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Anticristianesimo

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da MetalWarrior87, 23 Marzo 2004.

  1. REINHART

    REINHART
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    Sommo Doomster

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    20 Ottobre 2009

    E' una teoria interessante, e se prendiamo in considerazione i tre monoteismi abramici senz'altro possiamo trovare punti d'incontro (ma anche profonde differenze dogmatiche e culturali, specialmente fra cristianesimo e islamismo), data la loro origine comune, ma già se ci spostiamo fra le religioni politeistiche come l'induismo, lo scintoismo, e vari culti afroamericani, le discrepanze si fanno molto più marcate. Oltretutto, il fatto che ogni religione voglia porsi come portatrice della verità assoluta, implica che le altre vengano considerate totalmente o parzialmente incorrette, il che non aiuta l'integrazione reciproca; ci può essere dialogo e comprensione, ma sfido a trovare un cattolico che riconosca in Maometto un inviato di Dio...
     
  2. Asperger

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    20 Ottobre 2009

    Beh, io di verità di base comune a tutte le religioni non vedo, anzi... ogni religione è a se stante e diversa dalle altre, altrimenti esisterebbe un'unica religione, nel mondo; e poi, nemmeno le religioni ne hanno una al loro interno, tant'è che esistono tante correnti, per esempio i cristiani si dividono tra cattolici, anglicani, ortodossi, copti, evangelisti, testimoni di Geova, e tante altri movimenti, spesso in contrasto tra loro.

    E comunque non è vero che, se studiate, le religioni portano ad una stessa conclusione di base, tant'è che all'interno di una stessa religione ci possono essere conclusioni diversissime, dal sacerdote cattolico (non mi ricordo chi fosse ma ricordo questa cosa) che anni fa disse che cristiano è colui che ama l'uomo e l'umanità senza altre condizioni (quindi aprendo anche all'ateismo) all'odierno pontefice e i suoi sproloqui quotidiani contro l'ateismo.
     
  3. Slater

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    20 Ottobre 2009

    Vorrei porre anche io un punto di riflessione nuovo. Si parla di fede in Dio, si parla di fede in una religione. Ma non è forse una fede anche quella nella Ragione? Non è forse altrettanto "dogmatica" (prendete la parola con le pinze) una fede nella Ragione rispetto a una fede in qualsivoglia Dio?

    :)
    Il mio problema è il fatto che spesso mi è capitato - proprio a causa della fede in Dio, e di ciò che essa comporta - che certi credenti concludessero molti ragionamenti con "ma questo rientra nel tal dogma" piuttosto che il già discusso "Dio non è umano non puoi spiegartelo" ecc... Da qui nasce il "ma non si può parlare!" Purtroppo non tutti sono disposti a parlare serenamente delle cose - e spesso esperienze passate ci portano ad attaccare persone che in realtà sono disponibilissime. In primis mi scuso per aver usato toni e/o termini magari inappropriati - secondariamente sventolami pure la tua fede, tanto ho ragione io! ahahah :P
     
  4. Dead Warrior

    Dead Warrior
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    20 Ottobre 2009

    si ma io non mi riferivo ai concetti dogmatici o cose simili
    tutte le religioni portano a certe esperienze, a certi livelli
    ad esempio, i mistici cristiani hanno sperimentato (questo l'ho letto su del materiale sul buddhismo) delle "estasi religiose" che possono essere tranquillamente ricondotte a quello che nella cultura zen è chiamato satori detto anche "illuminazione"
    non parlo di concetti, parlo di quello che una persona può arrivare a provare
    (mi spiace se uso termini pessimi, ma sono cose che ho letto mesi fa e ne ho ricordi generali, comunque vado anche a rileggere tutto se la cosa può interessare)
     
  5. Asperger

    Asperger
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    20 Ottobre 2009

    Direi di no. La fiducia nella ragione umana non è certo una fede, è solo un modus cogitandi che le persone che si definiscono "razionaliste" hanno. Questa fiducia si esplica nell'esercizio della ragione, ovvero nell'analisi con occhio critico di ogni pensiero e di ogni esperienza, senza condizionamenti, in modo da poter valutare ogni idea in maniera personale e poter così acquisire opinioni indipendenti. Quindi, non solo la ragione non è una fede, ma è proprio l'antitesi della religione, che invece consta in una serie di dogmi immutabili e irrazionali.

