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Aborto

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da VentoGrigio, 3 Novembre 2008.

  1. Percifall von Urlinger

    Percifall von Urlinger
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    13 Giugno 2010

    Scusami dani...
     
  2. ador dorath

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    Leah at races

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    19 Giugno 2010

  3. dreamtheater84

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    Satur9, LA PATENTEEE

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    19 Giugno 2010

    Ma lo Stato, in questi casi, dove diavolo è?

    L'assistenza per queste famiglie è praticamente nulla... è chiaro che una donna ci pensa tante volte se far nascere un figlio disabile, se poi potrà trovarsi in questo genere di situazioni... io non sono autosufficiente, ho il terrore di restare solo...
     
  4. forza panino

    forza panino
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    19 Giugno 2010

    Il tema è molto molto delicato, ma due cose vorrei dirle anche io. Premessa fondamentale: sono cattolico, e come tale ritengo che quello che la donna porta in grembo sia in tutto e per tutto un essere vivente. Al tempo stesso, riconosco che c'è tanta gente che non la pensa come me e che al contrario ritiene che abortire non sia un peccato. Benissimo: non vedo perchè la mia idea e la mia concezione debba essere un ostacolo per gli altri. Viviamo in democrazia e libertà (finchè ce lo consentiranno...), per cui chi crede che praticare un aborto sia commettere un peccato, si asterrà dal farlo; chi invece ha un'impostazione laica non avrà nessun tipo di problema (parlo dal punto di vista prettamente ideologico, suppongo che per una donna abortire sia IN OGNI CASO una sofferenza immane): l'importante è che vi sia uan legge (come la 194) che lascia la più ampia libetìrtà di scelta e che soprattutto non identifichi il PECCATO con il REATO. Non capisco poi il periodico ritorno delle gerarchie ecclesiastiche su questo argomento: dal 1978 (o meglio, dal 1981) l'aborto, a certe condizioni, è ormai un comportamento pienamente lecito ed accolto dal nostro ordinamento: perchè rivangare periodicamente questo tema? Se uno è cattolico, non lo farà mai (eppure vi posso assicurare che su questo tema ce ne sono molti che predicano bene e razzolano malissimo...); se uno è laico, gli va lasciata la più ampia libertà di scelta. Al referendum del 1981 avrei votato convintamente no: io sono sempre per aprire le porte, mai per chiuderle. Detto questo, non entro nelle argomentazioni specifiche proposte dall'utente ador dorath: non essendo una donna, non posso naturalmente approfondire le questioni che l'aborto pone a livello personale, ma ripeto, credo sia un'esperienza che, sia se fatta "volontariamente" (prendete questo termine nella sua accezione più ampia) che per cause di forza maggiore, apra una ferita che non si rimargina facilmente. Spero di essere stato chiaro.
     
  5. ador dorath

    ador dorath
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    Leah at races

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    20 Giugno 2010

    il problema è proprio questo. ho trovato molta difficoltà a trovare una scuola privata (quelle pubbliche neanche si sono impegnate a darmi una mano) per mio figlio. figurati quando non avrò più le forze per fare tutto quello che faccio ora.

    ha una sorella maggiore certo. ma il futuro non lo prevedo e quando non ci sarò più io nessuno mi darà a priori la certezza che lei, con la propria famiglia, abbia la voglia di accudire suo fratello minore.

    se non si hanno i soldi per permettersi un'infermiera, una badante o chi volete (con sempre il rischio di vedermelo circuire) bisogna affidarsi alla bontà disinteressata delle persone.

    geriatria non è il mio reparto ma vedo di passaggio tantissimi anziani abbandonati lì dai propri figli, perchè magari hanno il volto tumefatto da un tumore al naso o al palato, e non è buona creanza tenersi in casa un vecchio che ha bisogno di cure costanti e che non ha l'aspetto da fotomodello. per cui è molto più facile fare finta che il genitore sia già passato a miglior vita.

    questo è fondamentale. proprio perchè non tutti hanno la stessa religione, per cui non tutti considerano questo officio come un peccato. per esempio per me la parola peccato non esiste nel mio vocabolario. quindi non condiziona le mie scelte.

    come ho sempre detto, libertà di scelta non vuol dire alleggerirne il peso morale.
     
