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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. Naerior

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    31 Gennaio 2010

    Non ho mai parlato di mancanza di profondità interiore. Ho solo parlato di "irrazionalità". Tutto ciò che volevo intendere era che non c'è una via interamente razionale in ogni sua parte per giungere all'ateismo.

    Sono del tutto d'accordo. Ripeto, intendo solo puntare l'attenzione sul fatto che, da qualche parte, nel percorso dell'ateo, interviene una componente non razionale. Questa non vuole in nessun modo essere una critica, è bene che sia chiaro. Lo diventa se l'ateo in questione non ne è consapevole.

    Non ci sono ragioni razionali per rispondere sì alla domanda (se consideriamo fallate tutte le dimostrazioni dell'esistenza di Dio, e io tali le considero). Ma questa non è una ragione sufficiente per rispondere di no.

    Er...
    Oook, nel senso... Quelle che sono le basi della religione presso il popolo hanno tutte queste caratteristiche. Ma tu pensi che la trama della Bibbia sia la ragione profonda per cui qualcuno giunge a Dio?
    E ovviamente esorto anche te, così come Dreki e gli altri, a tener conto dell'esistenza dei deismi.

    E per fortuna! Come detto, nella scienza non è rintracciabile neanche la più vaga ombra di una risposta.

    Questo è ai confini dell'agnosticismo. Ma io quasi quasi ti darei un'ulteriore spintarella: l'ateo non potrà dare NESSUNA risposta, se cercherà di muoversi unicamente per via razionale. Nessuna risposta che non sia inevitabilmente fallata, chiaro.

    Il fatto che tu ponga l'accento su quell'"ancora", indica una fiducia in un progresso conoscitivo. Francamente non vedo da dove possa venire. Tutto ciò che abbiamo è filtrato dai falsi idoli di cui ho parlato qualche pagina fa: l'esistenza del soggetto, l'esistenza dell'oggetto, la fedeltà dei sensi, l'uguaglianza col prossimo, ecc...
    Non vedo, francamente, cosa possa dimostrare la necessarietà di queste credenze che tutti sposiamo solo perché non possiamo fare altrimenti. Su queste basi non si può costruire alcun castello.

    In tutti questi sensi assieme.

    Senza il minimo dubbio.
    Ma la lunghezza della barba di Dio non è certamente parte delle domande fondamentali su cui ci stiamo interrogando, o sbaglio? ;)

    E come darti torto?
    Fondamentalmente siamo arrivati a concludere che l'unica risposta davvero razionale è non rispondere. In qualunque altra direzione si cerchi di spingere l'intelletto, sarà necessario "sporcarlo" con altre componenti.

    Cheers,
    naerior
     
  2. Dreki

    Dreki
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    31 Gennaio 2010

    Ok...
    Non hai mai ammesso di essere deista, ma tutto nei tuoi post la fa pensare così.
    Allora te lo chiedo. Ti ritieni deista?

    Chiariamo una cosa, anzi chiariamone quattro a mo' di premessa:
    1) siamo qua per discutere e confrontarci, non siamo qua per risolvere contese. Quindi, cercherò di fare un discorso che non sia solo una replica :)

    2) come ti ho già scritto nei post precedenti, non nell'ultimo (ma magari è giusto riscriverlo: il tuo ragionamento fila. Ma è solo tuo, e ha premesse diverse da quelle che ha un credente. Tu hai detto: "e chissenefrega delle premesse altrui!"
    Giusto. Come vedi però, se io e te diciamo "e chissenefrega" sulla diversità dei nostri punti di vista, tocchiamo quota 8 post di replica senza aver spostato di un mm la discussione.
    Quindi, come detto sopra, basta con le repliche... cerco di andare avanti.