    (spero sia chiaro, comunque, non è facile parlare di queste cose:))

    Beh, se si parla di estasi spirituale allora il discorso si slega completamente dalla religione. Ci possono essere moltissimi credenti che non provano questo tipo di esperienze, e ci sono atei che la provano. Io vado in estasi guardando il cielo, osservando le stelle di notte, eppure non credo in dio. Com'è possibile? Semplice, a me il cielo piace tantissimo ed è ogni volta un emozione grandissima guardarlo, come per un credente è un emozione grandissima sentirsi amati da un essere superiore, o di aver raggiunto un livello di coscienza corporea particolare. Mettendo però a confronto i due tipi di esperienza, io giudico certamente meglio la "spiritualità atea", in quanto l'ateo (o almeno quello del mio tipo), si emoziona, ma sa benissimo che l'emozione è qualcosa di intimo, di personale, e non è dovuto a chissà quale misteriosa forza, che egli sa non esistere; di sicuro è meglio della mentalità religiosa, che invece pretende di elevare a universale una sensazione personale, imponendosi anche sulla forza sugli altri.
     
  6. Dead Warrior

    Dead Warrior
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    20 Ottobre 2009

    la misteriosa forza di cui parli in realtà è proprio la forza che è dentro di noi
    secondo una certa corrente di pensiero quella cosa che sta alla base di tutte le religioni (in modo più o meno consapevole) è proprio il fatto che dio, il buddha, l'illuminazione sono già dentro di noi
    e le vie per arrivarci sono molteplici, in realtà qualunque strada porta a questa nostra "essenza divina" interiore
    però bisogna praticare molto, hai letto siddharta?
    lui in tutta la sua vita ha seguito diverse strade, sbagliandone molte, ma alla fine ha raggiunto la sua personale (diversa da tutte le altre)
    le religioni sono un semplice punto di partenza
    che poi non tutti abbiano voglia di dedicare la loro vita alla ricerca dell'"illuminazione" (termine da prendere con le pinze) si sa
    però questo non dovrebbe certo essere un percorso che dura una sola vita

    (oh io lo ripeto ancora, scusate ma voglio sia chiaro, che ho una conoscenza abbastanza sommaria di questo genere di filosofie, quindi prendete tutto con le dovute precauzioni, diciamo che il senso generale è sicuramente giusto, ci sono mucchi di libri e siti internet sui quali approfondire comunque)
     
  7. Slater

    Slater
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    20 Ottobre 2009

    Io vado in trance ascoltando i Pink Floyd o Burzum, faccio proprio viaggi composti da immagini, suoni, sensazioni tattili e olfattive, e anche altre sensazioni che non so spiegare... Eppure non credo in nessun tipo di Dio o di "illuminazione"... Posso concordare maggiormente con Asperger che con Dead Warrior - le mie esperienze sono personali e non influenzate da "forze esterne", e avvengono indipendentemente dalla mia (non)religione. Eppure magari sono simili a quelle esperite da forti credenti, che hanno di differente da me la pretesa di elevare la loro esperienza a un livello trascendente, in quanto ispirate dalla divinità... Per carità, liberissimi di farlo, però mi lascia dubbioso.
    Per fare un esempio appositamente molto provocatorio, le visioni causate da certi cactus una volta ingeriti, venivano utilizzate per "comunicare con gli dèi" da popoli quali maya e aztechi... :)
     
  8. dreamtheater84

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    Satur9, LA PATENTEEE

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    20 Ottobre 2009

    Drogato:P

    Scherzo eh:D i tuoi post precedenti mi sono piaciuti;)
     
  9. Dreki

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    Heart of Steel

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    20 Ottobre 2009

    EMERGO
    aaaar, non pensvo più di uscire dall'odissea lavorativa...
    ... e trovo un el post di Rein che mi attende. :happy: :happy: :happy:

    ...dov'è che è lo già sentita questa? :D

    OOOOH, sono proprio contento!
    Finalmente, rispondendo a questa domanda, mi si dà l'occasione di risolvere un buon 30% dei problemi del mondo!!!
    Ora che risponderò a questa domanda, metteremo a tacere ogni divergenza religiosa una vota per tutte... grazie per avermelo chiesto!! :happy: :happy: :happy:

    Dunque, LA RISPOSTA E'...... ehm.... ops.
    Azz, mi sa che c'ha ragione lui. Non se ne esce. Porc....