  6. ador dorath

    ador dorath
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    Leah at races

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    20 Giugno 2010

    stanotte non ho sonno e per farmi venire gli incubi rispolvero la cartella che mi da la forza:

    Taglio agli insegnanti di sostegno"Torna la classe differenziale" su UgualmenteAbile
    Mio fratello è autistico: l'hotel non ci vuole. Ma che mondo è? ......autismoincazziamoci.org.......
    Ha 24 anni ma è come se ne avesse sei L'asilo ha deciso di lasciarla a casa - Corriere della Sera
    crimeanalysis: dicembre 2008

    chi vaneggia sull'aborto deve sapere che ho mega e mega di articoli come questi.

    riusciremo a far cambiare la mentalità?
     
  7. ostfront

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    20 Giugno 2010

    si forse non è sé è quando
     
  8. dreamtheater84

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    Satur9, LA PATENTEEE

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    20 Giugno 2010

    E poi la Gelmini viene a dirmi che son tutte balle... questa qua vive fuori dal mondo...
     
  9. ador dorath

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    20 Giugno 2010

    purtroppo fa ancora troppo parte della nostra cultura questa equazione:

    pietà per gli altri, vergogna per i nostri cari.
    il bambino non è pronto per la diversità e ne resta turbato. questo lo accetto. quello che non accetto è il comportamento degli adulti. come se certi tipi di questioni diventino importanti solo quando ci coinvolgono direttamente.
     
  10. Rocker79

    Rocker79
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    20 Giugno 2010

    io mi sono liberato di dio millenni fa e quindi il mio pensiero non è minimanente ofuscato da precetti morali dettati da qualsivoglia essere supremo. detto questo mi voglio ricollegare a quanto detto dalla cara ador, l'aborto come soluzione ad un figlio disabile. sono per la completa libertà di scelta della donna in caso di gravidanze indesiderate ma nel caso in cui questo aborto sia dettato unicamente dall' evitare la nascita di un bambino che non rispetta i canoni di "normalità" beh questo mi spaventa e assai. mi spaventa perchè è la risposta forse più semplice ma più odiosa, è la società che non è in grado di integrare e garantire una vita dignitosa a questi ragazzi e NON la loro vita a non esserlo (dignitosa), anzi lo è molto più di quella di molti cosidetti "normodotati" che sfruttano il loro cervello in maniera ridicola. io ci lavoro con sti ragazzi e spesso mi è capitato di sentire genitori dire "ah se lo avessimo saputo" "ma non è per me eh, è per lui" no no ragazzi io a sto discorso non ci sto. la risposta è agire su una società che basa il valore di un uomo sulla sua capacità produttiva come fossero pezzi di ricambio di un enorme macchina. il disabile non produce ergo non serve ergo il buon genitore deve abortire ma non per egoismo per il bene del bambino. il bene del bambino un cazzo! ma che il mio amico Matteo forse non può essere felice? che è inutile perchè non potrà lavorare in qualche cazzo di fabbrica o non potrà mai fare l'impiegato? io quando lo vedo sorridere, quando suona la batteria, quando alza le corna gridando OKEN OOLL (rock 'n' roll), come mi vanto di avergli insegnato, mi chiedo ma cazzo ma perchè il mio amico Matteo sarebbe non dovuto nascere per il suo bene? la sua felicità anzi necessita di molto meno di quello che servirebbe a me per dirmi felice.
    e poi questo automatismo (disabile = aborto) non fa che autorizzare il gioco di quei figli di puttana (scusatemi ma questo sono) che spesso a differenza mia si vantano di un rapporto preferenziale con l'altissimo e poi tagliano sul sociale facendo diventare di fatto il mio amico Matteo un cittadino di serie Z e facendo crescere la preoccupazione dei genitori che giustamente si chiedono cosa succederà quando loro non ci saranno più. ma io ripeto la risposta non è l'aborto ma agire affinche le cose cambino, affinchè l'essere umano (normodatati compresi) non siano più considerati ingranaggi, un uomo non dovrebbe essere sostituibile o avere un valore di mercato ed essere quindi scartato se pezzo difettoso. il disabile ha dignità tanto quanto me, forse più di me perchè deve affrontare la vita partendo da un bagaglio differente che gli rende la vita più difficile, in un mondo in cui pochissimi gli daranno una mano.
    si deve investire nel sociale, io credo che la bontà di una società si misuri nel grado in cui riesce a prendersi carico dei suoi appartenenti più fragili, riuscendo a garantire una vita che valga finalmente la pena di essere vissuta dando così una risposta ai tormenti di quei genitori che a volte invece vengono messi nelle condizioni di doversi sentire pure in colpa per le diverse esigenze dei loro figli.
    io penso questo scusate se a volte sembro essere un po' troppo duro ma la mia rabbia non è contro i genitori spero si sia capito, loro sono vittime come il mio amico
     
