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Dialetto a scuola?

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Hornsintheair, 24 Agosto 2009.

  1. Hornsintheair

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    Alberth Doom Occulta

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    24 Agosto 2009

    Premessa:

    Lo spunto mi è venuto ovviamente dalle notizie politiche di questi giorni, ma è da qualche tempo che se ne sente parlare e avevo questo "dilemma"

    Proposito:

    Mi piacerebbe avere una discussione/sondaggio che ESULI DALLA POLITICA.
    Nel senso: al di là di chi ha fatto questa proposta, VOI che ne pensate?
    Fate finta che nessun politico ne abbia parlato e... avete mai pensato voi ad una eventualità del genere? Ritenete più utile un insegnamento nelle scuole dell'obbligo dei dialetti locali o pensate sia più una perdita di tempo?

    Chiedo gentilmente ai mod se possono mettere il tutto in forma di sondaggio/voto ed eventualmente spostare il topic in "sondaggi", anche se questo esula dai sondaggi musicali e mi sembrava più appropriato qui in attualità ;) Vedete voi, grazie ;)

    Lo impostarei così:

    DIALETTO: Ritenete utile l'insegnamento del dialetto nella scuola dell'obbligo?

    a) SI
    b) NO
    c) Neanche da prendere in considerazione


    Lascerei proprio le due risposte SI/NO secche,perchè alla fine si tratta di scegliere... poi ovviamente ognuno può motivare la sua scelta e spiegare se è una scelta assoluta o una preferenza con delle proposte aggiuntive!

    Tra poco rispondo ovviamente anch'io, ma mi raccomando.... non fate degenerare il discorso... ognuno pensi al dialetto della sua zona e dia serenamente la sua risposta!

    A voi!
     
    #1
  2. Hornsintheair

    Hornsintheair
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    Alberth Doom Occulta

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    24 Agosto 2009

    Alura... :D:rotfl:;)

    Io voto NO!

    Semplicemente perchè penso che chi vuole studiare o applicarsi nell'uso del dialetto lo fa già tranquillamente a casa, con gli amici ecc...
    Ritengo che a scuola sia più utile insegnare PER BENE l'inglese o altre lingue straniere.
    Inoltre vedrei delle difficoltà pratiche enormi nell'insegnamento del dialetto a scuola, in modo "scientifico"...
    Esempio: nela mia zona (tra Pavia, Milano e Novara) basta cambiare paese, dico 2/3 chilometri, che il dialetto cambia, nella pronuncia e nei modi di dire, in modo a volte sostanziale! E allora??? Come la mettiamo??? Se si insegnasse il dialetto del paese "A", i bambini dei paesi "B" e "C" limitrofi vedrebbero distorto il proprio dialetto a favore di quello di un paese vicino, creando confusione e disappunto poi nelle rispettive case... :sadic::rotfl:

    Ovviamente è lo stesso in tutte le zone d'Italia... Toscana, Sicilia, Lazio, ecc....
    Quindi voto NO, specificando che comunque confido nel fatto che i dialetti non vadano persi in modo naturale, è vero che sono un patrimonio della nostra storia e cultura.
    Si potrebbero fare dei corsi volontari per chi ci tiene e non ha la possibilità di parlarlo in modo spontaneo... sia a scuola (come tempo extra, però) che nei Comuni.
    E per chi vuole ci sono le (a volte) divertentissme compagnie di teatro dialettale ;)
     
    #2
  3. Sixx77

    Sixx77
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    24 Agosto 2009

    Niente contro il dialetto, che spesso adoro...
    MA cominciamo con il cercare di raggiungere un livello di Italiano decente...e dico solo decente!

    A scuola ho avuto dei professori(quindi dei laureati, sottolineo) che non era minimamente capaci di parlare in Italiano... e ora non mi pare che la situazione non sia migliorata... anzi.

    Il dialetto va bene quando è sinonimo di cultura e non quando è sintomo di ignoranza e mancanza della stessa!
     
    #3
  4. dreamer15

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    24 Agosto 2009

    Io voto NO!

