

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    30 Settembre 2010

    Albi, in breve.

    1) non esistono atei militanti. L'UAAR non è atea militante. E' un'associazione atea (agnostica e razionalista) che cerca di diffondere idee atee (agnostiche e razionaliste).
    Quando milita, lo fa solo per l'uguaglianza dei diritti civili, e dei cittadini di fronte alla legge. Non per l'ateismo.

    2) Io non venero lo Stato laico, perché non venero lo Stato (anzi, quello itaGliano mi fa parecchio cagare, anche). E se metto lo Stato laico in antagonismo alla chiesa, è solo perché parecchi gerarchi ecclesiastici pensano di rispondere prima alla legge della loro divinità (che, guarda caso, coincide sempre con quello che dicono loro) che non alla legge di Cesare.
     
  4. Rasputin

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    30 Settembre 2010

    Non fanno gli stessi errori, semplicemente gli estremi tendono a toccarsi, come disse non so chi a proposito di non so cosa. :)
    Perciò il modo di porsi e di dibattere tende ad assomigliarsi.
    E' il motivo per il quale io preferisco definirmi un'agnostica razionalista. Credo di più al Cicap che all'UAAR, diciamo. :D

    E' quello che, per fortuna, pensano un po' tutti qui dentro. Anche se, ovviamente, le posizioni sono talmente distanti che ognuno crede di aver ragione sull'altro (e quindi un pizzico di presunzione ce l'abbiamo tutti, poche balle ;)).

    Ma non solo in campo religioso. In tutti i campi c'è lo sfottò che spesso scade nel cattivo gusto.
    Non è giusto ma è umano. Non lo vedo un atteggiamento tipico degli atei, è tipico di molte persone in generale.

    Anche se il fatto di vivere in una società fortemente cattolica probabilmente spinge a ribellarsi con più foga che non altrove.

    Di questo si è discusso spesso. Molti credenti dicono più o meno le tue stesse cose.
    Per questo io non penso che il "problema" sia il credente preso come singolo o piccola congregazione di persone, bensì le istituzioni religiose che ragionano e agiscono da aziende multinazionali, che hanno conti da far quadrare. Lì nasce la corruzione e l'ingerenza.
    Il "problema" non è l'esistenza o meno di dio, ma come il crederci o meno incide sulla società.
     
  5. REINHART

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    30 Settembre 2010

    @ Albi: un po' di considerazioni sparse. Purtroppo non ho il dono della sintesi, quindi... papiro in arrivo.

    Innanzitutto, tu batti - giustamente - sul tasto del rispetto che dovrebbe contraddistinguere ogni dibattito a tema religioso (e non solo, ovviamente). Indubbiamente è vero: cercare di sovrastare gli interlocutori, o sbeffeggiarli, è sempre sbagliato. Il rispetto del prossimo è alla base di qualsiasi discussione.

    Tuttavia, quando dici che tutte le idee sono uguali e contrarie, poichè nessuno può dimostrare niente, inizio a essere in disaccordo.

    Penso che dire "io credo" al posto di "Dio c'è" (o il contrario, per gli atei) sia una pura formalità, che non cambia la sostanza dei fatti. Per te, cristiano, credere in Dio non è una semplice opinione (o almeno, non dovrebbe esserlo): non è come apprezzare un album di una band, che magari domani potrebbe non piacerti più per motivi anche futili. Per te l'esistenza di Dio è un fatto assoluto, incontrovertibile, impermeabile a qualsiasi dimostrazione contraria o presunta tale; se non fosse così, di che fede staremmo parlando? Se dici che ogni opinione è uguale e contraria alle altre, allora stai dicendo che un ateo, nell'affermare la propria incredulità, ha ragione quanto te. Non dovrebbe essere così: se credi in Dio, se sei davvero sicuro della sua esistenza, l'ateo si sta sbagliando. La sua opinione non è uguale alla tua, la sua opinione è sbagliata. Possiamo edulcorare il concetto quanto vogliamo, ma è (e deve essere) così.

    D'altro canto, penso che nessuno in questo topic spari sentenze aprioristicamente: qui siamo tutti credenti o non credenti a ragion veduta. Il nostro pensiero a riguardo è frutto di esperienze, di riflessione, di studio; il livello medio delle discussioni qui su questo topic è quasi sempre abbastanza elevato e maturo (almeno da qualche centinaia di pagine a questa parte), tanto da poter affermare con certezza che nessuno di noi si è svegliato credente o ateo ieri mattina. Discutere di questi argomenti non è mai facile, ma se dobbiamo farlo correndo unicamente sul filo delle opinioni, allora tanto vale andarcene tutti a casa.

