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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. ador dorath

    ador dorath
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    Leah at races

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    28 Aprile 2010

    avevi cominciato male pero' poi ti sei ripreso. nel senso: e' ovvio che non mi interessa sapere le differenze o, meglio, le so le differenze. mi interessa sapere un credente come giudica cioe' come si pone nei confronti di un ateo e di un agnostico.

    su molti punti la penso come te per entrambe le categorie. con alcune differenze.

    ateo: te parli di non spiritualita' e mi sta bene, perche' io per spiritualita' intendo un legame tra il mio io e il mio Dio; parli di assenza di anima e mi puo' andare bene, se si intende come anima quel concetto che identifica il luogo attraverso cui la Parola di Dio alberga e definisce l'agire (detto malissimo ma passatemelo);
    io parlo di animo, carattere, indole, morale propria, come dici te, una morale relativa, relativa a me stessa, al mio passato, al mio modo di vedere, giudicare, comprendere, valutare, percepire le cose.
    per te puo' essere un limite, per me e' la mia grande forza, il mio coraggio, il mio ordine di idee che si scontra e che incontra il mondo esterno. non e' un limite per me ma un'affrancatura poderosa.
    il materialismo c'e' ma non e' quello che muove la mia esistenza. cio' che muove la mia esistenza e' l'amore, gli affetti, gli obiettivi, le speranze, le idee, il pensiero, le congetture, le sfide, il desiderio di raggiungere un benessere fisico, morale con me stessa e per i miei figli. per cui la mia vita non e' solo sassi e materia. dal punto di vista razionale parlo di processi chimici, ma dal punto di vista del mio essere parlo di un quid che ho io e ho solo io e che ogni essere vivente ha proprio. appunto perche' frutto di percorsi differenti e interpretazioni differenti.
    non ho mai pensato a una rassegnazione. perche' dovrei sentirmi rassegnata? vivo, respiro, rido piango, lotto, ottengo e fallisco risultati, divoro le giornate godendomi i miei figli che crescono e che maturano. sono una persona moralmente rispettabilissima grazie all'esempio dei miei genitori e al mio modo di giudicare il mondo che mi circonda.
    spero di morire piu' tardi possibile non per me, ma perche' avere un figlio ritardato mi ricorda ogni giorno che a questo mondo si e' soli e quando sara' grande senza i genitori e senza una societa' che sa proteggerlo sara' in mezzo alla strada senza sua sorella. ecco l'unica cosa che mi spaventa di questa vita materiale. quando saro' morta fine della fiera. non mi interessa la vita eterna. ho rinunciato a Dio e anche questo ne e' stato il prezzo. non ho paura di vivere senza Dio, senza la sua misericordia o senza la possibilita' di ricevere un premio per il bene che ho fatto in vita.
    per me non esiste, come dici te, nessun cammino spirituale, ma non per questo non ho obiettivi (come appena detto), gli obiettivi e gli stimoli li ho quotidianamente lavorando, dando me stessa per aiutare gli altri nel lavoro, per guarirli, per donare a loro un po' della mia fortuna di persona sana. il mio sorriso e le mie carezze si sposano perfettamente ai sorrisi e alle carezze dei miei figli, dei miei cari, dei miei malati. e in tutto cio' la parola materialita', assenza di sentiero da percorrere non mi passano mai per il cervello. il sentiero (terreno) da percorrere so benissimo qual e', l'ho scelto io, ho scelto io la difficolta' del sentiero, la lunghezza, con quale mezzo percorrerlo e cosa trovare alla fine del sentiero. se alla fine del sentiero non spicco il volo verso Dio non mi interessa. mi interessa arrivare a piedi con le mie forze, senza stimoli ultraterreni, alla fine del mio sentiero. e quando saro' la' abbracciare i miei figli e sentire il calore della parola amore, riconoscenza e ricordo per sempre. il nulla non mi spaventa finche' saro' in pace con me stessa sapendo che ho dato tutto ai miei figli, al mio lavoro, ai miei passatempi (cavolo! questo e' un forum di musica metal.... la mia passione!), ai miei stimoli, ai miei obiettivi. pazienza se dopo aver raggiunto questi miei obiettivi dovessi trovarmi di fronte al nulla, sarei contenta lo stesso. non mi spaventa affatto, mi spaventa di piu' il rammarico di non essere stata capace di dare tutto l'amore che riesco a dare ai miei figli, nel mio lavoro, a me stessa. non sono eterna, e per questo so che piu' riesco a dare "il mio meglio" piu' sara' minore il rammarico alla fine del sentiero.
    se per te questa e' rassegnazione....

