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Attualità, politica e società

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Elrond, 3 Novembre 2008.

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  1. Metal Revenge

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    23 Dicembre 2009

    Dopo TOT anni scatta il processo di revisionismo storico
    Craxi il prossimo santo?
     
  2. Druso Italico

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    23 Dicembre 2009

    Secondo il diplomatico e storico israeliano Pinchas Lapide, fu capace di aiutare 850 mila ebrei a sfuggire al genocidio nazista. Quando il Vaticano era a corto di soldi, prese in considerazione l’idea di vendere i migliori capolavori di Raffaello per aiutare i rifugiati ebrei. Dopo la guerra quasi ogni organizzazione ebraica e molti politici israeliani lo ringraziarono per quanto fatto. Ma un commediografo tedesco (Rolf Hochhuth, ndr) costruì un’opera terribile (Il Vicario, ndr) e così l’immagine pubblica di Pio XII cambiò completamente. Il Papa che aveva sfidato Hitler divenne improvvisamente il “Papa amico di Hitler”.
     
  3. Druso Italico

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    23 Dicembre 2009

    “La leggenda nera del Papa di Hitler”, il libro, ora edito anche in Italia, in cui il rabbiano DavidDalin ha sviluppato le sue tesi anticonformiste. «Pochissimi fra i molti libri recenti su Pio XII e l'Olocausto - scrive Dalin - riguardano veramente Pio XII e l'Olocausto. Gli attacchi in formato bestseller al papa e alla Chiesa cattolica sono in realtà una contesa interna al cattolicesimo sulla direzione della Chiesa di oggi. L'Olocausto è semplicemente la più grande clava di cui dispongono i cattoliberal contro i cattolici tradizionali, nel loro tentativo di colpire il papa e quindi di distruggere i tradizionali insegnamenti cattolici, specialmente sulle questioni relative alla sessualità, inclusi l'aborto, la contraccezione, il celibato e il ruolo delle donne nella Chiesa. La polemica antipapale di ex seminaristi come Garry Wills e John Cornwell (autore de “Il papa di Hitler”), di ex preti come James Carroll, e di altri cattolici liberal non praticanti o arrabiati, sfrutta la tragedia del popolo ebraico durante l'Olocausto per promuovere la loro agenda politica, quella di costringere la Chiesa odierna a dei cambiamenti. Questo dirottamento dell'Olocausto dev'essere respinto. La verità su papa Pio XII dev'essere ripristinata. La guerra culturale liberal contro la tradizione - di cui la controversia su papa Pio XII è un microcosmo - dev'essere riconosciuta per ciò che è, un assalto all'istituzione della Chiesa cattolica e alla religione tradizionale. Questo è un cattivo uso dell'Olocausto a cui gli ebrei devono opporsi. L'Olocausto non può essere adoperato per scopi partigiani in un tale dibattito». Nelle pagine che seguono, Dalin si dedica alacremente al compito, mettendo alla berlina le falsità, le parzialità, gli errori di metodo storico dei libri che accusano Pio XII. Sottolinea la complicità dei mezzi di comunicazione, sempre pronti a dare risonanza alle voci di accusa e a silenziare la difesa: perfino Cornwell, ricorda Dalin, in una intervista all'“Economist” del dicembre 2004 aveva preso le distanze dal proprio libro, ma la ritrattazione era caduta in un silenzio inversamente proporzionale al clamore di cui era stato circondato il libro. Passa quindi in rassegna le pubblicazioni più serie in materia, dal celebre (e guardacaso mai ristampato) “Roma e gli ebrei. L'azione del Vaticano a favore delle vittime del Nazismo”, pubblicato nel 1967 dal console israeliano a Milano Pinchas Lapide, che afferma che Pio XII «fu lo strumento di salvezza di almeno 700 mila, ma forse anche 860 mila, ebrei che dovevano morire per mano nazista», al recente, documentatissimo e in attesa di traduzione “Hitler, the War and the Pope” di Ronald J. Rychlak. Rabbi Dalin mostra come tutti gli storici seri siano concordi nel riconoscere l'avversione di papa Pacelli per il nazismo, la sua instancabile opera in difesa degli ebrei, il suo totale appoggio a decisi oppositori del regime come il vescovo Von Galen, la sofferta decisione di evitare un'accusa pubblica motivata dal timore, fondato, che essa avrebbe avuto come unica conseguenza un inasprimento delle persecuzioni. E non tralascia un ampio excursus storico, in cui mostra come «il papato ha una lunga tradizione filosemita, che risale almeno al pontificato di Gregorio Magno del sesto secolo».
     