    Proprio perchè non penso che credere o non credere non siano mere opinioni, penso anche che sia possibile dimostrare l'inesistenza di Dio tramite la logica e la ricerca storiografica (qui ovviamente ti parlo dal mio punto di vista di ateo, e non posso fare altrimenti; ti avesse risposto un cristiano, avrebbe detto cose diametralmente opposte).

    Bada bene, non è un ragionamento aprioristico: non mi sono svegliato una mattina decidendo arbitrariamente di non credere in Dio, e poi mi sono messo a cercare argomentazioni a supporto di questa tesi (anzi, se proprio vuoi saperlo, un tempo ero cristiano). Sono ateo perchè ritengo ci siano prove a sufficienza (anzi, in abbondanza) per escludere l'esistenza delle più svariate divinità delle religioni rivelate. Per me, quindi, l'inesistenza di Dio è un fatto assoluto tanto quanto per un credente lo è la sua esistenza. Non è un'opinione: ritengo sia la realtà, la verità, a prescindere da ciò che pensano gli altri.

    Come dicevo all'inizio... concetti del genere si possono (anzi, si devono) esprimere con tutto il rispetto possibile per il proprio interlocutore, ma la sostanza non cambia: io (ateo) ho ragione, tu (credente) hai torto. Possiamo discutere, e cercare di mantenere il dibattito il più possibile su toni educati e civili, ma due convinzioni talmente opposte sono destinate a scontrarsi. Ripeto, il ritenere di aver ragione non giustifica mai la prevaricazione o lo scherno, ma, altresì, non si può ridurre la discussione a uno sterile scambio di opinioni.

    In tema di prevaricazione, spendo anche due parole (che già mi sono dilungato troppo) sulla Chiesa in quanto istituzione. Dici che la Chiesa è semplicemente un gruppo di persone, ognuno con le proprie idee; se vogliamo parlare di Chiesa in termini di comunità di cristiani, allora è certamente vero. Ma è anche vero che quelle persone che sono a capo dell'istituzione Chiesa dettano linee guida precise in tema di etica e morale, e tali linee guida finiscono - volente o nolente - per identificare a livello sociale il credo cattolico; il che non sarebbe minimamente un problema, se le suddette persone (quelle a capo, dico) non facessero pressione affinchè l'etica e la morale cattolica siano imposte indiscriminatamente a tutti (con la colpevole compiacenza del governo, sia ben chiaro). Quindi tu, o tanti altri singoli cristiani, potete anche non essere d'accordo con una o più cose che dice Ratzinger o chi per lui, ma purtroppo non è la vostra voce quella che si sente.
     
  6. Fux89

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    30 Settembre 2010

    A quali "atei militanti" ti riferisci? Perché gli atei che conosco io non pretendono di imporre a tutti le proprie idee, come fanno i bigotti oscurantisti, ma al massimo pretendono la libertà e la laicità. Ma forse conosciamo gente diversa...

    Be', però per quanto sia idiota creare pagine su Facebook solo per insultare e offendere, non mi pare proprio uguale a voler imporre a tutti le proprie regole, anche attraverso le leggi dello Stato. Certe pagine su Facebook basta ignorarle o al limite segnalarle.

    Io non lo do per scontato, semplicemente constato l'assenza di evidenza di una qualsivoglia divinità.
    Il problema è la Chiesa come istituzione, non tanto come gruppo di persone. Perché a contare, ad avere potere, sono quelli che stanno "ai piani alti". Poi che molti che si definiscono cattolici non condividano molte posizioni della Chiesa lo so anche io.

    Veramente, nessuno venera lo Stato laico, il cui obiettivo non è l'antagonismo alla Chiesa, bensì la libertà: libertà di scegliere per la propria vita, libertà di pensiero, di parola, di religione e di non avere alcuna religione


    Per il resto sono abbastanza d'accordo con te:)
     
  7. ador dorath

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    30 Settembre 2010

    mi spiace notare che troppe persone continuano a non comprendere non cosa significhi l'ateismo, ma cosa significa vivere in una cultura prepotentemente di stampo religioso.

    ho letto troppe idee confuse.
     
  8. Guest_001

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    3 Ottobre 2010

    #19088
    Ultima modifica: 3 Ottobre 2010
  9. Fux89

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    3 Ottobre 2010

  10. Rover84

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    3 Ottobre 2010

    Chi sono quelle graziose fanciulle nella foto Dysph?
     
  11. Un utente

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    3 Ottobre 2010

    Druide liv. 1 presumo.
     