    3) siamo totalmente OT; sono begli argomenti, e ti sto rispondendo, ma siamo molto OT... e vedi la 4)

    4) forse ho usato in modo errato (o non usato, quando andrebbero usati) i termini: Deismo, Teismo, Ateismo, Agnoticismo, Fideismo. Ho sempre parlato di "religione". E' tempo, visto che secondo me in questi argomenti è utile, specificare.

    lo scrivo perché mi ha fatto pensare questo tuo passaggio:
    se ho colto... allora ho davvero travisato tutto prima.
    Tu stai allargando il discorso su tutti i teismi. Ho visto giusto? Se sì... cambia tutto, compreso il mio approccio.
    Ed è... ehm, OT :D



    Ok, ho capito.
    La mia obiezione era: chiariamoci almeno sui termini
    Il fatto è che qua si parla di... anticristianesimo, e quindi la fede cristiana è quella. Se vuoi che il discorso si sposti in un dibattito fra atei e religiosi (che siano monoteisti, agnostici, enoteisti, deisti, pagani...), cambia tutto.

    Secondo me non è possibile allargare così il discorso... lo si potrebbe (che è quello che cercai di fare io 400 pagine fa... e non mi fu permesso :D :D) al massimo estendere alle religioni rivelate.
    E non a tutti i teismi.


    Uhm... in che senso la risposta deista è più razionale di quella atea?
    Un deista vede l'ordine naturale del creato, ne deduce una mano creatrice.
    Un ateo (o lo chiamiamo ateista?) vede l'ordine naturale, lo vede come scientificamente misurabile (almeno su base di modelli), e da qui deduce l'inesistenza di un dio. (EDIT: in quanto: 1) niente porta necessariamente alla sua presenza, e 2) nessuna dimostrazione è immune a falle)


    Ehi... guarda che mi trovi d'accordo!
    Nel mio post intendevo solo dirti per quale ragione quel passaggio (volutamente) lo metto da parte.


    E' vero.
    Ma... scusa, qua si parla di QUESTA fede. Da quanto hai scritto, mi è parso che tu stia allargando il raggio su una contrapposizione teismo-ateismo.
    E' vero: non sono andato in quella direzione.


    Sì, e hai di nuovo ragione.
    Ma le differenza fra una religione di stampo monoteistico e rivelata, e una (per dire) enoteistica qual'è l'induismo, sono fondamentali e troppo importanti per poter fare un fascio unico.
    Comunque, come detto sopra: se tu stai contrapponendo l'ateismo ai teismi (tutti) e non più solo a UNA religione, monoteista, rivelata... cambiano le premesse. E, come detto sempre sopra: ti dò ragione.


    Può essere! :D
    No, a parte gli scherzi, ho solo semplificato.

    Allora: NON ho un approccio di tipo meramente fideistico.
    Non sono protestante, né così estremista.
    Però, se mi chiedi qual'è la dimostrazione più vera dell'esistenza di Dio... ti rispondo che è la sua rivelazione agli uomini, e la venuta di Cristo.

    Il "problema" delle dimostrazioni di S. Tommaso (e il dibattito è ben lungi dall'essere chiuso) è che... non dimostrano l'esistenza di UN dio.
    Francamente, che tu mi chieda se secondo me S. Tommaso aveva o meno fede... è un po' assurdo. Ce l'aveva (almeno spero!! :D).
    Infatti non ha SCOPERTO Dio. Ha cercato di dimostrarlo. Proprio perché la sua fede gli ha sempre detto che c'era.


    Concludendo, e passando al Benedetto Sedicesimo (che , lo ripeto per chi si fosse perso la cretinata in pag. precedente, per me il "benedetto sedicesimo" è quello che esce dalla doppia cassa di George Kollias :D)
    Ahia, qua casco.
    Ho letto solo l'ultima, "Caritas in Veritate" (un best seller, fra l'altro!), più per i suoi accenni alle responsabilità morali dietro la crisi economica.
    Quindi... mi astengo.
    Spero di aver preso il discorso dal verso giusto, ora.


