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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. JonSnow

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    30 Agosto 2010

    Infatti sta poi ad ognuno scegliere come plasmare il proprio destino, il cristianesimo lascia libertà di scelta (quantomeno sul piano teorico).

    @ostfront: effettivamente hai ragione.
     
  2. ador dorath

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    30 Agosto 2010

    spesso mi sembra che vogliate aprire in maniera troppo innaturale questa diversità ateo credente.

    non è una targhetta sulla fronte o un segno sul braccio.

    la maggior parte delle volte non si capisce la spiritualità dell'interlocutore se non dopo una domanda diretta.

    fierezza? reputo che ci siano ben altre occasioni per sentirsi fieri nella vita piuttosto che considerare il proprio credo o noncredo:
    i figli, il lavoro, rettitudine morale, rapporti interpersonali.

    e cmq dalle vostre parole sembra che un credente si ripeta 100 volte al giorno che ci sarà un aldilà, e che un ateo si ripeta 100 volte al giorno sono carne e materia e quando morirò non resterà più nulla.

    bo non so......
     
  3. Druso Italico

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    30 Agosto 2010


    non è proprio così. I luterani credono che, poichè solo la Grazia divina sarebbe artefice della salvezza, non siano le opere a determinare il futuro eterno delle anime. Di conseguenza, non è che Dio "conoscerebbe il destino" :in questa visione, lo determinerebbe proprio, indipendentemente dall'agire umano, a suo insindacabile arbitrio.
    Per i luterani gli uomini hanno il libero arbitrio, ma esso sarebbe ininfluente, perchè Dio avrebbe da sempre prestabilito la capacità degli uomini di usarlo bene o male.
    NOn si tratta quindi diun futuro che non si può conoscere, quanto di un futuro che non si può concorrere a determinare.
     
  4. JonSnow

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    31 Agosto 2010

    In linea di massima sono d'accordo.

    La maggior parte delle persone vive nel dubbio; penso che sia normale.
    Il credente talvolta si chiede "ma non è che sto perdendo tempo?" e l'ateo a sua volta "ma se effettivamente avessero ragione?".

    E' vero che qui stiamo cercando di ragionare tutti in maniera il più razionale possibile, dai diversi punti di vista, e siamo fermi sulle nostre posizioni.
    Ma siamo su un forum, a mente fredda, e ci risulta semplice argomentare e difendere le nostre prospettive; tuttavia nella vita di tutti i giorni possono accadere cose che possono darci da pensare e farci vacillare.

    Eppure per tua stessa ammissione:
    Era la domanda che ti ha posto se non sbaglio Druso rispetto alla morte dei tuoi figli.
    Qui, sul forum, ribadisci con queste parole la demarcazione netta e precisa tra ateo e credente.

    Davanti alla morte dei tuoi figli, ora vivi, riesci già ad escludere a priori di avere in futuro la speranza di un altro mondo dopo la morte in cui poterli riabbracciare.

    Mi sembra che il tuo sia un discorso un po' confuso...
     
  5. Rasputin

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    31 Agosto 2010

    Senza tenere conto che tra il bianco e nero ci sono tante sfumature. Che sono quelle che mancano un po' in questo topic, secondo me.
    Al di là del titolo del topic, che ha perso attinenza già verso la decima pagina, è soprattutto una discussione tra cattolici e atei razionalisti.
    Per quanto mi riguarda, in quanto agnostica razionalista, le possibilità da prendere in considerazione sono talmente tante che per me la morte (pur terrorizzandomi, ci mancherebbe) è anche e soprattutto un enorme e curioso punto interrogativo.
    Non posso e non voglio negare a priori che possano esserci possibilità diverse tra il nulla e il paradiso/purgatorio/inferno dei cattolici. Dalla reincarnazione alla possibilità che l'universo sia una sorta di infinita forza vitale, al fatto che effettivamente, morto il cervello, spariscano ricordi, coscienza e quant'altro.
    Se c'è una cosa che ci accomuna tutti è che, volenti o nolenti, cosa c'è o non c'è dopo la morte non lo sappiamo. Possiamo convincerci o meno di qualcosa (che la si chiami fede o ragionamento razionalista), ma non abbiamo uno straccio di certezza. :)
    E credo che sia il vero sale della vita, il meccanismo che ci sproni a migliorare, a evolverci, fosse solo per il tentativo di allontanarla il più possibile da noi e dai nostri cari.
    La natura, nella sua perfezione, è una grande stronza. Riuscire a dominarla è in fondo il nostro fine ultimo (come immagina anche tanta bella fantascienza).
     
