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Blind Guardian

Discussione in 'Power Metal' iniziata da Gollum, 14 Novembre 2004.

  1. Xan

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    15 Settembre 2010

    Semplicemente la loro canzone migliore
     
  2. Rezyel

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    16 Settembre 2010

    Una delle loro opere migliori 8-]

    Io il nuovo album lo ascolto spesso... ci sono canzoni che ascolto anche più di una volta al giorno come Sacred Worlds, Wheel of Time, Curse My Name o Ride Into Obsession. A Voice In The Dark mi piace altrettanto, ma l'avevo già stra-assimilata dall'uscita del singolo quindi ora mi capita più spesso di skipparla. Le altre cmq spesso e volenteri vengono ascoltate... l'unica che salto quasi sempre e Valkyries, ormai confermata come "punto debole" di "At The Edge of Time" (ho letto anche un'intervista dove Hansi ammetteva di ritenerla lui stesso la canzone meno riuscita, mentre ad Andrè piace molto :))
     
  3. Fleba_il_Fenicio

    Fleba_il_Fenicio
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    16 Settembre 2010

    Temevo questo momento. Voi direte: è solo un post. VEro. puoi intenderlo come un semplice post ma dentro di te devi far onore ad una sorta di auto obiettività, ad un sesame coscienzioso dei tuoi ascolti. Non è poco quando si chiama in causa un gruppo che corre parallelo al tuo flusso esistenziale.

    NiME ha scandito un'epoca, mia e di molti. L'ho rimesso su due sere fa dopo tantissimo tempo. Davvero tanto sì.
    Fin dal missaggio, passando per il drumming, passando per quelle paginette vecchie è L'Altro disco, quello cui si rimanda ma che non rimanda ad altri.
    Lo ascoltavo in una sera del 2010.

    La ruota del tempo gira. Sinfonicamente gira. Musicalmente arriva, dopo And then there was silence, a firmare una seconda buona e insolita uscita dei Bardi, di quelle da annoverare fra i pezzi migliori del decennio appena scorso.
    wheel of time.
    Scritta, sarà irrilevante? (non credo,anzi sarà prefigurante la qualità di un progetto ancora inedito), scritta per l'album orchestrale e poi proiettata nel frammento di quest'anno, at the edge of time.

    Nel mentre Sacred si espande, tenta di intrecciare le proprie linee vocali. Ed è fra questi due apici che ritroviamo quella mobilità delle linee vocali che caratterizzava la forma perfetta di quasi tutti se non tutti i brani di NiME.

    Fra i due apici qualche manierismo ben riuscito e diverse sorprese.

    Parliamo di ballad. the medieval song cannot be erased.
    Curse my name, ben evidenziata da Zaccarini in recensione è incredibilmente un apice pathico del disco. Non so voi ma per me personalmente è un affondo nel respiro, qualcosa che mi sussurra l'essere più autentico e ispirato dei bardi di oggi.
    Poco distante War of Thrones, molto più intensa sul pianoforte, come professava Xan tempo fa. Quel giro di piano resta dentro tanto quanto il break dell'altra ballata.

    L'impressione generale è che Hansi e compari abbiano ritrovato il giusto sound (manca qualcosa a livello di sound, l'ottimale resta la formula di NiME) ma che manchi una grande idea di fondo.
    Se è vero che i Bardi, in quanto tali, non mettono, non possono mettere la Materia narrata in secondo piano, è vero anche che mancano immagini di grande respiro.

    Manca un'idea compatta e ricca che convogli il tutto verso una nuova visione unitaria. Con questa idea alla guida potremmo capire definitivamente anche le loro svolte a livello di sound.

    C'è del buono in Road of no release con quell'intreccio di più voci e quel ritornello rabescato che dosa al meglio le spigolature più inusuali di ATitM. ride into obsession e tanelorn si contendono la palma di canzone al fulmicotone sebbene Sorrow sings louder again. Control the divine e Valkyries agganciano la vetta dei pezzi più elaborati. Si parlava per la seconda di un chorus difficile eppure è fra quelli che più mi sono entrati dentro. C'è pathos fin dall'apertura, apertura da non lasciar correre via senza dir nulla perchè degna dei migliori passaggi di raccordo che i bardi solitamente intrecciano alle loro composizioni.
    A voice in the dark stona col video invece, stona moltissimo. Stona con l'argomento cui allude e per questo rimedia un po di graffi sulla sua carrozzeria smagliante.