    Mi permetti una battuta finale?
    Mi permetti una battuta?
    Se la mia è la chiusura mentale più grande che hai mai visto... allora il mondo è davvero aperto!!!! :D:D
    Non mi avevano mai dato dell'integralista. Vabbè, c'è sempre una prima volta.
    :)
     
    #15977
    Ultima modifica: 31 Gennaio 2010
  3. Dreki

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    31 Gennaio 2010

    ho visto adesso che le hai quotate.... credo, davvero, che qua le conoscessimo TUTTI
    C,omunque ti ho risposto sopra. :)
     
  4. Naerior

    Naerior
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    1 Febbraio 2010

    Nope! Amo solo uscire da suddetto scrigno e analizzare un po' le posizioni di tutti.
    Mi permette, tra le altre cose, di capire meglio la mia.

    Sono fondamentalmente agnostico, con qualche tendenza all'ateismo. Ma rispetto la risposta di tutti.

    Esattamente, sto considerando tutto. Ateismi, deismi, addirittura tutte le metafisiche (dunque anche il precedente citato anassimandro), e ovviamente tutte le religioni, organizzate e non.

    Non poi così tanto... Non poi così tanto...
    Soprattutto se la querelle (come ho idea sia successo fin dalle primissime pagine del topic) finisce con lo spostarsi sull'interrogarsi alle domande fondamentali. Rimanere fissi sul cristianesimo sarebbe un po' assurdo... No? Tutto il resto puoi cercare di cacciarlo fuori dalla porta... Ma rientrerà dalla finestra! ;)

    Non è che lo voglio... La natura di alcune cose che ho letto finisce con il portare il discorso lì... Non si scappa. Gli argomenti che ho per rispondere a quello a cui ho risposto quando sono intervenuto son quelli.

    E comunque non è tanto questione di "contrapporre" atei e teisti.
    È questione di ribattere a chi si professa ateo, convinto di aver risolto certi problemi, ponendolo di fronte al fatto che i problemi sono alle sue spalle che se la ridono. E per far ciò non posso usare come grimaldello un discorso che si riduca al cristianesimo.

    Ripeto: è una mutilazione artificiosa del discorso. Possiamo dirci: "non ci interessa, torniamo a parlare del cristianesimo", ma fra 10 o 50 pagine saremmo di nuovo a capo.

    Non è che sia più razionale... Mi ero già accorto che poteva saltar fuori questa domanda...
    Sono entrambe risposte razionali. Nel senso che vorrebbero esserlo... ;)
    Come ho già scritto a REINHART, io considero le dimostrazioni dell'esistenza di Dio assolutamente fallate. In questo senso non sono razionali né i Deismi né l'ateismo.

    D'altro canto, nel discorso che facevo con te, sottolineavo il metodo con cui il deista arriva alla sua conclusione. Che poi commetta, nell'applicare questo metodo, degli errori, oppure che "complementi" il suo metodo con elementi non razionali (consapevolmente o no) è un altro discorso.
    Del tutto analogo a quello dell'ateo.

    Assolutamente sì. :)

    Ma era naturalmente una provocazione che confido mi perdonerai...
    Sono andato un po' all'estremo per essere più sicuro di farti scivolare sui binari che intendevo io.

    E yeah! Finalmente parliamo la stessa lingua! :rotfl:

    P.S.:
    Non ho citato e commentato le parti che non ho citato e commentato perché ho dato per ovvio e scontato che fossimo ormai d'accordo su detti punti.

    Cheers,
    Naerior
     
  5. Naerior

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    1 Febbraio 2010

    Le ho quotate in risposta a SeventhSon, che mi sembrava chiedesse lumi sull'aquinate... Forse avevo inteso male...

    Cheers,
    naerior
     
  6. Naerior

    Naerior
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    1 Febbraio 2010

    Mi prendo un attimo per approfondire un filino la mia posizione.

    Trovo più BELLO un universo senza Dio. Dal punto di vista puramente estetico. Questo è ciò che mi fa tendere leggermente verso l'ateismo.

    D'altronde sono molto innamorato del metodo razionale. E ne sono innamorato proprio perché è così terribilmente mutilato ed impotente. Si fonda sulle sabbie mobili, e tutto ciò che costruisce non può avere molta più dignità di un giocattolo.