  4. Druso Italico

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    23 Dicembre 2009

    Prima e durante la seconda guerra mondiale gli ebrei di tutto il mondo hanno avuto la possibilità di valutare il comportamento di Pio XII. Hanno ascoltato le sue parole, analizzato le sue azioni e, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare oggi, lo hanno grandemente sostenuto, ringraziato e lodato per quanto ha fatto in favore dei perseguitati dai nazisti.

    Un giornalista americano, Dimitri Cavalli ha appena pubblicato su «Inside The Vatican» ciò che hanno scritto i quotidiani e le riviste ebraiche sulle attività di papa Pacelli, dal giorno della sua elezione al soglio di Pietro fino alla morte.

    Pacelli fu eletto Papa il 2 marzo del 1939. Il 6 marzo 1939 «The Palestine Post» di Gerusalemme scrisse in un editoriale intitolato "Una Leadership per la Pace" che "Pio XII intende proseguire sulla strada tracciata da Pio XI per la libertà e la pace... ricordiamo come egli ha avuto un ruolo di primo piano nella recente opposizione Pontificia alle perniciose teorie razziali e certi aspetti del totalitarismo...".

    Elogiando l'elezione del cardinale Pacelli a Pontefice il «Jewish Chronicle» di Londra il 10 marzo riportò le citazioni del discorso antinazista di Pacelli a Lourdes nell'aprile del 1935 e le dichiarazioni a lui ostili apparse sulla stampa nazionalsocialista. A questo proposito lo stesso giornale ricordò come "il 22 gennaio del 1939 il «Voelkischer Beobachter» (giornale nazista ndr) pubblicò una foto del cardinale Pacelli e di altri dignitari della Chiesa indicandoli come «gli agitatori in Vaticano contro il fascismo ed il nazionalsocialismo»".

    Il 10 marzo 1939 il «Canadian Jewish Chronicle» lodò il collegio dei Cardinali per aver resistito alle pressioni dei nazisti che volevano impedire l'elezione di Pacelli. Molte organizzazioni ebraiche espressero il loro entusiasmo per il nuovo Papa. Secondo il «Jewish Chronicle» di Londra (10 marzo) il Vaticano ricevette messaggi di congratulazione da l'Anglo-Jewish Community; dal Synagogue Council of America; dal Canadian Jewish Congress e dal Polish Rabbinical Council.

    Anche la decisione di nominare Luigi Maglione segretario di Stato fu molto ben accolta dagli ambienti ebraici. Il 16 marzo 1939, il «Zionist Review» di Londra scrisse che la nomina di Maglione "confermava che il papa voleva condurre una politica anti nazista ed antifascista".

    A poco meno di due mesi dall'inizio della guerra, il 27 ottobre, Pio XII pubblicò la sua prima enciclica «Summi Pontificatus», nello stesso giorno la «Jewish Telegraphic Agency» di New York, che allora era l'equivalente dell'Associated Press scrisse: "La denuncia incondizionata che papa Pio XII ha fatto del totalitarismo, del razzismo e delle teorie materialistiche di alcuni governi nella sua Enciclica «Summi Pontificatus» ha provocato scalpore. Si sapeva che il Papa avrebbe attaccato le ideologie ostili alla Chiesa cattolica, ma pochi osservatori si sarebbero aspettati un documento così schietto ed esplicito...".

    A dimostrazione della fiducia che le associazioni ebraiche provavano nei confronti di Pio XII, nel gennaio del 1940 l'United Jewish Appeal for Refugees and Overseas Needs donò 125.000 dollari alla Santa Sede "per assistere tutte le vittime della persecuzione razziale".