    #18830
    Ultima modifica: 31 Agosto 2010
  6. ador dorath

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    31 Agosto 2010

    non credo che un vero credente e un vero ateo possano domandarsi ciò. al limite sono domande che una persona si puo' porre se sta attraversando una riflessione interiore che porta in una o in un'altra direzione.

    anch'io all'epoca mi ero posta determinate domande. e alla fine del percorso sono arrivata a una conclusione. che non ho intenzione di cambiare visto che non sono cambiati, nel frattempo, i parametri valutativi, ne' sono in possesso di informazioni aggiuntive.

    è chiaro che c'è una netta demarcazione. quello che intendevo dire che se non ci troviamo di fronte all'argomento specifico o a elucubrazioni di un certo tipo, l'essere credente o ateo non viene fuori "banalmente" e facilmente interagendo con una persona....

    non capisco la tua interpretazione. non trovo dove ci sia la confusione.
    e' chiaro che se uno mi chiede: credi nell'aldila' e io dicendo di no si capisce che sono atea. ma se si parla del piu' e del meno, dell'amore per i figli, dei compiti, del lavoro, di dove si va in vacanza, non viene fuori questa mia concezione...

    cmq essendo atea perche' di fronte alla morte dei miei figli dovrei, per il loro e per il mio bene, iniziare a sperare che ci sia un aldila' dove poterli riabbracciare? mi sembra un atteggiamento infantile.
    non sono atea per convenienza o perche' mi piace avere le palle quadrate.

    non so, non ho capito cosa intendi.......
     
  7. JonSnow

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    1 Settembre 2010

    Mi sono spiegato male...

    Tu dici: questa demarcazione tra ateo e credente (cristiano), nella realtà, non è poi così netta.
    Giustamente (e sono d'accordo), sul piano ideologico lo è: il credente espone le proprie idee, l'ateo idem, ed entrambi le difendono.

    Però tu sei già in grado di dire a priori, di fronte a un evento drammatico come la morte dei tuoi figli (a tal proposito, sia chiaro che riprendo un esempio fatto da qualcuno altro ;)), che non ammetterai comunque l'esistenza/la speranza che esista un altro mondo migliore di questo in cui essi sono andati, e in cui poterli riabbracciare.
    Questo è in contrasto con quello che tu dici a proposito della demarcazione, in fin dei conti non così netta, di cui dicevi sopra...

    Non sto parlando di opportunismo: quello è "morte dei figli => allora spero che ci sia un altro mondo".
    Sto parlando di un evento così tragico che può segnarci profondamente e portarci a rivedere le nostre convinzioni. Questo non è opportunismo, ma solo un cambiamento di prospettive; e può ovviamente accadere anche nel senso inverso, ovvero che il credente diventi ateo.

    Ecco, allora mi chiedo: se dici che nella realtà la demarcazione ateo/credente non è così netta, come puoi già escludere a priori questo eventuale cambiamento di prospettive?
     
  8. MetalThrashingMan

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    1 Settembre 2010

    Libro consigliato Nietzsche - L'anticristo
     
  9. ador dorath

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    1 Settembre 2010

    non mi hai capito,
    intendo nella quotidianeità, non nella realtà come la intendi te.

    tra colleghi, tra amici, tra conoscenti, tra persone che incontri di sfuggita e con i quali scambi concetti anche per un'ora intera, non è detto che questa "diversità" venga percepita dall'interlocutore di turno. "diversità" che è logicamente rimarcabile e viene fuori se si toccano determinati argomenti. ma se questi vengono solo lambiti non è detto che si riesca a capire la visione dell'altro.
    per esempio: trovo che sia molto piu' facile capire l'interlocutore su altri argomenti (politica, calcio, condizione economica, relazioni sentimentali, cronaca ecc) piuttosto che della propria spiritualità.

    quindi dicevo: sono temi che non necessariamente vengono fuori parlando con una persona. quindi questa "diversità" o meglio divergenza di opinioni su un aspetto cosi' fondamentale per l'uomo non rientra, come è giusto, nella sfera del "più e meno", nè può (deve) condizionare l'atteggiamento e l'indole della persona che ho di fronte.
     
  10. PoWeЯ MeTaL

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  12. dead92

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    4 Settembre 2010

    serviva sta minchiata per capirlo? ma por favor :D
     
  13. ApocalypseathalloweeN

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    5 Settembre 2010

  14. Fux89

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    5 Settembre 2010

    E perché qualcuno dovrebbe averle create?
     
  15. Druso Italico

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    5 Settembre 2010

    perchè in un universo dove ogni cosa ha una causa, quando vedi l'effetto, cerchi la causa. Poi famo i discorsi sulla razionalità...
     

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