    E non a caso parlo di "gioco". L'intera condizione umana non è altro che un gioco, dal momento che l'uomo ha accettato, i primi anni della sua vita, degli assiomi del tutto indifendibili: i falsi idoli di cui sopra. Sono le regole di un complicato gioco.

    Dunque a questo punto uno potrebbe distinguere due diverse opinioni: l'opinione fuori dal gioco (quella, per certi versi, vera) e l'opinione dentro al gioco. In un certo senso la mia opinione dentro al gioco è l'ateismo.

    Ma francamente quando parlo sul serio di questi temi non mi sento di giocare a detto gioco. Finisco inevitabilmente con il sentirmi dolorosamente consapevole che "cazzo, ma io non sono sicuro di esistere". E questo guida il mio pensiero.

    Cheers,
    Naerior
     
  7. REINHART

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    1 Febbraio 2010

    Beh, fra il credere (sia in termini di religioni rivelate, sia di deismo) e il non credere... c'è solo l'agnosticismo. L'agnosticismo è un'ottica che comprendo bene, perchè prima di essere ateo, sono stato agnostico (e prima ancora cristiano, per la cronaca). Solo che, per come si è poi sviluppato il mio pensiero, credo che la mancanza di evidenze contrarie all'inesistenza di Dio non sia una ragione sufficiente per prenderne in considerazione l'esistenza.

    Beh, probabilmente non sarà il motivo primario per cui una persona si avvicina al cristianesimo, però avere fede in una religione significa anche (soprattutto?) credere alla veridicità dei testi sacri che ne costituiscono la base. Se non si crede che ci sia scritto il vero, allora in cosa si crede?

    A riguardo del deismo, non è che voglio escluderlo... solo che al deismo si possono muovere più o meno critiche simili (pur con tutte le differenze del caso): postulare l'esistenza di una divinità creatrice e ordinatrice senza l'ausilio di alcuna rivelazione, di fatto impedisce di sapere alcunchè sulla suddetta divinità, e in ultima analisi ci impedisce ugualmente di darci risposte precise... il che ci riporta al punto di partenza.

    Se nelle religioni rivelate si tratta di avere fede che esista tal divinità, dotata di tali caratteristiche, nel deismo si tratta di avere fede che esista tal divinità, della quale però non si può sapere praticamente nulla. In fondo stiamo sempre parlando di fede (seppure con notevoli differenze).

    Beh, l'ateismo si sviluppa nell'ottica che non ci siano ragioni sufficienti a prendere in considerazione l'esistenza di Dio; se si condivide questo presupposto, allora le conclusioni dell'ateismo (quelle che si possono trarre, almeno) saranno percepite come razionali e soddisfacenti.

    Se invece non si riesce a escludere l'esistenza del divino, proprio perchè così come manca l'evidenza favorevole manca l'evidenza sfavorevole, va da sè che le risposte dell'ateismo saranno irrazionali, perchè non terranno conto di una possibilità che, a ragione o a torto, non si vuole escludere.

    Bella domanda. Onestamente? Non ti so rispondere.

    Però so anche che conoscenze che oggi diamo per scontate, e che ci sembrano la più banale norma, fino a qualche secolo fa (o qualche decennio fa, addirittura) sembravano fantascienza, o erano del tutto inimmaginabili. Ripeto, una risposta precisa non so darla... però sono (forse ingiustificatamente) ottimista a riguardo.

    Per noi no, ma magari per un cristiano sì. Credo che per un cristiano (o per un credente di religione X) non si possa scindere il problema di Dio dal dio specifico a cui fa riferimento.

    Credo che sia questo il motivo per cui - se ho capito bene - ritieni l'agnosticismo la via più onesta per approcciare la conoscenza della realtà; ripeto, è un'ottica che comprendo perfettamente.

    EDIT: Naerior, pensa che all'inizio credevo che tu fossi cristiano!
     