  11. ador dorath

    ador dorath
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    20 Giugno 2010

    mi preme precisare che che io non sottoscrivo questa equazione (disabile uguale aborto).
    dico semplicemente che alla base ci deve essere la libertà di scelta. il che non significa scegliere sempre e cmq nella solita direzione.
    per cui le mie parole rientrano non sull'officio dell'aborto ma sui dubbi della futura madre. quindi se una madre ci pensa e ci ripensa non deve essere giudicata come una madre degenere o menefreghista. e se decide purtroppo di abortire non deve essere vista necessariamente come un'assassina.

    come ho già detto, tutti i dubbi vengono fugati dopo 1 secondo che il bambino è nato. ma se a priori non si vede via di uscita non è da vedere necessariamente come un gesto egoista o buonista (nei confronti del figlio).

    io non ho avuto dubbi a suo tempo, pero' se lui fosse stato il mio primo figlio, se non avessi avuto la famiglia disponibile ad aiutarmi, se non avessi avuto un buon lavoro e una buona retribuzione, se non avessi avuto un compagno fidato, non dico che avrei abortito (perchè non credo di poter mai prendere una decisione del genere) ma sicuramente ci avrei pensato giorno e notte fino all'ultimo giorno possibile.

    e gli esempi che ho postato rientrano proprio in questa ottica: se non si hanno i soldi per pagare un'insegnante di sostegno, o per una scuola privata, o per un'infermiera, o se non si hanno parenti o amici fidati che ti sollevano dall'aggravio di tempo, portare avanti la vita di tali persone risulta essere molto più difficile rispetto alla "naturale" o "normale" difficoltà.

    le cose non cambiano dall'oggi al domani e in ogni ambito si può tentare di fare qualcosa. per cui in un forum come questo l'unica cosa che posso fare è riportare queste notizie di cronaca.
     
    #311
    Ultima modifica: 20 Giugno 2010
  12. Rocker79

    Rocker79
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    20 Giugno 2010

    ma infatti cara ador il mio post non era riferito a te, ho solo ripreso il tema che stavi trattando
    chiarisco che non c'è nessun giudizio morale nel mio pensiero ma ribadisco che si deve agire sulla società e non sul bambino, se si facesse sempre così saremmo ancora una volta sconfitti, noi e i nostri figli/fratelli/amici ecc ecc
    conosco benissimo la difficoltà di crescere e vivere fianco a fianco ad una persona che con determinate problematiche. lei se non è capito male è dottoressa quindi se le dico che mio fratello è affetto da oligofrenia con schizofrenia da innesto capirà sicuramente la nostra situazione. noi non possiamo permetterci insegnanti, infermieri o centri privati eppure anche nei momenti più difficili non ha mai pensato "ah se mia mamma svesse abortito". m'incazzo eccome perchè la situazione italiana è in molte regioni ridicola per quanto riguarda centri diurni, reparti psichiatrici, sostegno e via dicendo ma la mia rabbia è canalizzata sulla società incapace di garantire un futuro e un presente a chi non ha determinate caratteristiche. hitler li uccideva fisicamente ora la tecnica è affinata, morte sociale per quei figli di genitori che non si sono arresi alla soluzione "aborto", genitori che non mi permetterei mai di chiamare assassini ma SCONFITTI
    la mia massima stima e rispetto alle persone che ogni giorni lottano contro l'indifferenza per crescere nel migliore dei modi possibili i nostri ragazzi e che spesso oltre alle poche risorse messe a disposizione dello stato devono pure lottare contro la stupidità dei "sani"
     