    Scusate il cazzeggio. Quasi 48 ore di nervi... dovevo scaricare. E lontano dalla sala prove, è peggio.
    Veniamo a noi.
    Certo che lo so, Rein: è un circolo vizioso, girare intorno al "io c'ho ragione perché sento che è così".
    Provo a mettere qualche punto diverso.
    Io ci sono rimasto di sasso quando mi hanno detto (spero sia vero!) che nel Corano è espresso un concetto che dice pressapoco: "se al mondo ci sono tanre religioni diverse, vuol dire che ad Allah sta bene così".
    :shock:
    Ora: questa frase non solo dimostra che il fondamentalismo non è insito nell'Isam... ma anche che il "passo avanti" è possibile.

    In realtà ciò che ha detto Dead Warrior è un pensiero abbastanza comune, oggi. Qualunque credente dotato simultaneamente di
    a) cervello (funzionante)
    b) accesso al modo in qualunque modo (TV, internet, etc...)
    si è prima o poi posto la domanda.
    Attenzione: la domanda non è "ma son poi così sicuro di aver ragione io?"
    La domanda è: "e se si trattasse solo di una differenza di interpretazione?".

    Chi "guarda" alla religione deve fare i conti con l'interpretazione (e quindi il contesto) di una civiltà... non è certo la prima volta che lo scrivo, e te lo dico senza problemi: il credente lo pensa.
    E aggiungo: sarebbe anche ora.


    Mi viene da dire: dipende. Dipende da che religioni, e dipende da che verità.
    Se metto a confronto due monoteismi evengelici come Cristianesimo e Islam, queste verità a volte sfumano nelle accezioni. Altre volte assolutamente no, ed è il caso dei dogmi.
    Come se ne esce? NON se ne esce.

    Al posto di una risposta che non ho, ti fornisco un punto di vista che non hai considerato. Tu (e lo capisco), sottolineando le contraddizioni, vuoi far notare incongruenze grosse come oceani, in una questione (la relgione) così importante che non può infischiarsene di queste contraddizioni.
    E invece, da un credente, ti puoi beccare un bel... "chi se ne frega?"
    Se davvero il dio è unico... il problema per chi crede è già risolto.


    Aggiungo una cosa, una riflessione personale.
    Da tempo mi sorprende una cosa: la continua ricerca di un dio, in ogni civiltà umana, ha portato alla nascita delle antiche religioni, e poi di tutte le altre.
    E' quasi pazzesco come, per un ateo, questa conseguenza valga come prova dell'inesistenza di un dio ("ce ne sono troppi per poter essere tutti giusti... e quindi non ce n'è nessuno")... mentre per me la causa è quasi una dimostrazione della sua esistenza!
    Ovvero: se in OGNI tempo e luogo l'uomo ha proseguito nella sua ricerca del divino... forse qualcosa vorrà dire, no? Avete mai visto un cane pregare?



    Nulla... se l'esperienza di cui parli è autentica. E' come chiedere in che lingua "parla" Dio. Sarà sempre e comunque.... la tua.

    E qua rispondo a una domanda di prima: se io fossi nato in India, sarei diventato ugualmente cristiano?
    Improbabile, anzi: no.
    La cosa strana, però, è che io sono nato in una famiglia assolutamente atea, cresciuto ateo, evoluto in antagonista (ateo) del cristianesimo.... e poi sia diventato credente. Ok, ammetto la colpa: cristiano. ma credente.


    Ora... posso fare io una domanda?
    Se tu fossi nato in India, saresti diventato ugualmente anticristiano... o ateo?



    ?????
    Ma... le stesse che si pone chiunque, no? Porsi domande, che mi risulti, non è vietato. Anzi, si può anche indagare sulle risposte, cercare di "comprendere" laddove si può.