    per quanto riguarda gli agnostici la penso praticamente come te. anche se, come appena detto, del bieco materialismo non so che farmene. io vivo di amore e di bene. in questi concetti, nella connotazione mia personale, non c'e' spazio per Dio. ma negare Dio nella mia accezione non significa considerare per forza tutto nella sfera del materialismo. dal punto di vista razionale si, ma dal punto di vista del mio essere no. ci sono credenti che hanno bisogno dell'esempio divino, della punizione divina, dell'obiettivo divino per partire e fare volontariato. io non ho bisogno di Dio per fare cio'. la spinta nasce dall'amore per il prossimo perche' adoro essere gratificata con un grazie o con un sorriso. vivo del calore umano. calore nel quale non ritrovo minimamente Dio ne' mi interessa trovarlo. il calore me lo danno le persone. non Dio attraverso le persone.
    la penso come te nella tua ultima frase. non li accuso di scarso coraggio, probabilmente dal punto di vista razionale, o logico, o addirittura scientifico la loro e' la scelta piu' sensata.
    ma come dici te io sono caparbia, coraggiosa, decisa e determinata e nel momento in cui ho iniziato il processo di riflessione ho riflettuto finche' non ho preso una decisione. l'empasse l'ho volutamente e decisamente superata con convinzione.
    se voglio raggiungere un obiettivo lo ottengo (che non vuol dire me lo prendo unilateralmente) nei mezzi e nei modi che la mia "morale" mi suggerisce. suggerimenti che a 20 anni erano di un tipo, a 30 di un altro, a 40 saranno di un altro e via di seguito.

    concludendo, materilita' si' tanta, e idee e pensieri decisi solo dalla mia mente. secondo mie valutazioni e riflessioni.
     
    #16696
    Ultima modifica: 28 Aprile 2010
  2. Dreki

    Dreki
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    28 Aprile 2010

    mi fa piacere :)
    almeno è una dimostrazione che, con tutto ciò che mi ricordo (possiamo dire così) dell’ateismo, ho ancora un'idea più o meno chiara di ciò che pensa chi non crede in un dio.


    veniamo ai punti.
    che l’ateo abbia questa forza l’ho scritto io stesso, e ne sono convinto: è vero, ce l’ha. la chiamo “vitalità”: tra l’altro, nell’idea che la tua vita sia nelle tue mani, puoi trarne grande forza d’animo.

    il materialismo non sarà la tua una ragione di vita... ma è una condizione inevitabile in cui l’ateo si muove, con cui si trova a fare i conti. può anche non stare lì a girarci intorno tutto il giorno... ma resta lo sfondo.

    tu dici "la mia vita non è solo materia".
    bene: meno di mezza giornata fa, tutti gli atei qua sopra hanno ribadito a più riprese che invece... E' PROPRIO COSI'.
    che il tuo amore per i figli è solo una questione chimico-fisica, che le tue emozioni sono solo la risposta alle pulsioni, che quello che tu chiami quid è solo una combinazione casuale delle cose suddette.
    è inevitabile.


    ti faccio rileggere la mia frase:
    "so bene cosa significhi accettare (oggi direi rassegnarsi, ma vabbè)"
    DAL VOSTRO punto di vista, è una bella forza.
    DAL MIO, è una bella sconfitta.
    tutto qua.
    quella che per voi è la grande vittoria sulle catene della religione, l'orgoglio della rinuncia... lo sentivo anche io.
    ma ora lo chiamo rassegnazione. la stessa della favoletta della volpe e dell'uva.


    certo, lo capisco: dal tuo punto di vista è giustissimo.
    come tu dovresti capire che, dal mio punto di vista, te stai seriamente correndo un rischio per la tua anima (che non credi di avere, ma hai), ovvero quello di allontanarla da Dio.
    Magari per te, vivere senza Dio è una questione di andare o non andare a messa la domenica.
    Per me è "un pochino" diverso.