  12. Guest_001

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    BANNATO

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    3 Ottobre 2010


    è l'accensione del fuoco olimpico ad Atene...

    eddai, su, non dirmi che bastano dei chitoni color avorio a farti sbarellare :sadic:
     
  13. Dreki

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    3 Ottobre 2010

    Quoto.
    Ma magari lui intendeva dire che le opinioni hanno tutte lo stesso diritto di essere espresse... anche quelle sbagliate. (indipendentemente da chi esprime il giudizio sul loro valore)

    Epperò... mi viene da dire: appunto.
    Proprio per quanto hai detto sopra, questa è la conseguenza inevitabile, no? Se il credente (appunto) è assolutamente convinto (come diresti tu; io direi "cosciente") di avere ragione, non è perfettamente logico che il capo dell'istituzione voglia "imporre" il suo punto di vista? Per lui non è un'opinione...
    Il punto, come più volte detto, dovrebbe stare altrove: nel NON lasciarglielo fare.

    Triste verità, sacrosanta verità.
    :)


    :sadic::sadic:
    sei perfida... :grin::grin:

    Credo che sia fuori gara... potrebbe stare in giuria.
    E qua mi faccio SERIO: mettetevi, per mezzo secondo, nei panni di un poveraccio che, sventurato lui, è credente. VI GIURO che io non ho parole per commentare la vergogna che ho provato nel sentire la sua dichiarazione. Personalmente, posso giurarvelo, mi ha fatto MOLTO, MOLTO più male che la bestemmia sparata dal delinquente che presiede il Consiglio dei ministri (che, se per assurdo potessi barattare la sua carcerazione con le bestemmie, lo lascerei bestemmiare quanto vuole dietro le sbarre: la bestemmia è un problema suo, la sua mancata carcerazione invece è un problema nostro).
    Ma Fisichella..... è stato davvero TROPPO.
     
  14. Dreki

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    3 Ottobre 2010

    E veniamo al post di Albi.... con cui dissento in alcune parti.
    Fai molte accuse... ma anche, secondo me, un po' di confusione su alcuni punti. (SENZA RANCORE EH! siamo qua per parlare, ok? :) )

    Ah, visto che sei entrato ora e devi contestualizzare: io sono cattolico.

    Ma se è solo per quello... anche se prendi 10 cattolici e chiedi loro di parlarti di Dio. E dunque?

    Beh.... da credente: NO!
    Dio c'è, che io (o tu, o chiunque altro) ci creda o meno.
    Non è che se io smetto di crederci... Dio smette di esistere :D
    Ovvero, per dirla in breve:
    ASSOLUTAMENTE NO!
    Ma scherzi? Per chi crede, Dio dovrebbe essere.... relativo? :shock::shock:
    E', per l'appunto, UN ASSOLUTO.


    Uhm... secondo me (come ho scritto sopra) stai facendo confusione tra due concetti: verità e diritto.
    Il fatto che io dica cose vere (assolutamente vere, o comunque creda di dirle) non deve rendermi migliore di chi dice cose false (assolutamente false): e qua son d'accordo.

    MA: ma questo non vuol dire mica che la verità non esiste! Che, per evitare di mettere qualcuno dalla parte "giusta", allora diciamo che è tutto un'idea, un'opinione!
    Un conto è il diritto di dire ciò che si vuole (vero o falso che sia). Un altro è annullare i concetto di vero o falso, per eliminare la differenza! NON HA SENSO!

    Ma vale anche in altri campi: per esempio, tu hai il diritto di dire che l'eroina fa bene al cervello, no? Ma avrebbe senso che, davanti a un medico, dicessi: "ehi, tu non hai la verità in tasca: per me l'eroina fa bene, quindi siccome tu non sei meglio di me, la tua opinione vale quanto la mia!" .... avrebbe senso?
    No, affatto.
    Quella è una verità medica, scientifica, dimostrabile secondo certi concetti. La mia è una verità (ASSOLUTA) DI FEDE... se adesso tu mi vieni a dire che, siccome non è dimostrabile scientificamente (hai scritto qualcosa del genere), allora non è una verità assoluta... beh: la tua non è fede.
    Niente di male, eh: va benissimo così.
    Ma non è fede: è speranza, fiducia, sensazione, spiritualità... ma non FEDE.

    Tu puoi dire quel che vuoi, e io non contesterò MAI il tuo diritto di dirlo: ma resta il fatto che se tu dici che Dio non esiste, PER ME HAI TORTO ASSOLUTO.
    Questo non è bigottismo. Ha -appunto- un altro nome: fede.


    Anche io vorrei uno stato laico.
    Ma il contrario di laicità non è (ancora) bigottismo, è stato confessionale, meglio se fondamentalista.
     
    #19094
    Ultima modifica: 5 Ottobre 2010
  15. Orlando1987

    Orlando1987
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    5 Ottobre 2010

    La settimana scorsa mi sono di nuovo convertito al Cattolicesimo.

    Credo(e spero...:roll:) che questa sia stata l'ultima volta che cambio religione.
    Inoltre ho deciso di diventare frate francescano o comunque prendere i voti.

    Saluto i miei fratelli in Cristo: Rover84 e Dreki.
     

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