  13. ador dorath

    ador dorath
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    20 Giugno 2010

    non occorre che mi dai del lei, non sono mica così vecchia bacucca :)

    quello che dici è quello che molti qui dentro stanno cercando di affermare "contro" chi giudica sempre e cmq negativamente la sconfitta dell'aborto, come se tale decisione venga sempre presa con la stessa superficialità con cui, talvolta, si rimane incinta.

    trovo che non sia tanto un problema di civiltà, tolleranza o carità, è fondamentalmente un problema di sensibilità. se le persone comuni si trovano, loro malgrado, a contatto forzato con i disabili si scoprono volenterose e solidali. però se tutto viene visto come un "tanto c'è lo stato, le asl, le onlus, le associazioni religiose..) se ne lavano le mani senza nessuno sforzo. o peggio con un "hai voluto la bicicletta? pedala".
    chi non ha problemi di questo tipo non riesce a capire come sia complesso vivere quotidianamente. perfino un mancino (che non ha nulla di problematico) spesso si trova in difficoltà in un mondo di destri. e questi destri neanche percepiscono il peso della loro dominanza.
    lo stesso accade con i disabili, logicamente amplificato all'ennesima potenza.

    mio figlio non capisce granchè, non si muove granchè, non parla granchè però ha tutte le espressioni tipiche di ogni bambino. basta una mia mano sulla sua spalla per farlo sentire amato o protetto quando si trova in una situazione a lui non chiara. in fondo non servono tante smancerie. i suoi nonni con tanto amore lo portano tutti i giorni sul lungomare e in spiaggia e lo allietano leggendo le favole. e la sua serenità ed eccitazione si misura sulla quantità di bava che esce dalla bocca. se non avessi avuto loro avrei dovuto pagare una persona fidata. quest'anno andrà a scuola e vedremo.
    la scuola, come la propria casa, come l'oratorio (per chi crede) da sempre rappresentano luoghi sicuri. ma la cronaca ci riporta alla triste realtà.

    per quello ritengo che discutere sul fatto se l'embrione o il feto siano o meno persone (ecc) sia importante ma solo dal punto di vista morale, teorico, da massimi sistemi.
    il problema principale non è come la società interpreta questi concetti, ma come la società è in grado di garantire piena consapevolezza a chi (sia nel presente che nell'eventuale futuro) può trovarsi nella situazione in cui c'è una gravidanza inaspettata (che non vuol dire solamente il caso della 15enne ochetta).
     
  14. ador dorath

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    21 Giugno 2010

    I centomila figli del coito interrotto - Corriere della Sera

    ancora una volta tutto dipende dall'ignoranza, tipica italiana, sulla sessualità e sessuologia.

    più che cadere sempre nella diatriba aborto come segno di civiltà o di inciviltà, direi che è venuta l'ora di superare la nostra ignoranza su un aspetto così importante e fondamentale per la società.
    perchè è vero che il sesso è e deve rientrare nella sfera intima e personale delle persone, ma nel momento in cui si hanno rapporti non protetti rientra anche nella sfera sociale.
    visto che il sesso non è una pratica satanica e viziosa come taluni ambienti continuano ad affermare a spada tratta.
     
    #314
    Ultima modifica: 21 Giugno 2010
  15. ador dorath

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    22 Giugno 2010

    Bambina autistica: via dall’ipermercato perchè “Allarma la clientela” | Bambini.info

    ah bè, ora inizia il solito balletto di false spiegazioni, falsi fraintendimenti e finirà tutto a tarallucci e vino. così le famiglie "normali" potranno nuovamente passeggiare spensierate per il centro commerciale, e i dirigenti del centro commerciale passeranno le giornate a contare biglietti di euro appena stirati.

    e intanto chi ha bisogno di integrarsi viene gentilmente invitato a vivere isolato in casa.
     
    #315
    Ultima modifica: 22 Giugno 2010

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