    Questo non vuol dire che tu ORA sei una cattiva persona: non spetta a me dirlo.
    Io sto parlando di quello che la mia fede mi dice che accadrà DOPO. E' là (e non qui) che tu rischi.



    HO FORSE DETTO CHE NON LI HAI??????
    :ueeee::ueeee::ueeee:
    "E' un pensiero a cui riconosco anche una certa dose di forza... perché so bene cosa significhi accettare (oggi direi rassegnarsi, ma vabbè) all'idea che è una mera questione di tempo mortale e di materia. Non che questo vincoli la vitalità -tutt'altro a volte! Perché quel che ne deriva a volte è un sano "vivi tutto ciò che hai da vivere"... che non sempre vuol dire necessariamente "spendi tutto quello che hai e 'fanculo al resto". La storia è piena di atei che hanno vissuto pienamente, e anche in maniera moralmente rispettabile.
    Ma resta il fatto che l'ateo è, per certi versi.... giunto alla fine del sentiero. Non nel senso che non ha nulla da dire (lo sapete che non la penso così....), ma nel senso che non può fare un metro di più nel suo cammino spirituale... perché si è convinto che non ci sia nessun posto dove andare
    ."


    lo so: ma lo dici ADESSO.
    lo dici perché per te dire "lontano da Dio" non ha nessun significato negativo.
    per me vuol dire... fottersi.
    Ripeto: non qua e oggi. Là e domani.


    e cacchio pure la mia!!!!!!
    :):):)



    lo immagino.
    per questo ho detto caparbi, e non "zucconi".
     
  3. Rover84

    Rover84
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    Schöne Seele

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    28 Aprile 2010

    In modo non particolarmente differente dagli altri. Moltissimi miei cari amici sono atei/agnostici/in ricerca/non se sa che e io non sto male con loro.
    Ad essere sincero la differenza la vedo: spesso noto grande inquietudine, insoddisfazione, frustazione, vagare nel buio, insomma una mancanza di qualcosa di fondamentale e una mancata armonia, equilibrio e piena conoscenza di se stessi.
    Con questo non intendo dire che ateo = incompleto e insoddisfatto nè credente = completo e soddisfatto insomma vi riporto solo quello che vedo e vivo nella mia quotidianità

    Forse le 2 cose non sono sempre in connessione, qualche post fa Disporia ha dato uno spunto interessante facendo un nesso tra religione e psicoanalisi ma certo qui il discorso sarebbe luuungo.
     
    #16698
    Ultima modifica: 28 Aprile 2010
  4. Rasputin

    Rasputin
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    28 Aprile 2010

    Oh bella, ma il fine è mica risolvere la cosa qui.
    Nulla si risolve qui. Magari fosse così semplice. :)
    Ma siccome si discute di religione, partire (come fanno anche molti non credenti) dal presupposto che i credenti abbiano un qualche cosa in più (in questo caso la fede), non mi trova assolutamente d'accordo.
    Vi mette automaticamente in una posizione di vantaggio che secondo me non avete.
    Tanto più che so per esperienza diretta e non che si può credere in dio, o avere in generale una spiritualità complessa, o essere persino religiosi senza aver mai provato qualcosa in più o di diverso dal resto dell'umanità.

    Il termine fede alla fine descrive tutto e niente, a seconda di come viene usato dall'interlocutore. C'è che lo utilizza per dire che crede in dio, chi lo utilizza per giustificare l'appartenenza a una corrente religiosa piuttosto che un'altra, chi lo utilizza per dare un senso ai dogmi religiosi, ecc.
    E' semplicemente il nome che si dà alle proprie convinzioni. Non ci trovo nulla di sovrannaturale o di speciale nella fede.
    Ma se partiamo dal presupposto che sia una folgorazione che solo pochi eletti hanno avuto, cominciamo male. ;)

    Il tutto IMHO, ovviamente.
     