    #15982
    Ultima modifica: 1 Febbraio 2010
  8. Seventh Son78

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    1 Febbraio 2010

    Le avevo richieste io...grazie...continuo a pensare che non affermino nulla di razionale sull'esistenza di DIO, ma comunque ne avete già parlato a lungo....:P
     
  9. Dreki

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    1 Febbraio 2010

    e perché?
    l'ateismo non è affatto una premessa necessaria per l'anti-cristianesimo. Dico sul serio. Si può benissimo essere anti-cristiani ed essere agnostici... e il dilemma della razionalità della risposta atea può tranquillamente non c'entare.

    anzi: per come considero io l'anticristianesimo (qua se ne è discusso a lungo), l'ateismo non c'entra quasi nulla... difatto, è un anticlericalismo che non prova nessun odio per il messaggio cristiano in sé, ma solo per le conseguenze sociali che esso ha avuto e ha.

    Il cosiddetto satanismo razionale è un po' la via di mezzo fra i due... ma la base per l'natiteismo vero e proprio, secondo me, non è necessario che sia quella atea. Quella agnostica è sufficiente.
     
  10. Dreki

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    1 Febbraio 2010

    Vero.
    Se quel che esigo è una dimostrazione che mi (scusate il bisticcio) dimostri col solo uso della ragione che il Dio cristiano esiste, e che quindi non esiste quello islamico... allora la dimostrazione di S. Tommaso non risolve l'equivoco.
    (magari un protestante, con un'impostazione di stampo appunto fideista, ti risponderebbe che non ha nemmeno senso provare a dimostrarlo... ma è un altro discorso)
    Il che non significa -ATTENZIONE!- che per un credente quella dimostrazione non è valida. Significa però che per l'ateo non è sufficiente a "dedurre" un unico Dio.


    Ma a questo punto ci addentriamo verso un punto su cui si è già... ehm, litigato parecchio. :D
    E cioè che la risposta agnostica (e più ancora quella deista)... dal mio punto di vista è solo una gran comodità. Proprio perché salva capra (ha la risposta razionale), cavoli (non gli serve la fede)... e pure il lupo (si risparmia anche il culto).
    Eh.
    :)
     
  11. artemistha

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    1 Febbraio 2010

    L'agnosticismo non è necessariamente una situazione di comodità... non capisco da cosa trai questa conclusione
     
  12. Asperger

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    1 Febbraio 2010

    Anche io trovo che l'agnosticismo sia una condizione un po' "ignava" in un certo senso, di non decisione, ed ecco perché mi definisco ateo nonostante di domande me ne faccia molte anche io, e non sia arroccato dogmaticamente sulle mie posizioni... con questo non voglio criticare l'agnosticismo, sia ben chiaro, dico solo che trovo più completo l'ateismo.

    (comunque scusate se in questi giorni non riesco a motivare tutti i miei interventi e scrivo poco, ma ho la testa tra le nuvole:D)
     
  13. Dreki

    Dreki
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    1 Febbraio 2010

    LO SO che non è una questione di comodità...
    DAL PUNTO DI VISTA DEL CREDENTE, lo è.
    da quello dell'agnostico, è invece una scelta ancor più coraggiosa: LO SO.

    aaaaaaaargh, cado sempre nel solito problema :(:(:(
    e cioè che qua io scrivo da 400 pagine, e ogni volta che si tira in ballo un argomento già trito e ritrito... per qualcuno è nuovo, e giustamente non ha la più pallida idea di che accidenti ci siamo detti prima, e quindi mancano le premesse.
    :D


    Scusa.
    Ho scritto senza specificare nulla. Non dovevo. Specifico.
    Non è una conclusione che traggo.
    Essendo credente, per me è una cosa ovvia.

    Mi spiego.
    Un agnostico è una persona che sta a metà strada tra l'ateismo e il teismo. Non accetta l'esistenza di un "dio" (men che meno senziente), ma non se la sente di negare l'esistenza di un'entità superiore. Dice che qualcosa probabilmente c'è... ma si ferma lì, come se si aspettasse che fosse questa divinità a mostrarsi. Finché non si mostra, non c'è ragione per coltivare una fede, né per professare un culto.

