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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. Fux89

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    24 Aprile 2010

    Io non credo in dio perché non c'è evidenza che esista. Citando Laplace: non ho bisogno di quell'ipotesi.
     
  2. Rover84

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    24 Aprile 2010

    Dipende da con quali occhi si guarda a questa evidenza. E poi perchè necessariamente conoscenza = visione?
     
  3. Fux89

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    24 Aprile 2010

    Io, da scettico e razionalista, per "evidenza" intendo quella di tipo scientifico;)
    Non ho capito:sgrat:
     
  4. Rover84

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    24 Aprile 2010

    E qual'è questa evidenza di cui parli, più precisamente? E secondo quale metodo scientifico?
    Evidente è ciò che è visibile. Ma visibile a chi, come, e in quali condizioni? Ad esempio immagino che nessuno abbia mai visto un buco nero o un neutrino eppure gli scienziati postulano (ben altra cosa dal sapere) l'esistenza di questa roba

    Intendo dire che non necessariamente esiste solo ciò che si vede e che la vista degli occhi del corpo e i 5 sensi non sono gli unici strumenti a nostra disposizione per la conoscenza.
     
  5. ador dorath

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    24 Aprile 2010

    fino a prova contraria non sono io che devo addurre prove della non esistenza. e cmq alle prove che esistono non credo. non e' poi cosi' difficile da capire. se non credo non credo.
    almeno io mi sono posta delle domande e ho dato delle risposte.
    secondo me un buon 40% di italiani non se le pone nemmeno.

    e cmq credo che se uno ha Fede debba tenere conto sia delle cose che le reputa positive, sia quelle negative. sulla determinazione della vita e sul volere divino se ne puo' parlare per ore portando ad esempio citazioni delle Sacre Scritture e citazione degli Infallibili Papi. o sbaglio? anche recentemente il Papa a Malta ha espresso questo concetto.

    e cmq mi vorresti dire che la Religione Cattolica non stabilisce nessun modus operandi e vivendi? non ammonisce o istruisce su come portare avanti una buona vita da cristiano? non premia o punisce dopo la vita?
    se e' cosi allora perche' è cosi' presente nel quotidiano?

    cmq ok. non voglio cadere nel vortice. esco da questo topic altrimenti non si finisce piu'. non trovo funzionale ne' utile dover giustificare le mie scelte a un Dio ne' tantomeno a chi ha Fede, e quindi non comprende chi non ce l'ha.
     
  6. Rover84

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    24 Aprile 2010

    Io vivo nella Chiesa e non mi sento obbligato a dover fare niente contro la mia volontà o con la forza o l'imposizione, in sostanza intendevo questo. Dunque non capisco bene chi dice che credendo in Dio e vivendo nella fede non si è autori delle proprie scelte e bla bla. Cmq se si partecipa ad una discussione mi sembra normale dare spiegazioni sulle proprie affermazioni. Nessuno dice che ti devi giustificare, solo capire perchè si dicono alcune cose.
    Ciao, grazie della risposta
     
    #16581
    Ultima modifica: 24 Aprile 2010
  7. Fux89

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    24 Aprile 2010

    Parlando di dio, questa evidenza non c'è: è proprio per questo che sono ateo. Spetta a chi afferma l'esistenza di un'entità portarne le prove.
    L'esistenza di "questa roba" ha precise conseguenze che sono studiabili e testabili scientificamente. Le particelle possono essere rilevate attraverso degli strumenti adatti. Lo stesso non si può dire per le entità supernaturali (e infatti chi ci crede lo fa per fede, non sulla base di qualche prove).
    Quale strumento di conoscenza alternativo all'esperienza e al metodo scientifico proponi?
     
  8. ador dorath

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    Leah at races

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    24 Aprile 2010

    parlo di giustificazione nel senso che ho gia' detto in precedenza le mie motivazioni. ripeterle mi sembra fuori luogo proprio perché non voglio convincere nessuno delle mie idee. tutto qua.

    si e' autori delle delle proprie scelte, ci mancherebbe. anzi piu' c'e' liberta' piu' c'e' modo di dimostrare a se stessi, e anche a Dio, che di fronte a piu' scelte possibili si preferisce un'azione che non va contro nessun "obbligo" morale: sia esso nostro, sia dettato dalla società al momento, sia esso dettato dalla prpria religione.