  5. ador dorath

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    Leah at races

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    28 Aprile 2010

    dreki, prima di tutto: molte mie affermazioni sono generiche e non necessariamente riferite al tuo pensiero o a una tua affermazione.

    e' evidente che ragioniamo in maniera opposta. io non credendo in Dio, non avendo la Fede ho deciso di togliere dalla mia vita tutto cio' che ritengo superfluo. in questo caso Dio (non ho mai pensato che cio' volesse dire non andare in chiesa ovvio).
    per te e' un "peccato" non nel senso religioso ma nel senso "non sai cosa ti perdi", per te e' uno sbaglio, per te puo' essere una mia mancanza ecc.
    e mi sembra anche scontato e banale che tu possa pensare questo. che diamine.

    come detto so che e' tutta una chimica, ma quando abbraccio i miei figli non penso alla chimica, penso al piacere. e' solo una questione di prospettiva. tutto qua.

    in un certo senso "minacci" o metti "in guardia" per il dopo, il domani. a te interessa (anche e soprattutto) il domani e il dopo. a me no assolutamente. perche' dovrei preoccuparmi per un qualcosa di cui non ne sento la necessita'?
    esempio: legalizzazione delle droghe. me ne puo' fregare di meno.

    per me dire lontano da Dio non ha nessun significato negativo perche' per me Dio non esiste. quindi non sono lontana da niente. per te vuol dire fottersi. quando moriro' la mia anima secondo te al cospetto di Dio verra' condannata? (faccio un esempio). e vabbe'. pensa per te nella vita eterna, che nella vita eterna pensero' da sola.

    ti concedo addirittura che tu abbia capito veramente molte piu risposte di me grazie al tuo Dio. buon per te. ma il mio obiettivo e' questa vita. non quella eterna. ti concedo che esista anche un Dio e una vita eterna, l'anima, lo Spirito. tutto quello che vuoi. ma non mi interessa lo stesso.

    in questo caso come mi dovrei definire? atea no perche' ti concedo l'ultraterreno. materiale (ma non materialista)? pazza? incosciente? menefreghista? arrogante? anche, forse, soprattutto.
    e sono contenta di essere cosi'.

    piu' di cosi' per venirti incontro non so che fare :)


    (ovviamente e' un discorso ipotetico)


    Rover: anch'io noto questi aspetti in molte persone. ma non riesco a trovare un netto legame causa effetto, legame che te chiaramente per la tua visione trovi e confermi. parlando per frasi fatte io noto solamente che moltissime persone, magari anche gia' a 30 o 40 anni non hanno ancora capito cosa vogliono dalla vita, ne' si sono capiti veramente dentro. e, ovviamente, le risposte di un Dio non sarebbero la soluzione che auspico.

    cmq, piuttosto che parlare sempre del solito argomento mi piacerebbe parlare anche di altro. visto che le posizioni sono quelle e ce le siamo spiegate fin troppo.
     
  6. Rasputin

    Rasputin
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    28 Aprile 2010

    Mi intrometto un attimo poi entro in modalità partitone e fino a domani mattina l'unica fede che mi interesserà sarà quella bicolore (e non intendo il giallo/bianco! ;)). :embarass:

    Gira e rigira, quando si parla di religione si finisce per parlare del dopo.
    C'è da tenere presente che la religione cristiana non è l'unica su questo pianeta, ci sono religioni che hanno visioni della vita e della morte un po' più complesse e interessanti (almeno dal mio punto di vista) che non il paradiso e l'inferno. Penso banalmente alla reincarnazione intesa come nell'induismo ma ci si sono sicuramente tanti altri punti di vista interessanti in giro per il globo.
    Così come tanti scrittori (soprattutto di fantascienza) hanno immaginato scenari assolutamente intriganti e profondi che dal mio punto di vista hanno altrettanta forza e valenza di quelli scritti in altri libri spacciati poi per divini.
    Questo per dire che nemmeno io vivo pensando al dopo, ma se capita di pensarci o di discuterne si può farlo in modo interessante senza cadere sempre nei soliti discorsi di premi e punizioni.