    Sono un treno in corsa questi nuovi brani. Corrono su una ferrovia imprecisa, folle, a tratti geniale e miracolosamente in equilibrio, attraversano tutto, di tutto e ne escono spesso un po scalfiti ma robusti.

    Il problema è un altro. A tratti permane l'idea di "costruzione".
    Hansi non so dove ha parlato (era nell'intervista al live dvd, quello per la celebrazione del gruppo?) del loro non poter più sbagliare più come in passato; del non poter più agire con leggerezza perchè in passato certe scelte sarebbero passate più di soppiatto.
    Forse qui permane l'errore.
    Lasciatevi andare. Tornate a comporre SUI testi, sull'Idea.

    Eppure non ci si vuole sentire delusi, no si puo nè lo si è. Hansi ha ripreso voce alla grande; holbrich non è più memorabile con la frequenza di un NiME in cui quasi ogni canzone viene irrevocabilmente firmata eppure incide.
    Apre sprazzi.
    E comunque lascia che, ribelle ad ogni ragionamento, insorga la voglia di live.
     
  4. Devi

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    16 Settembre 2010

    Da addicted dei bardi ho trovato il tuo post uno specchio di molte delle impressioni che si agitavano in me a proposito di questo disco, che nonostante alcuni dubbi resta sempre un Loro lavoro, una spanna sopra tutto il resto dell'ambiente.

    Ma se mi trasformano una Sacred da compitino promozionale a pezzone spaventoso, se sono stati capaci di ripetere il miracolo di And Then There Was Silence e Past and Future Secret con la sognante Curse my Name, se mi emoziono ad urlare il chorus di War of the Thrones significa che di aspettare questi quattro anni ne è valsa davvero la pena.

    Era da NiME che non sentivo questo coinvolgimento nelle loro canzoni, OTTIMO LAVORO!

    Paradossalmente sono le song più veloci quelle che mi hanno preso di meno. Valkyries e Tanelorn e Ride into Obsession sono pezzi passabili ma non di piu, torneranno raramente nelle mie cuffie, non so se per colpa di una costruzione troppo "artificiale" come dici tu per altro. In ogni caso un buon album dei Blind, quindi un sommo capolavoro per chiunque altro. Li amo.

    Amen.
     
  5. Fleba_il_Fenicio

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    16 Settembre 2010

    Aure entuluva. il giorno risorgerà. Dici bene.
    E se ci pensi è o non è il testo di Curse my name dei più complessi? Credo lo sia, lazzarone di un Hansi. Si tratta di un testo intrecciato in cui l'arabesco dei vocalizzi sale realmente a livello di pathos e riecheggia le migliori scritture per voce dai tempi di NiME. Non si esagera se la si dice canzone degna di essere suonata accanto ai due capolavori che nella loro semplicità rendono al padre Tolkien i canti più elevati che il metal gli abbia tributato: lord of the rings e the bard's song.
    E poi quella finezza, che è l'idea giusta e ben dosata, quella che non soffoca la spontaneità: sul break si poteva affidare ad Emke una botta di rullante fina invece di cercare una sfumatura di suono diversa chiamando quelle ballerine di "tiptap".
    Penso molto a quanto mi han detto in questi giorni, ossia a quanto sia molto difficile contenere in pochi minuti una melodia particolare, riuscita, piena. Curse come anche war ne è esempio.
    Tutti i brani di NiME per quanto nella mia testa siano dilatati, nella realtà non vanno quasi mai oltre i sei minuti.

    Con le premesse attuali non mi dispiacerebbe un interregno in cui lo scettro dell'Attesa fosse ceduto ad un disco acustico. Qualcosa di più che i forgotten tales.
     