    I dialetti in Italia sono troppo vari, anche se molti simili fra loro! Ma già dalle mie parti (sono veneto), si esce di 10 km e alcune sfumature cambiano!

    A parte tutto ciò, a parer mio non è necessario e, anzi, forse potrebbe anche essere controproducente sotto un certo punto di vista, potrebbe portare ad un impoverimento nell'uso dell'italiano stesso fra i giovanissimi!

    In ogni caso dubito che i dialetti possano andare persi in un paese come il nostro, la tradizione è forte e ben radicata!

    Al massimo, come proposto da Hornsintheair, si potrebbero fare dei corsi extra-scolastici aperti a tutti coloro che voglioni parteciparvi!
     
    #4
  5. Necrophelia

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    24 Agosto 2009

    Io dico NO, e concordo sostanzialmente con Horn: ritengo anche io sarebbe meglio insegnare già solamente l'italiano in maniera corretta (tipo ripristinare l'uso del congiuntivo ad esempio, fare l'analisi grammaticale e così via), ma essendo le scuole "libere" di scegliere, se ritengono necessario l'insegnamento del dialetto, che lo facciano (non capisco a scapito di quale materia ma vabbè...). Come Horn, credo che il dialetto sia qualcosa che già appartiene al retaggio culturale di ogni singolo paese e che sentirlo parlare in casa o tra gli amici sia più che sufficiente. Io ad esempio conosco solo poche parole del mio dialetto nativo, non saprei proprio parlarci ma sinceramente non la vedo come una mancanza, anche perché non si usa poi così correntemente, abitando in città (men che meno poi ora che abito in una città diversa dalla mia e che ammetto non mi servirebbe prorpio a nulla). Nei paesi e frazioni limitrofi invece, ho la certezza di gente della mia età lo parla di più anche tra gli amici.
     
    #5
  6. Hornsintheair

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    Alberth Doom Occulta

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    24 Agosto 2009

    :grin: Hai ragione.... nel mio post d'apertura ho messo in maiuscolo "PER BENE" riferito all'insegnamento dell'inglese e delle lingue straniere perchè come te per l'italiano ho sentito delle oscenità in inglese a scuola da far accapponare la pelle :sadic: e avevo compagni che sono usciti dalla 5a liceo senza quasi saperlo parlare... però la tua notazione sull'italiano è giustissima! ;)
     
    #6
  7. spitfire

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    24 Agosto 2009

    Ovviamente voto no,cosè,a scuola interrogherebbero gli alunni in dialetto? ma per favore,è una proposta trà le più ridicole mai proposte negli ultimi anni dal governo :rotfl:
     
    #7
  8. SANdMAN

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    24 Agosto 2009

    Io voto SI.

    Il dialetto è parte della nostra tradizione, per quello che mi riguarda VORREI FORTEMENTE che venisse insegnato oltre all'italiano (che comunque è l'evoluzione di un dialetto checchè se ne possa pensare) anche il dialetto in maniera corretta.

    Io ho visto che in certe parti d'Italia il dialetto è ancora vivo e non ci vedo nulla di strano o di villico o peggio ancora di agghiacciante (stessa cosa vale per tutti gli stati europei e non che ho visitato, anche li hanno i dialetti, alcuni chiamati slang, altri sono lingua vera e propria, altri sono patuà ecc...).
    CERTO è agghiacciante quando si sente alcuni giovani che parlano in dialetto e poi non hanno la capacità di parlare in italiano, li si c'è forse un "problemino".

    Nella maggiorparte dell nord italia, però, il dialetto si sta perdendo e lo considero come un tesoro che si perde.
    Non mi lego a ideologie politiche, ma solo ad un fatto di folklore, lo ripeto per evitare che mi si possa dare questa o quella etichetta politica.

    Il dialetto dalle mie parti è stato mischiato con altri (con quello veneto dato che molti della zona del polesine e del rovigotto si sono stanziati da anni qui, con quello biellese e vercellese dato che abitavo in un paesino a confine con 2 province, con alcune terminologie walser, dato che abbiamo anche quello non molto distante dal mio paese), deturpato (perchè sostituiti alcuni termini con altri di altri dialetti, anche se li potrei quasi definire il tutto come una forma di evoluzione linguistica) e soprattutto dimenticato, perchè tacciato di esser il modo di parlare dei "montagnini" (quelli che abitano in quota o semplicemente chi è più in su di qualche km rispetto a chi sta parlando) e dei pastori, o peggio di non voler far capire alle persone venute dal meridione che cosa si diceva.