    per questo ho detto che ammiro chi ha la Fede e si fa condizionare da questa. e credo che lasciarsi condizionare dai dettami della propria religione sia fondamentale per ogni credente di ogni religione. altrimenti e' solo opportunismo.
    ovvero: credo in Dio, pero' le leggi di comportamento me le stabilisco da me. per queste persone credo quindi che credere in Dio sia solo un modo per togliersi dall'impiccio di rispondere a determinate domande di cui disconoscono la risposta, un modo per sentire meno il peso della vita, del senso della vita, del senso della morte, del senso delle sofferenze, un modo per avere uno stimolo (per esempio) per fare del bene ecc..

    faccio un esempio: molti amici che credono molto mi dicono spesso che per il fatto di essere nati ringraziano Dio, per le sofferenze ringraziano Dio, che vivono secondo i dettami del Cattolicesimo, che non vedono la morte come un male perché é un ricongiungersi a Dio.

    io rispetto questa loro visione delle cose. non la comprendo perché non lo ha Fede. nè mi reputo una persona migliore perché non ho un Dio che mi giudica.
    anzi, trovo abbastanza grossolano sapere che molti che si definiscono fervidi credenti nel momento in cui peccano commettendo una illegalità (per esempio) non si preoccupano del giudizio divino, ma solamente della giustizia terrena.
    io se credessi veramente in Dio sarei estremamente legata a Lui e per ogni mio gesto che so che possa andare contro i precetti della religione a Lui "costruita" mi sentirei in difetto prima di tutto nei Suoi confronti, e poi nei confronti del mondo terreno.

    proprio perché ritengo che credere debba essere prima di tutto una questione intima, un rapporto diretto tra me e il divino. e tutto quello che ne comporta. perché credere non è solamente partecipare alla Liturgia o inchinarsi davanti a un Crocifisso. altrimenti sarebbe troppo facile: la botte piena e la moglie ubriaca.
    e purtroppo ritrovo questo atteggiamento in molti secidenti credenti. dico purtroppo per loro. perché se una persona è pronta a fare propri concetti e ideali di una religione significa che (aldilà del concetto di Fede) ha bisogno di un archetipo di idee che, evidentemente, non sono necessarie e sufficienti per poter vivere in maniera onesta, retta, leale, sincera ecc.

    quindi, nel mio caso, se posso "fare a meno" di un qualcosa che sento che non mi migliora, non mi gratifica, non mi perfeziona, ne faccio volentieri a meno.

    concludendo: come un credente spesso trova difficile trovare le parole per spiegare quello che prova, allo stesso modo anche un ateo può trovare le stesse difficoltà per spiegare quello che non prova.



    edit:
    e' chiaro che si e' liberi di attuare le proprie scelte e di fare cio' che si vuole. pero' se si crede queste scelte necessariamente bisogna prendere atto che verranno valutate e vagliate dal nostro Dio di riferimento. quindi per un credente le scelte dovranno tenere conto di quello in cui crede.
    facendo un esempio: io posso uccidere chi voglio, pero' devo tener presente le conseguenze, ovvero che la giustizia terrena mi punisce e mi condanna per questo mio gesto.
     
    #16583
    Ultima modifica: 24 Aprile 2010
  9. Rover84

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    24 Aprile 2010

    Secondo me non è che l'evidenza non c'è, è che non riesci a vederla poichè non padroneggi e non conosci gli strumenti per vederla. Seguendo il parallelismo dei buchi neri tu non puoi vederli ad occhio nudo e senza l'ausilio di strumenti da laboratorio scientifico ma questo non significa che non esistono. Ora fai conto che Dio è il Buco Nero e tu non possiedi gli strumenti per percepirlo. Devi dunque entrare nel laboratorio dello spirito e imparare a usare gli strumenti giusti.
    Non capisco da dove provenga la tua certezza.
    (Dimostrare le ragioni delle proprie affermazioni non spetta solo a chi sostiene l'esistenza di Dio ma a chiunque affermi qualcosa su qualsiasi cosa, se si sta discutendo con l'uso della ragione)

    Io mi accorgo della presenza di Dio nell'universo. Quando parlo di altri strumenti di conoscenza mi riferisco al fatto che l'uomo non è solo corpo, ma anche anima e spirito: l'anima e lo spirito hanno le loro facoltà.
    Rispondendo ad Ador in genere mi sembra di avvertire nel tuo modo di parlare della religione e della fede un certo senso di alienazione: per me nella vera vita dello Spirito Dio non è Altro dall'uomo ma umanità e divinità tendono a coincidere e ad unirsi.
     