  6. TheWorld

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    16 Settembre 2010

    Bellissimo post fleba ;)
    Sono d'accordo praticamente su tutto. Mi sento solo di commentare quest'ultima parte.
    In parte il disco sa di costruito in effetti, ma io non credo tanto che sia perchè non si lasciano andare. Sinceramente, come ho già scritto in passato, credo che l'ispirazione sia calata.
    I 5 dischi da tales ad anato restano, per quel che mi riguarda, capolavori incredibili. C'è un evoluzione costante, ed a tratti (anato, ma anche nime in parte) spiazzante. Immagino i 4 bardi riuniti intorno ad un tavolo dopo anato... qualcuno dice "ed ora?". Il nostro bardo phansuto risponde "... boooh?" :D
    Le idee ci sono ancora, qualche differenza rispetto al passato c'è, ma non abbastanza da poter creare un nuovo masterpiece.
    C'è da restare delusi? No! I loro capolavori li hanno fatti in passato. Ateot (ed anche atitm secondo me) sono bei dischi, con alcuni pezzi eccezionali ed altri che, anche se non lasciano il segno come in passato, sono comunque belli e riusciti. Per me questo basta e sono soddisfattissimo... uscissero più dischi come questi il panorama musicale sarebbe molto migliore :)
    Come dici tu, inoltre, phansi è stato grandissimo su questo disco. Dobbiamo sperare che live riesca a riprodurre bene le linee vocali più complesse ;)
     
  7. Aborash

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    16 Settembre 2010

    contorto come al solito eh?:hihi:

    dopo un analisi cosi approfondita che fai ci vai al concerto di Roma?io mi convinco di piu' ogni giorno che passa a far la magica doppietta.....
     
  8. Zanna

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    16 Settembre 2010

    Io invece sono del parere opposto: "A night of the opera" è un disco "che va bene per la band, ma non per i fan": mi spiego meglio: è il tipico album che una band sforna per dimostrare a loro stessi di aver raggiunto una notevole maturità tecnica/stilistica/compositiva.
    E' un album che dimostrava tutto quello che sanno fare, ma è troppo complesso, è troppo dispersivo, troppo elaborato e alle mie orecchi è quasi inascoltabile: tante volte l'ho messo su e l'ho interrotto a metà, perchè secondo me stanca, ti devi concentare troppo per ascoltarlo, manco fosse un esercizio di trigonometria. Ci sono troppe sovrincisioni... Quindi non lo rimpiango per nulla, un tale album.

    Il penultimo album non è un capolavoro; l'ultimo album invece, secondo me, è ottimo: perchè è sì tecnico ed elaborato, ma allo stesso tempo (a differenza di A night, secondo me) è diretto, potente, veloce, "devastante" e piacevole da ascoltare anche mentre ti alleni coi pesi, corri, sei in auto...e per me la musica deve essere così! :roll:
    E poi è molto più...."Metal!" :)
     
    #12788
    Ultima modifica: 16 Settembre 2010
  9. Xan

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    16 Settembre 2010

    Che dire gusti, io trovo che su a night tutto giri a meraviglia. Quando lo ascoltai la prima volta ero quasi all'inizio nella conoscenza dei Blind, eppure l'ho subito trovato (a parte l'ultima traccia) molto scorrevole e neanche così articolato e complesso
    Sarà che ci sento una montagna di ispirazione dietro
     
  10. Fleba_il_Fenicio

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    16 Settembre 2010

    ABO: io ci sto d'ufficio, avevo talmente smaronato che il biglietto mi è stato regalato per i 30:) TEEE? eh eh...

    UNIVERSO: sì, credo anch'io che non ci sia finzione in Phansa phansorum ma semplicemente un calo. Tuttavia stiamo parlando di anime intelligenti e non di macchine prive di corpo strale, ergo possiamo ancora aspettarci qualcosa di Epocale. Che chiudano la carriera quando e come vogliono ma perarda, pretendo un altro capolavoro. A loro sì, si puo chiedere.

    Anyway, il tutto suona bene, non vorrei fare il bacchettone stitico. C'è potenza di suono, c'è la giovinezza di Frederik, manca lo stile di Thomen, patientia.
    Vi consiglio di rivalutare Road of no realease perchè insieme a quell'altro controverso pezzo a nome Valkyries contiene un bel lavoro di voce e degli arrangiamenti non male se considerata anche l'uso lieve dell'organetto o comesichiama.
     
  11. TheWorld

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    16 Settembre 2010

    Road of no release è un pezzo strano. Ha alcune parti che mi esaltano moltissimo (la seconda strofa ad esempio) ed altre che non mi appassionano... la stessa cosa vale per tanelorn.
     