    Da notare che sia per il termine montagnini che per pastori lo si è usato come insulto velato, quindi GUAI, se devi essere una persona come si deve DEVI dimenticarti il dialetto a tutti i costi, se no fai la figura del buzzurro.

    Stessa cosa quando si veniva definiti razzisti, perchè si parlava in dialetto e c'erano persone che non capivano, perchè di solito venivano dal meridione; peccato che gli stessi predicavano bene e razzolavano male, ma passiamo oltre non è certo questo il tema del contendere.

    Piccola nozione di storia sul dialetto, almeno per quello novarese:
    da un paese all'altro c'è il dialetto che cambia, specie sul basso novarese, dato che li il retaggio è ancestrale, ovvero riconducibile alle prime colture di riso.
    I/le Mondariso (chi va in risaia a togliere le erbaccie e in seguito a raccoglierlo) del paese X non dovevano farsi capire con i "colleghi" confinanti che di solito erano di un'altro paese. Tant'è che nel giro di 5 km di raggio, con centro novara, ci sono anzi c'erano alcune decine di dialetti differenti. Partendo comunque dalla radice iniziale, molti termini vengono a cambiare e in modo pesante.

    Questo per me non è un discorso di divisioni, come in molti, forse in troppi, vedono ma si parla di semplice recupero delle tradizioni.
    E' inutile fare le rievocazioni storiche, le feste celtiche, i finesettimana medioevali, le sagre di tradizione agricola ecc... Se stiamo li a perdere una cosa importante come il dialetto.

    RIPETO, la lingua con cui scriviamo e parliamo, non è altro che dialetto.

    Se si vuole fare i puristi, o si parla in latino oppure si DEVE accettare il dialetto.
     
    #8
  9. Strangel

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    24 Agosto 2009

    Voto NO, il dialetto è una cosa bella, particolare di ogni zona ecc... ma proprio perchè è troppo particolareggiata non è pensabile di attuare un suo insegnamento: quanti insegnanti qualificati si possono trovare per una "materia" del genere? Ce ne sarebbero abbastanza per ogni dialetto?
    Oltre al problema pratico c'è pure il fatto che l'italiano viene insegnato perchè è la lingua madre comune a tutto lo stato, con tutto il sentimento di unità che ne deriva, il dialetto invece, che varia da zona a zona anche a distanza di pochi Km, è un residuo (termine usato in maniera non dispregiativa) dell'epoca della divisione e della sottomissione sotto potenze straniere: meglio insegnare qualcosa che promuova l'uniarietà tra tutti i cittadini.

    E poi prima di pensare ad insegnare il dialetto sarebbe meglio che si pensasse ad insegnare bene l'italiano, che in giro si trovano tanti di quei decerebrati da far schifo, e a me personalmente poche cose rivoltano lo stomaco quanto sentir parlare l'italiano in maniera storpiata e sgrammaticata. Il brutto è che non è più una cosa di cui vergognarsi come ignoranti, ma viene esaltata (dalla tv in primis) e resa cosa "divertente" o, che è peggio, "ruspante":nono:. Questo però è tutto un altro discorso.
     