    Quando nel marzo del 1940 le leggi razziali entrarono in vigore in Italia, Pio XII assunse diversi professori ebrei nell'amministrazione della Santa Sede, tra questi il geografo Roberto Almagia, che venne assunto nella Biblioteca vaticana. A questo, proposito il «Kansas City Jewish Chronicle» scrisse il 29 marzo che "quanto il papa stava facendo dimostrava la sua disapprovazione dei decreti antisemiti". Il 12 gennaio 1942 il «California Jewish Voice» pubblicò un articolo in prima pagina in cui si legge: "la persecuzione religiosa e l'oppressione delle minoranze non deve avere spazio nel mondo del futuro. Ha dichiarato Pio XII nel suo messaggio di Natale".

    Dall'inizio del 1942 i nazisti cominciarono ad applicare la soluzione finale sterminando gli ebrei. Nel radiomessaggio del Natale 1942 il Papa parlò della persecuzione contro: "quei centinaia di migliaia di individui che, senza qualsiasi colpa loro, qualche volta solamente per ragioni della loro nazionalità o razza, sono stati designati per la morte o per l'estinzione progressiva".

    Alla fine del 1942 il rabbino capo di Gerusalemme Isaac Herzog chiese al papa di intervenire per salvare e proteggere di ebrei dalla furia nazista. Il 12 febbraio 1943 la replica della Santa Sede al rabbino capo Herzog venne riportata in prima pagina dal «California Jewish Voice»: "Questa settimana il Vaticano ha inviato una lettera al rabbino capo Herzog, assicurando che sta facendo tutto il possibile per portare soccorso alle vittime della persecuzione nazista, incluso gli ebrei". Anche il «Jewish Chronicle» di Londra e l'«Australian Jewish News» riportarono della risposta della Santa Sede.

    Dal 1943 la Santa Sede si adoperò in un numero imprecisato di interventi per salvare gli ebrei in tutta Europa. Alla fine del 1943 le comunità ebraiche di Cile, Uruguay e Bolivia inviarono lettere al Pio XII ringraziandolo per la sua opera di assistenza agli ebrei.

    Nel giugno del 1944, quando gli alleati liberarono Roma, migliaia di ebrei vennero fuori dai nascondigli e raccontarono al mondo di essere stati salvati dalla Santa Sede. Il 7 luglio il «Jewish News» di Detroit scrisse che: "Risulta sempre più chiaro che gli ebrei sono stati salvati dentro alle mura del Vaticano durante l'occupazione tedesca di Roma". Il «Congress Weekly», il giornale ufficiale dell'American Jewish Congress pubblicò il 14 luglio un'editoriale in cui sosteneva che "la Santa Sede aveva fornito ai rifugiati ebrei anche cibo kosher".

    L'11 ottobre del 1945 il World Jewish Congress donò 20.000 dollari alla Santa Sede. Secondo il «New York Times» (12 ottobre 1945), la donazione fu "fatta come riconoscimento per quanto la Santa Sede aveva fatto per salvare gli ebrei dalla persecuzione nazifascista".

    Quando l'8 ottobre del 1958 Pio XII morì, il «Zionist Record», il «Jewish Chronicle», il «Canadian Jewish Chronicle», il «Jewish Post», l'«American Hebrew», insieme ai Rabbini di Londra, Roma, Gerusalemme, Francia, Egitto, Argentina e alla quasi totalità delle associazione ebraiche piansero la scomparsa di quel Papa che Golda Meir definì "un grande servitore della pace".
     
  5. Ross the Boss

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    23 Dicembre 2009

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    Nell'età moderna pensò di vendere gran parte del suo patrimonio artistico per salvare gli indios del sudamerica dallo sterminio dei conquistadores... pensò. [​IMG]

    Eh sì. Il Papa che ha sfidato Hitler senza mai pronunciarsi contro il nazismo in un discorso ufficiale. Dev'essere stato un duello empatico. [​IMG]
     
  6. Druso Italico

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    23 Dicembre 2009

    Su tutto il resto? Nulla da dire? Tutte bugie o roba priva di fondamento?
     