    Ma siccome siamo in Italia, questo passa il convento. ;)
    E quindi dobbiamo fare i conti giornalmente con chi crede che una manciata d'anni passati su questo pianeta in questa epoca storica possano influenzare l'eternità del nostro spirito.
    Ragionando così per forza che ci si preoccupa del dopo. L'eternità è lunghissima... :lookaround:

    Comunque non mi preoccuperei troppo del dio cattolico, se tieni conto che accetta pluriomicidi pentiti, non credo proprio che lasci fuori una persona buona e corretta solo perché atea. Se lo facesse avresti tutto il mio sostegno nel mandarlo a dar via i piedi! :hihi:

    E' un po' come col metal. Se si entra nel circolo vizioso delle etichette non se ne esce più. :hihi:
    Tieni presente che più un comportamento è incasellabile e più è manipolabile in negativo.
    Perciò, se dai retta a me, tieniti pure tutti gli aggettivi che ti saltano in mente, senza autoetichettarti come atea, o agnostica, ecc. Lascia che siano gli altri a sudare mentre ti rincorrono per trovarti un recinto adeguato. ;)
    E' un "errore" che ho fatto anch'io in passato ma adesso non mi fregano più. :grin:
     
  7. NuclearDevastation

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    28 Aprile 2010

    Vero, a quanto pare ora accetta anche i casi di pedofilia :roll:

    ma la chiesa è dispiaciuta per le vittime, naturalmente ;)


    quoto.
     
  8. Necrophelia

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    28 Aprile 2010

    molto giusto...:)
     
  9. Fux89

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    28 Aprile 2010

    Mi intrometto su questo punto:

    Per quanto mi riguarda, io mi definisco un materialista, e ritengo che sia una diretta conseguenza del definirsi atei. Questo però non impedisce affatto di godere dei piaceri e dei sentimenti. Ad esempio, non è che quando mi innamoro penso "tanto sono solo reazioni chimiche senza alcun senso". Razionalmente so che è così, ma questo non mi impedisce di godermi il risultato, che ha senso per me.
    Faccio un altro esempio. Essendo questo un forum chiamato Truemetal, tutti qui siamo fan della musica metal. Ora, sappiamo tutti che i suoni in generale, e quindi la musica, non sono altro che delle vibrazioni che si trasmettono nell'aria. Ma il fatto di sapere razionalmente questa cosa non impedisce certo di emozionarsi ascoltando una canzone.
    Conoscere le cause fisiche di un fenomeno non ne sminuisce minimamente il risultato, né fa sì che sperimentando il risultato si pensi alle cause fisiche (cioè, quando vedo una bella ragazza non me ne potrebbe fregar di meno che quello che provo è dettato da reazioni chimiche [e lo stesso varrebbe se ritenessi che la causa fosse l'anima: quello che conterebbe sul momento sarebbe comunque il risultato]).
    Dico questo perché spesso, discutendo altrove con credenti, mi viene detto che ritenere che tutto sia causato da reazioni chimiche vuol dire sminuire il valore dei sentimenti. Il che per me è assurdo: perché ritenere che la causa sia un'anima soprannaturale dovrebbe essere "meglio"?:roll:
    Senza offesa, ma a me affermazioni come questa fanno sorridere. Cioè, capisco benissimo che per te sia così, ma per chi è ateo è un'affermazione che non ha senso. Per un ateo, il "là" (non il "la":D) non esiste.

    Aggiungo poi una cosa riguardo a chi (mi sembra Rasputin) diceva che la fede non esiste. Beh, non sono d'accordo. Se c'è gente che (per portare un esempio estremo) si uccide in nome del proprio dio vuol dire che è spinta a farlo da qualcosa, e non c'è ragione per non chiamare quel qualcosa "fede". Ma anche senza arrivare agli estremismi, c'è parecchia gente che dedica parte del proprio tempo per l'entità supernaturale in cui dice di credere, e non vedo alcuna ragione per dubitare che sia spinta a farlo da qualcosa (un sentimento? una sensazione? altro?), ed è quel qualcosa che possiamo chiamare "fede".
    Detto questo, non penso tuttavia che il fatto di aver fede metta i credenti in una posizione di vantaggio, non penso che il fatto di non avere fede sia una mancanza. Cioè, dal punto di vista di un ateo avere fede significa sostanzialmente credere ad una favola. Non mi sembra una cosa così positiva, né mi sembra una cosa così negativa non crederci e preferire la realtà (sempre dal punto di vista dell'ateo: dal punto di vista del credente, è l'ateo che non riesce a cogliere una parte importante della realtà. Ma io penso che il credente sbagli:sadic:).
     