    #9
  10. Necrophelia

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    24 Agosto 2009

    a me sembra un discorso un po' estremista, nel senso che l'italiano è si l'evoluzione, ma di UN SOLO dialetto, e cioè il fiorentino parlato dal caro Dante per capirci. Non è l'evoluzione o la summa di tutti i dialetti altrimenti ci sarebbero quanti? 10000000000 lingue italiane diverse...non è una questione di purismo ma di praticità, tutto qui. :)
     
    #10
  11. Slevin78

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    24 Agosto 2009

    Io in questo Paese vedo gente laureata che ha serie difficoltà ad esprimersi in un italiano corretto,quindi magari partirei da quello,darei maggior risalto alla nostra lingua ufficiale sempre più storpiata oggigiorno.
    Mi sembra questa la solita trovata del Governo per lasciare in secondo piano i veri problemi,quelli più seri... nel caso della scuola non è certamente la mancanza del dialetto il problema,ma la carenza di strutture adeguate.
    Comunque se non s'era capito sono nettamente contrario all'insegnamento del dialetto:)
     
    #11
  12. italiandreamer

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    24 Agosto 2009

    Non ha senso secondo me,già c'è gente che ha difficoltà a parlare in italiano e parla solo il dialetto.
     
    #12
  13. Xiuhcoatl

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    24 Agosto 2009

    Io voto SI, perchè lo ritengo utile come materia culturale, considerato il fatto che (faccio l'esempio per Roma) in dialetto romanesco (vero, non quel guazzabuglio di parole gergali di oggi) sono state scritte le opere di due grandi poeti di Roma, Trilussa e Belli, e che ad un romano di oggi risultano difficili da leggere perchè nel frattempo la vera essenza del nostro dialetto si è persa per strada.

    poi, lasciate perdere che qui gia si parla a fatica l'itagliano coretto perkè è un'altro discorzo sono dacordo che bisognasse prima impararsi bene l'itagliano e poi il dialletto:sadic:

    Scherzi a parte, è vero, qui abbiamo seri problemi con i congiuntivi, ma non è giusto buttare via una parte importante delle nostre culture e delle nostre tradizioni...semmai, più che una materia inserita nell'orario scolastico io la renderei una materia da fare nei corsi pomeridiani facoltativi.
     
    #13
    Ultima modifica: 24 Agosto 2009
  14. SANdMAN

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    24 Agosto 2009

    Non è un discorso estremista, ma un dato di fatto. Si è deciso, anzi hanno deciso, che il dialetto fiorentino, o volgare fiorentino (perchè parlato dal volgo fiorentino, quindi dal popolo ed usato da Dante per la Divina Commedia) fosse la lingua nazionale.
    Bene, se si parte da questo che è un fatto assodato, si deve accettare che quello che si scrive e si parla è DIALETTO e non una lingua nata con stilemi suoi (esempio il greco piuttosto che il tedesco, piuttosto che il francese ecc...).
    Mai detto che il dialetto fiorentino è l'evoluzione o la summa di tutti i dialetti.

    POI concordo con chi ha scritto che ci sono moltissimi laureati che manco sanno parlare l'italiano, molti di questi poi sono avvocati, piuttosto che professori di matematica, piuttosto che professori di lettere proprio, ma li si va in ben altri lidi con questa discussione.

    Per rispondere a Strangel:
    Ti faccio un paio di esempi su chi potrebbe insegnare "la materia", dalle mie parti ci sono molti poeti dialettali, persone che sono erudite, un paio addirittura con la laurea in lettere, e che hanno deciso di usare il dialetto per esprimere i loro concetti, dato che in italiano perderebbero parte della loro magia.
    CERTO sono persone che sono avanti con gli anni, non sono certo ragazzini di primo pelo, ma quella è l'unica fonte da cui attingere quel sapere.
    POI sul tecnicismo di come fare ad incastrare la "materia" in che modo e con cui, lasciamo stare perchè prima di tutto sono anni che non sono più nell'ambito scolastico e mi sa che sono cambiate un mucchio di cose; poi mi viene in mente che c'è chi potrebbe dire: senti un pò io faccio i corsi di dialetto, mi dai crediti formativi, poi se così fosse casino con la storia della religione ecc...

    Certo potrebbe essere una bella idea i corsi "extra orario" (non so bene come si chiamino, dato che, ripeto, è più di 10 anni che non vado più a scuola) di folklore e tradizione del territorio, quindi con il dialetto insito al suo interno.
     
    #14
  15. Byford86

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    24 Agosto 2009

    io voto SI. vengo da una regione come la sardegna,sarebbe un vero delitto perdere progressivamente la lingua sarda(il sardo nn è un dialetto).
     
    #15

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