    #16584
    Ultima modifica: 24 Aprile 2010
  10. Fux89

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    24 Aprile 2010

    Vorrei chiarire un paio di cose. Quando dico che non c'è evidenza intendo precisamente che non esiste alcuna prova oggettiva (scientifica) che dimostri che questo dio esista. Questo è lapalissiano: altrimenti, di queste prove se ne parlerebbe nei libri di scienza.;)

    Detto questo, vorrei che fosse chiaro che io non sono ateo perché mi mancano gli strumenti: io sono ateo perché ritengo che l'unica buona ragione per "credere" a qualcosa sia l'evidenza oggettiva di cui sopra. So benissimo che un credente può avere le sue ragioni per credere, ma si tratta di ragioni soggettive, basate cioè su elementi non riproducibili o testabili scientificamente. Lo so benissimo perché io sono stato credente fino a quattro/cinque anni fa, per poi passare una fase in cui ero ancora credente ma tendente all'agnostico e infine iniziare a riconoscermi nel cosiddetto "ateismo debole".

    Per me non c'è alcun problema nel fatto che ci sia chi crede, ovviamente, vorrei solo che fosse chiaro che io ho le mie ragioni per non credere, così come chi crede avrà le sue per credere, e che le mie motivazioni non sono meno valide, non derivano da una mancanza di strumenti da parte mia.

    Se qualcuno afferma l'esistenza di un'entità, sta a quel qualcuno portare le prove, non a tutti gli altri dimostrare che tale entità non esiste. Mi piace molto, a tal proposito, questo raccontino.:)

    Essendo ateo, non credo nell'anima e nello spirito. Come per dio, manca l'evidenza scientifica.;)
     
    #16585
    Ultima modifica: 24 Aprile 2010
  11. ador dorath

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    24 Aprile 2010

    non e' detto che l'anima debba per forza avere come fondamenta un ordine metafisico. altrimenti 2500 anni di pensiero occidentale sarebbero ridotti al monoteismo di una religione recente (Cristianesimo).

    io credo che molto dipenda dalla terminologia: anima, spirito, indole, carattere, humus.

    a tal proposito per iniziare uno puo' farsi un'infarinatura leggendo "gli equivoci dell'anima" di umberto galimberti. e poi iniziare a leggere riflessioni piu' specifiche e di parte (in tutte le direzioni: Platone, Sant'Agostino, Freud ecc).

    altro esempio:
    in matematica ci sono molti teoremi fondamentali che fondano teorie, studi, ulteriori dimostrazioni e numerosi risultati fondamentali per la scienza, ma che nonostante siano enunciati anche da secoli non sono stati ancora dimostrati. sono stati enunciati, funzionano e se ne dimostra la validita' ma la dimostrazione matematica non e' stata ancora raggiunta.
     
    #16586
    Ultima modifica: 24 Aprile 2010
  12. Fux89

    Fux89
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    24 Aprile 2010

    Ciò che viene in genere attribuito all'anima per me non è altro che un prodotto di processi fisici. Poi posso pure chiamarlo anima, basta mettersi d'accordo su cosa si intende. Nel linguaggio comune, parlando di "anima" si intende qualcosa di metafisico, per cui, stando a questa interpretazione, per me l'anima non esiste.:)

    P.S.
    [Modalità rompicoglioni ON]
    In matematica, ciò che non è dimostrato non è un teorema, per definizione;)
    [Modalità rompicoglioni OFF]:hihi:
     
  13. Evillupo

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    bestemmie e parole d'orgoglio

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    24 Aprile 2010

    questo discorso sensa fine mi fa pensare ad una frase di Kant: se un credente e un non credente si mettono a discutere sul divino riusciranno a portare entrambi argomentazioni razionali entrambe valide sensa riuscire a dimostrare ne la non-esistenza ne l'esistenza
     
  14. tender

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    Holy Shit!

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    24 Aprile 2010

    le antinomie della ragione da cui, secondo Kant, non c'è via d'uscita ;)
     
  15. Fux89

    Fux89
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    24 Aprile 2010

    Conosco molto poco Kant (filosofia al liceo l'abbiamo fatta davvero male:(), ma comunque dimostrare l'inesistenza di qualcosa è impossibile: vedi il raccontino di Sagan sul drago verde nel garage che ho linkato un paio di post fa.;)
     

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