    Scusa Rein... ma anche l'ateo materialista trova delle risposte, no?
    Chi ci ha creato? Nulla: nasciamo per concepimento.
    Che è l'anima? Nulla: c'è solo una combinazione di scariche che generano il pensiero.
    Che accade quando moriamo? Nulla, diventiamo roba per il compost.
    E l'Universo? Nulla. Vabbè, il bigbang.
    E prima? L'ovo cosmico. E magari un universo più vecchio, che si è ricompresso dopo un altri bang.

    Mi stai dicendo che un ateo... NON SI PONE PIU' LE DOMANDE???
    E' la prima volta che la sento.
    Crede di avere le risposte, lo so bene. Ma ogni tanto la domanda se la pone...


    Un credente, poi, se ne pone anche qualcuna in più, porcaccia ladra. Quelle su cui voi atei non vi interrogate, magari.
    Te ne sparo qualcuna:
    Ma io me lo merito poi davvero 'sto Paradiso che sogno?
    E' davvero un "reato" così grave, incazzarsi con Te-lassù ogni tanto? O accetti le scuse?
    Ma non potevi essere un po' più chiaro? Avremo mai 'sta benedetta (è proprio il caso di dirlo) "Bibbia 2.0"? Ci state ancora lavorando?
    Ma... proprio questo krukko, fra i tanti cardinali?????

    ;)
     
    #15669
    Ultima modifica: 20 Ottobre 2009
  10. Gothfreak

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    20 Ottobre 2009

    Permettimi una correzione. Le "piante di potere" in sè non sono, nelle culture e nelle tradizioni sciamaniche dei popoli amerindi, un "canale" di comunicazione con l'Alterità (altrimenti detto il Nagual o Dio o quant'altro).
    Sono semplicemente uno degli ingredienti a volte necessari ma non sufficienti per il rituale sciamanico. la loro funzione è quella di una destrutturazione del sistema percettivo e cognitivo nel quale la mente umana è rimasta sclerotizzata (in altre parole, vediamo e pensiamo solo quello che le nostre menti sono state programmate a percepire e pensare tramite una massiccia dose di costante pressione sociale fondata sul consenso). Hanno quindi una precipua funzione di "sgombrare la strada". Ma la riorganizzazione percettiva che permetta di "accedere" ad altri piani di esistenza ed eventualmente esperire un contatto col Nagual (contattare la divinità, in soldoni) è tutta un'altra storia.
    Lì l'unica forza che gioca un qualche ruolo è l'accumulo di "energia" tramite una vita sobria (tra cui rientra anche la castità, non tanto per un fatto "morale" quanto perchè l'energia sessuale è l'unica che abbiamo e quindi o ce ne serviamo per il piacere e la procreazione o ce ne serviamo per l'arte sciamanica) e totalmente sganciata dall'ego (e di conseguenza dal senso di identificazione con quella che ci hanno insegnato a credere sia la nostra personalità).
    Altrimenti non si esce dalla propria gabbia per "contattare gli Dei"... Si fa solo un viaggio psichedelico dentro se stessi.
     
    #15670
    Ultima modifica: 20 Ottobre 2009
  11. Slater

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    20 Ottobre 2009

    Ammetto di essere, dopo queste parole, assolutamente ignorante al riguardo. Ho da rileggere un po' di libri :rotfl:
     
  12. REINHART

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    Sommo Doomster

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    21 Ottobre 2009

    Comprendo il ragionamento, però resto dell'opinione che le differenze fra una religione e l'altra siano troppo marcate per poter pensare che tutte tendano alla stessa verità, ma seguendo strade diverse.

    Eh, appunto, ma chi crede alla veridicità di tal religione, lo fa per fede, non perchè ne ha la certezza. Cioè, per un credente la propria fede è già una certezza, ma siamo sempre lì: a forza di intuizioni personali, potenzialmente può essere vero tutto. E il cerchio ricomincia.

    Beh, in realtà non è certo la sola presenza di più religioni a convincere un ateo dell'inesistenza di qualche divinità.

    L'ateo non crede perchè c'è abbondanza di prove a confortare tale tesi: l'inaffidabilità e la natura mitologica dei testi sacri, l'incoerenza logica degli assunti fondamentali delle religioni, e così via... insomma, ne abbiamo parlato fino a pochi post fa.