  10. The Neuromancer

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    28 Aprile 2010

    E' come se dicessi che i cristiani sono creduloni. Questo vedo: persone pie e devote che si perdono in questioni teologiche intricatissime (parlo di persone che conosco), che maneggiano perfettamente tutti i concetti della morale e della religione cristiana (Bene, Male, perdono, misericordia, Giustizia, carità ecc.).
    Ne vedessi uno essere diverso dagli altri in qualunque cosa (generosità, altruismo, pietà verso il prossimo).

    Tutto questo armamentario moralistico dona la certezza di avere tra le mani tutti i grandi concetti, tutte le chiavi interpretative, tutte le soluzioni.
    Il cristianesimo promette tanto e non mantiene nullla.
    Anche per questo motivo capita che l'edificio fideistico crolli per qualche evento traumatico; rivelando la debolezza umana molto di frequente.
     
    #16705
    Ultima modifica: 28 Aprile 2010
  11. Dreki

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    28 Aprile 2010

    e chi si offende? :)

    ci fu uno, qua su 'sto topic, che invece disse che concetti simili gli causavano voltastomaco tant'era il disprezzo che nutriva per il cristianesimo. Non mi offende manco quello.
     
  12. Dreki

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    28 Aprile 2010

    ????????
    BALLE.

    Non è affatto così.
    E non so proprio da dove hai tirato fuori una simile sentenza, ma ti assicuro che NON E' COSI'.

    Forse lo è per qualche invasato che, siccome ha messo le preghierine nell'ordine giusto, pensa di potersi dire ormai a un passo dal paradiso, tanto da non dover più fare mezzo metro di cammino.
    Ma certo non per tutti coloro che credono - e parlo di credenti VERI.


    Se pensate che chi crede vada in giro a bullarsi di avere la chiave della conoscenza, tipo libro-delle-risposte... beh, è una cazzata colossale, segno che forse (ma proprio forse, eh) avete ormai perso di vista ciò che è un credente, e siete convinti che siano tutti come Ratzinger (del resto, gli italiani non sono forse tutti come Berlusconi?).


    E' quasi il contrario, semmai... il credente sa che una certa risposta non ha diritto a conoscerla, che è al di là di ogni sua comprensione. Altro che tutte le soluzioni!

    Se adesso la discussione diventa su basi tipo questa, in cui si generalizza perché fa fico, allora comincio anche io... e sull'anticristianesimo avrei qualcosa da dire....



    Sarà, ma, tanto per risponderti su un punto:
    La generosità, l'altruismo e la pietà cristiana di solito, a chi non è cristiano, fanno schifo perché dicono che sono fatte con secondi fini.
    In compenso, in quanto a disponibilità al dialogo e alla tolleranza, non ce la caviamo poi tanto male....
     
  13. ador dorath

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    28 Aprile 2010

    sull'ultima frase non sono assolutamente d'accordo.
    nel senso: generosità, altruismo, pieta', disponibilita' al dialogo, tolleranza ecc non penso che siano prerogative di un credente cristiano, cattolico, apostolico, romano e chi piu' ne ha piu' ne metta.
    sono sentimenti e atteggiamenti dell'uomo.
    tu puoi dire perche' dentro quest'uomo c'e' Dio. io ne do un'altra spiegazione.
    ma non prendo per vera, questa come altre affermazioni fatte qui in pochi giorni, per cui un ateo udite!udite! puo' anche avere un'onestissima morale. neanche fosse l'eccezione.

    mi sembra un atteggiamento troppo semplicistico dell'uomo. ho capito che per un credente cio' che conta e' l'anima lo spirito e Dio, ma l'uomo non e' tutta questo ammasso di carne informe che si comporta da beota.

    concludo dicendo che io non sono mai stata anticristiana e mai lo saro'. chi e' anticristiano, come gia' detto, potrei smontarlo gia' io stessa. anche senza nessun interesse personale.

    poi posso capire che il cristiano sa che determinate risposte non le debba sapere, pero' sa che qualcuno le sa, cioe' Dio. non e' la stessa cosa, ma e' cmq un bel conforto interiore mica da ridere.
     