    PER IL CREDENTE: l'agnostico (e ancor di più il deista!) è uno che ha troppa paura per abbandonarsi al dio, per intraprendere un cammino di fede... e quindi si "accomoda" sull'agnosticismo, che non è né carne né pesce. Non neghi come fa un ateo, ma neppure ti impegni come un credente.

    PER L'AGNOSTICO: è una scelta di grande coraggio perché è l'unica via "non cieca": non ti ostini a un materialismo a tutti i costi qual'è l'ateismo (che, appunto, non risponde alla domanda in modo razionale), né ti imbottigli in una strada a senso unico qual'è la fede, che ti richiede (a volte) pure delle regole di comportamento.


    A TUTTI GLI AGNOSTICI: per favore, non siate così sensibili all'offesa... io qua mi sono sentito rivolgere insulti MOLTO PESANTI, davvero di ogni taglia, e non mi sono mai meravigliato (anche perché, visto il titolo del topic... :D).
    E' NORMALE che un credente consideri l'agnostico "né carne né pesce".... ormai dovremmo essere arrivati a un punto in cui queste divergenze di vedute sono date per assunte, e la discussione dovrebbe essere oltre... senza tornarci tutte le volte
    ;)
     
  14. Naerior

    Naerior
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    1 Febbraio 2010

    Non è questione di evidenze. Ti stai concentrando su un solo lato del problema: "esiste un Dio?"...
    Anche decidendo di sposare una risposta negativa a questa domanda, un sacco di altre questioni restano irrimediabilmente aperte. Questioni di cui la ragione non potrà mai rendere conto.
    Le ho accennate qualche post fa. Più avanti vorrei approfondirne una che mi preme in maniera particolare.

    Non voglio dire che i testi sacri non sono fondamentali nella fede di un cristiano. Voglio dire che non sono la ragione più profonda per cui un uomo giunge a Dio. Possono essere il mezzo. Lo strumento più importante. Così come possono anche non esserlo. Ma per forza di cose devono "agganciarsi" a qualcosa in quell'uomo, di... "sospeso". Diciamo che i testi sono quelli che mettono a Dio la "barba" e il triangolo sopra la testa. Quelli che ti raccontano che Dio è, come è fatto ecc ecc. E possono anche essere ciò che ti avvicina all'idea di divino in generale. Ma tu sposi l'idea di divino perché è l'unica per te significativa. Perché l'universo gira incontestabilmente attorno ad una mente razionale. A me sembra che l'unica cosa davvero interessante sia questa. Poi il nome del Dio, la sua storia, il suo messaggio, sono altre cose, di cui non voglio assolutamente sminuire l'importanza. Ma che molto semplicemente non hanno a che fare con la NECESSARIETÀ dell'esistenza di Dio.

    Il problema è che la ragione deve rispondere a determinate domande. Il divino è un'OTTIMA risposta. Hai la causa prima efficiente, non è poco. Hai risolto un mucchio di problemi che senza ipotizzare un divino restano lì... Reclamando attenzione.
    L'ateo dice: "ok, capisco qual è l'enorme buco che voi riempite con il divino... ma per me è una risposta che non va, insomma, non posso accettarla, non mi piace, mi fa ribrezzo, insomma NO! NON VOGLIO UN DIO!" E guarda malinconicamente quella buca, oppure fa finta che non esista, oppure cerca di riempirla a forza di cose che non c'entrano niente, oppure (come nel tuo caso) è convinto che semplicemente non sappiamo cosa c'è dentro, ma dentro ci dev'essere per forza qualcosa di diverso da Dio.

    Ma la buca è lì....
    La risposta atea non può essere soddisfacente.

    Cosa faccio io? Io dico che quella buca è bellissima, ed è meraviglioso il solo fatto che esista. Riempirla mi priverebbe del piacere di ammirarla.