    Al di fuori della fede, ossia al di fuori della convinzione che questa o quella religione dica il vero indipendentemente dalla presenza di prove, non c'è alcun motivo per prendere per buoni gli assunti che stanno alla loro base; al contrario, ci sono validi motivi per non dare credito a ciò che esse raccontano.

    Il bisogno di spiritualità e religiosità manifestato da pressocchè qualsiasi popolo, in qualsiasi epoca, francamente non mi stupisce: ci sono domande alle quali non si è avuta risposta se non in tempi relativamente recenti, altre a cui non si è ancora avuta risposta, altre ancora che forse una risposta non ce l'avranno mai. Le religioni cercano di colmare il vuoto lasciato da alcuni grandi misteri della vita, offrendo risposte a interrogativi fondamentali forse destinati a restare insoluti; infatti, allo stesso modo, non mi stupisce il fatto che gran parte delle risposte religiose siano del tutto arbitrarie, proprio perchè la loro origine è da ricercarsi nei tentativi dell'uomo stesso, secolo dopo secolo, di risolvere l'enigma.

    Ateo... beh, non so. E' possibile, non particolarmente probabile, ma chissà. Anticristiano sicuramente no: la mia avversione al cristianesimo (così come il mio ateismo, d'altra parte) ha radici in un contesto culturale ben preciso. Sono troppe le variabili in gioco e le differenze culturali fra l'occidente e l'asia meridionale per poter affermare cosa sarei stato, se fossi nato lì.

    Il punto era un altro: l'ateo si pone domande, e a volte riceve anche risposte (vedi gli esempi che tu stesso hai fatto, anche se, messi giù in quel modo, sembrano risposte abbastanza deprimenti; io invece non smetto mai di meravigliarmi dei progressi della scienza e di ciò che, grazie ad essa, possiamo scoprire su di noi e sul mondo che ci circonda).

    Anche il credente, ovviamente, si pone domande, trovando risposte probabilmente diverse; quando però si tratta di interrogarsi sugli assunti fondamentali della propria fede, in ultima analisi non c'è molto da rispondere... insomma, certi misteri della fede sono destinati a restare tali, le verità religiose sono uniche e immutabili, non c'è margine di progresso: ciò che non si sa ora, non si saprà neanche domani.

    Per questo, ti chiedevo: perchè interrogarsi sui principi fondamentali della fede, se comunque non si possono avere risposte complete?

    Di certo si può giungere ad una comprensione più profonda e ad una conoscenza più estesa delle problematiche che emergono dal contesto religioso, con le relative ipotesi, ma penso che il fulcro delle religioni non sia tanto fornire spiegazioni dettagliate e minuziose, quanto presentare delle verità che, alla fine della fiera, vanno accettate per come sono.
     
    #15672
    Ultima modifica: 21 Ottobre 2009
  13. Rover84

    Rover84
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    Schöne Seele

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    21 Ottobre 2009

    [OT]Wow-oh devono pagarlo bene un posto così niente male[/OT]
     
  14. Dead Warrior

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    21 Ottobre 2009

    no tu non hai provato una esperienza paragonabile a quella dell'illuminazione o quella di certi mistici, per il semplice fatto che stai scrivendo qui, ad esempio :)
    le droghe possono portare a una consapevolezza maggiore, questo è riconosciuto da alcuni buddhisti (se volete tiro fuori anche dove l'ho letto questo che magari potrebbe sembrare strano)
    invero anche Bill Hicks (un comico ma di quelli seri e informati) ha parlato di espansione della conoscenza per mezzo delle droghe psichedeliche
     
  15. Hierophant

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    22 Ottobre 2009

    certo che vuol dire qualcosa: che l'antropologia è la chiave di lettura della religione..che dio è la proiezione dell'uomo...che l'uomo è dio..."la fantasia è quantitativamente illimitata, può ogni cosa, indistintamente, in qualsiasi tempo ed in qualsiasi luogo" fregnacce di un tal Feuerbach di cognome Ludwig di nome...come giustamente hai detto un cane non lo si vede pregare..."L'ultimo Dio sparirà con l'ultimo uomo" tale Onfray di cognome e Michel di nome
     
    #15675
    Ultima modifica: 22 Ottobre 2009

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