  7. Druso Italico

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    23 Dicembre 2009

    Le prime denunce di Pacelli dei seguaci di Hitler rilsagono al 1923. Tra il 1917 ed il 1929, il futuro Pontefice Pio XII, su 44 discorsi pubblici, ne dedica ben 40 contro l’ideologia nazionalsocialista ed il suo maggiore rappresentante.

    In una lettera inviata nel 1935 al Cardinale Carl Joseph Sculte, Pacelli afferma che Hitler “è un falso profeta seguace di Lucifero”. Nel 1937 contribuisce in maniera decisiva all’enciclica di Pio XI Mit Brennender Sorge (Con bruciante preoccupazione), in cui si denuncia il neopaganesimo nazista. Si tratta della più dura critica che la Santa Sede abbia mai espresso nei confronti di un regime politico.

    Quando il 2 marzo del 1939 Eugenio Pacelli fu eletto Pontefice, il 3 di marzo il Berliner Morgenpost, organo del movimento nazista, scrisse che “l’elezione del Cardinale Pacelli non è accettata con favore dalla Germania perché egli si è sempre opposto al nazismo”.
     
  8. Ross the Boss

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    23 Dicembre 2009

    Per la stessa natura del messaggio cristiano non dubito che qualche prete abbia fatto qualcosa contro il nazismo. Purtroppo "qualche prete" e "Pio XII" sono due vocaboli nettamente distinti. Trovami un singolo discorso antecedente alla caduta del nazismo in cui il suddetto pontefice ne condanni l'ideologia. Ora mi risponderai che pronunciarsi contro il nazismo all'epoca era un suicidio e che è perfettamente umano che non abbia avuto il coraggio di farlo (ovviamente sto ipotizzando che non fosse d'accordo con Hitler, pur avendo firmato trattati con la sua Germania).

    Fu un Papa umanamente vigliacco, come molti altri lo furono alla sua epoca. Questo non vuol dire che lo si debba insultare gratuitamente, ma beatificarlo sarebbe una porcata allucinante.
     
  9. Druso Italico

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    23 Dicembre 2009

    vedi il mio post qui sopra :)
     
  10. Ross the Boss

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    23 Dicembre 2009

    Ah. Quindi condannò duramente prima che Hitler salisse al potere e poi si limitò a lettere e voci sottobanco, per poi non fare nessuna opposizione quando fu eletto Papa. Un uomo con le palle, non c'è che dire.
     
  11. Druso Italico

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    23 Dicembre 2009

    ripeto:ma quello che ho riportato prima l'hai letto? Quello è fare nulla?
     
  12. Ross the Boss

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    23 Dicembre 2009

    Non ha mai condannato il nazismo in un discorso ufficiale da quando è stato eletto Papa. Ha fatto qualcosa, ma per beatificarlo non è certo bastevole.
     
  13. Byford86

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    23 Dicembre 2009

    sorvolo sulle storpiature storiche,mi limito a dire che quest'opposizione verso la beatificazione di pio XII è ridicola e frutto di una campagna rabbinico/mediatica tesa a colpevolizzare l'europa intera e la chiesa.
     
  14. Ross the Boss

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    23 Dicembre 2009

    Non dimenticare che nel complotto ci sono anche i negri.
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  15. Byford86

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    23 Dicembre 2009

    analizza il periodo storico in cui papa pio XII fece questa doverosa richiesta,ovvero durante i gioni dello sbarco di anzio. poi fatti un giro dove son passate le truppe nere arruolate dai francesi e mandate avanti durante i combattimenti e chiedi alla gente del posto delle "marocchinate"... il papa infatti si rifiutò di ricevere il generale francese juin e le sue truppe di colore. qualche anno fa pare che dei reduci franco-africani venuti in ciociaria per ricordare quei giorni siano stati fatti risalire nei pullman a calci in c...

    Marocchinate - Wikipedia
     
    #2445
    Ultima modifica: 23 Dicembre 2009
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