    Allo stesso modo potresti dire che gli scienziati che si dimenticano che la scienza è fatta di modelli hanno "fede" che esista il bosone di Higgs. C'è un però: loro hanno visto la "necessità" di esistenza di questa particella. Attraverso un ragionamento, e attraverso dei calcoli sono giunti a concludere che, diamine, tutto sembra condurre alla sua esistenza.

    Dio non è un'ipotesi non necessaria. Il rasoio di Ockham non si può applicare all'idea di divino, come lo stesso Ockham peraltro ha ben spiegato. È un'ipotesi NECESSARISSIMA. Solo, non ci sono prove della sua correttezza.

    Ma io non condivido questo presupposto.

    Non è questo il punto. Non siamo nello scontro tra due ipotesi campate per aria.
    Siamo al cospetto di una Domanda, con una quantità infinita di volti. Una domanda a cui la ragione non può rispondere, ma che reclama una Risposta.
    Ognuno può trovare le diverse risposte più o meno soddisfacenti, a seconda della sua sensibilità.
    Può cercare di stuprare e "dopare" la ragione per arrivare a rispondere. (ateismo, deismi, tomismo)
    Può affidarsi alla fede.
    Può affidarsi all'illimunazione mistica (ricordiamo che il mistico non CREDE, il mistico HA VISTO).

    Ma queste sono tutte risposte che hanno le proprie radici in una necessità vera. Non in oziose considerazioni che tu possa disinnescare con "non c'è motivo, non c'è ragione...".

    Per esempio? A che conoscenze ti riferisci? Spero che con questo discorso tu non stia cercando di tornare alla scienza, perché la scienza, mi ripeto, non ti afferma un bel niente. Non afferma nemmeno che l'elettricità esiste. Tu sei disposto a dire "esistono gli elettroni"? Caspita, complimenti!

    Dipende dalla capacità di detto cristiano ad uscire dalla propria posizione e analizzarla dall'esterno.
    San Tommaso d'Aquino, per esempio, era capacissimo di farlo, ed è stato in grado di riflettere sulle ragioni per cui trovava necessaria l'esistenza di "UN" dio. Senza per questo svilire la natura della sua fede.

    No, no, no... Non è neanche la più onesta... È solo l'unica via razionale. Peraltro, come detto, tendo anch'io all'ateismo. Ma per ragioni estetiche.

    Capita spesso... ;)

    Ma certo che no.
    Però una volta che hai parlato un po' delle crociate.
    Una volta che hai parlato un po' dell'inquisizione.
    Una volta che hai parlato un po' dell'oppressione nelle terre nordiche.
    Finisci inevitabilmente per giungere alle prove storiche dell'esistenza di Cristo...
    E poi finisci per chiederti: "ma sto Dio cattolico, alla fine, c'è?"
    E finisce inevitabilmente che arriva qualche ateo che dice: "no, Dio non esiste! esistono solo materia ed energia!"
    E questo ateo cerca di sostenere che esistono solo materia ed energia nello stesso modo in cui Nietzsche sosteneva il proprio ateismo: "la religione è una posizione limitante di chi cerca di dirmi come devo vivere e come devo pensare".
    A questo punto, a me viene da intervenire. Perché? Cosa voglio dire? Voglio dire che l'ateo non può sostenere la propria posizione negando unicamente una particolare religione organizzata tra tutte le religioni organizzate. Per giunta voglio dire anche che la religione non è una posizione limitante. Ma il motivo per cui non lo è è comune a tutti i teismi e richiede di analizzarli tutti in blocco. Quindi se si arriva a dover porre l'ateo di fronte alla propria impotenza e alla parità di valore logico razionale della sua posizione nei confronti di un qualunque teismo, per forza di cose è necessario allargare il discorso.

    Cheers,
    Naerior
     
  15. ShineOnYouCrazyDiamond

    ShineOnYouCrazyDiamond
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    1 Febbraio 2010

    Oddio...che l'agnosticismo sia né carne né pesce è purtroppo opinione diffusa e per certi versi radicata. Ho sentito esternazioni analoghe anche da docenti di filosofia, figuriamoci.
     

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