  14. Dreki

    Dreki
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    29 Aprile 2010

    ehm... parli delle mie frasi?

    "La generosità, l'altruismo e la pietà cristiana di solito, a chi non è cristiano, fanno schifo perché dicono che sono fatte con secondi fini." ---> non l'ho detto io: me l'hanno rinfacciato, nemmeno ti sto a dire quante volte.

    "In compenso, in quanto a disponibilità al dialogo e alla tolleranza, non ce la caviamo poi tanto male...." --->era una EVIDENTE provocazione dopo che qualcuno qua ha scritto che "Tutto questo armamentario moralistico dona la certezza di avere tra le mani tutti i grandi concetti, tutte le chiavi interpretative, tutte le soluzioni. Il cristianesimo promette tanto e non mantiene nullla."


    ma........ ma ador: io ho detto che ce l'ha ECCOME!!
    ma che stai dicendo?
    :sgrat:


    ???????????
    ma chi l'ha detto?????
    io non ho mai detto, né ho mai pensato, cose simili.


    Che ne sai tu... che non credi?
    Come fai a sapere se è confortante o se non lo è?
    Non puoi saperlo...
    Intanto, qualcuno ha detto in pratica che chi crede in Dio è uno che pensa di avere la chiave delle risposte ai problemi del mondo.
    Che balle...
     
  15. ador dorath

    ador dorath
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    Leah at races

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    29 Aprile 2010

    dreki, una volta tanto se non ti quoto vuol dire che sono riflessioni in generale.

    per il resto non so nulla e' vero. pero' troppi cattolici mi irnfacciano che loro si sentano piu "avanti" di me. ci saranno moltissimi atei che si comportano allo stesso modo ovviamente.

    sentrimi dire che le religioni e' una questione di ternimologia, che le varie religioni sono frutto di differenti stadi di comprensione del divino ecc ecc sai cosa? mi fa molta rabbia.
    perche' a Messa, a Catechismo, durante le Omelie, durante le Prediche non ho mai sentito questo. anzi.

    non so da dove derivi questa concezione che molti cattolici hanno e che usano per rispondere alle mie domande. sembra quasi un "giustificare" l'esistenza delle altre religioni, partendo dal presupposto che solo il cattolico è più vicino alla Verità.

    e non significa quindi che si reputa migliore di altri?

    io sono materialista e il mio pensiero e' chimica. quindi ragiono ed elaboro cio' che mi viene detto. invece molti continuano a negare questa cosa. (questa presunta "superiorità" del cattolico).

    (ovviamente la stessa cosa vale per un ateo)
    (io non mi sento piu vicina alla vertà di altri, verità con la v minuscola)

    io dico che e' confortante perche' grazie alle mie reazioni chimiche congetturo, valuto, esamino e do una risposta. se so che c'e' una polizia che mi protegge mi sento piu' sicura. allo stesso modo congetturo che se ci fosse un Dio che mi protegge mi sentirei piu' sicura.
    per un cattolico non e' cosi'? non lo so ovviamente. allo stesso modo tu non sai come possa sentirmi libera io. ne' mi manca qualcosa come state continuando a dire. non mi manca nulla perche' non credo in Dio.

    io credo che sia anche inulte parlare di atei facendo esempi massimalisti o facendo di un'erba tutto un fascio. gli atei non hanno un ordine costituito di idee da seguire. a differenza di un cattolico. per questo dire "voi cattolici" risulta piu' immediato e se vogliamo dovrebbe essere anche piu' logico visto che la Parola di Dio dovrebbe essere uguale per tutti.
    la Parola Di Ateo non esiste.
     
    #16710
    Ultima modifica: 29 Aprile 2010

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