  12. Fleba_il_Fenicio

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    16 Settembre 2010

    Confesso la medesima altalenanza. E così arriviamo a quest'altro aspetto: manca un crescendo, nelle canzoni, cui poter tenere il polso senza preoccuparsi.
     
  13. TheWorld

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    17 Settembre 2010

    Per fortuna gli altri pezzi per me ce l'hanno :D

    ride into the obsession è un treno... sarà che amo moltissimo la ruota del tempo ma questo pezzo per me è eccezionale e descrive perfettamente la saga. Il bridge\chorus è trascinante, e la decelerazione dopo la prima strofa coglie di sorpresa ed è azzeccatissima.

    Di a voice in the dark si è già parlato abbondantemente. La mia opinione resta sempre la stessa, un ottimo pezzo old school. Hansi è incredibile sulla prima strofa.

    Sacred resta una delle migliori. L'accelerazione improvvisa alla fine... la seconda strofa con quel "watch me I will rise!" urlato da hansi, con un azzeccatissimo coro alle sue spalle... non c'è un solo punto non interessante.

    Il top del disco però, l'ho detto dal primo momento e lo ripeto ora, resta l'incredibile pezzo finale. Prima che uscisse, leggendo le recensioni, pensavo spesso al pezzo, chiedendomi come sarebbe stato. Ascoltare il coro nei teaser aumentò ancora di più la mia curiosità. Il pezzo, tra accelerazioni improvvise, rallentamenti, parti epiche e parti più tirate, resta uno dei migliori della band. La prima volta che l'ho sentito ho cacciato un sorriso a 32 denti quando parte il ritornello dopo una parte urlata da un hansi indemoniato.

    Se a questi pezzi aggiungiamo le 2 ballad ed una control divine che piace solo a me (così come lionheart :D ) e che, secondo me, contiene alcune delle linee vocali migliori di hansi, otteniamo secondo me un disco che, pur non raggiungendo le vette del passato, fa il culo alla maggior parte dei dischi degli ultimi anni
     
  14. Rezyel

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    17 Settembre 2010

    Non sei da solo... Control The Divine mi piace non poco, superiore di certo a Valkyries e forse anche a Road of No Release. Non è al top dell'album, ma non è neppure un filler.
    Storia simile con Lionheart: trovo sia una gran bella canzone e la ascolto spesso volentieri... una delle migliori do A Twist in The Myth, album che ritengo favoloso :) con davvero pochi momenti "piatti" (forse solo The New Order non mi prende)
     
  15. Aborash

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    17 Settembre 2010

    Perfettamente d'accordo. Ho "valutato" il cd, chiudendo con un 93 di voto.Si lo so e' alto, molto alto, forse troppo, considerando il 96 di nime e di iftos, e il 92 di anato; ma come detto da theworld, prendendo pezzo per pezzo, mi ritrovo con canzoni bellissime, potenti, veloci come un tempo, ma piu' elaborate come gli ultimi anni, un hansi migliorato rispetto alle ultime uscite, una produzione ritornata piu' graffiante, l'inserimento di tastiere e di un orchestra, parti folk, e quell'epicita' un po' trascurata nel recente passato. Su 10 pezzi, solo 3 nn convincono appieno(control the divine, valkyries, road of no release), gli altri sono di alto livello, raramente ho ascoltato cosi tante volte un disco in cosi poco tempo, e nn mi ritengo un fanboy, o un defender, atitm fece molta fatica a prendere spazio 4 anni fa, considerando anche che spazio in tutti i generi metal, e nn solo.

    Fleba: ieri ho dato un occhiata ai prezzi dei treni, e dire che e' una cosa spropositata e' dir poco, mi sembra che sia lievitati in una maniera esponenziale negli ultimi tempi, uno schifo. Come al solito vedro' di fare tutte le combinazioni di treno(o anche bus)per risparmiare, alla fine viaggiare mi piace, nn ho fretta(so in ferie quei giorni)e qualche ora in piu' di viaggio e' buona per ascoltarsi un po di metal!!!
    Al momento nn e' per niente facile pero', gia la trasferta milanese sembra che sara' un grosso esborso economico, per non parlare del triangolo Ancona-Roma-Milano in 2 giorni.........
     

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