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Aborto

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da VentoGrigio, 3 Novembre 2008.

  1. rocker

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    5 Novembre 2008

    Direi che tutto si può semplificare su questa tua affermazione :)
     
  2. delphi

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    Delphino Curioso

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    5 Novembre 2008


    Sì ma non è questo il topic su cui discuterne! :D:D
    (Anche se in effetti è vero quello che hai detto ;))
     
  3. cattivone

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    Maledetta tana delle tigri.

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    7 Novembre 2008

    Anche io
     
  4. christiane

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    8 Novembre 2008

    Mah, io ho letto tante cose che non mi convincono o che comunque non
    riesco proprio a capire, mi sembra ci sia sempre una presa di posizione
    anzi, una sorta di dito puntato nei confronti di chi difende un diritto
    come l' aborto che va al di là di tante congetture, alle volte sembra
    quasi che oramai una donna scelga di fare questo gesto senza il minimo di
    criterio, come se andasse semplicemente in bagno a struccarsi.
    A chi chiedeva informazioni a proposito del ruolo dell' uomo in merito, un
    bambino si decide di fare in due, non dovrebbe mai essere un incidente, e
    nel caso in cui lo sia, diventa un dono nel momento in cui è accetato, a prescinere dalle condizioni e situazioni che lo circondano.
    Capisco benissimo la posizione di un eventuale futuro padre, ma non
    prendiamoci in giro, prima che un bimbo nasca devono passare 9 mesi, non
    due giorni, se non si ha la certezza di avere un buon futuro dopo tutto
    questo tempo, come si fa a decidere in un attimo, se una donna si ritrova
    incinta di un uomo con cui non vuole condividere la vita e tutto il resto,
    seppure quest' uomo vuole ad ogni costo il figlio, se lei non si sente
    pronta, perchè mai dovrebbe averlo? Che vita è se questo figlio diventa
    ogni giorno motivo per rinfacciare la propria infelicità? Oppure ancora,
    non si può essere libere di aver paura del parto e tutto ciò che ne può
    conseguire? Ripeto, a fronte di una gravidanza indesiderata, le
    motivazioni potrebbero essere molteplici, e tutte a carico della donna,
    non capisco perchè sia necessario ogni volta sminuirle additandole come
    debolezze o inutili prepotenze ed egoismi.
    Non capisco poi spesso e volentieri le posizioni dichiaratamente
    cattoliche, alle volte sembra che la religione sia usata come un compitino
    da imparare a memoria a casa e riportare testualmente senza un minimo di
    critica personale, eppure si dovrebbe trattare di insegnamenti che aiutano
    a vivere la contestualità di ciò che ci circonda semmai, non un modo per
    dettare legge e decisioni, specie poi nel caso in cui si va ad intaccare
    la coscienza e il dolore di una persona. Trovo certi modi di elargire pene
    e punizioni completamente estranee a ciò che la religione stessa insegna, non sono credente, eppure non voglio rovinarmi gli esempi di comprensione e misericordia che ho conosciuto con questa visione grottesca e inquisitoria che compare a mezzo di alcuni post.
    Mi rifiuto di pensare che esista gente che non riesce a guardarsi intorno e a comprendere la gravità e la cattiveria di alcune affermazioni.
    Ci vorrebbe più amore e fiducia nelle persone che ci circondano e meno
    intolleranza nell' osservarle e comprenderle.
    Altra cosa che non mi va giù, ma che è sta cosa che è accettabile come
    scelta l' aborto in caso di malformazioni, nel senso, perchè in tal caso si e altrimenti no, voglio dire, visto che non sappiamo ancora e chissà se ad un mese un feto può pensare o capire, chi glielo chiede se preferisce vivere senza braccia ma avere una possibilità di vita, o morire solo perchè noi decidiamo che avrebbe un' esistenza fatta solamente di sofferenze e rifiuti? O nero o bianco, io ste mezze misure non le accetto.
     
  5. ^A^

    ^A^
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    10 Novembre 2008

    Quoto totalmente Cristiane!
     
  6. Francis

    Francis
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    12 Novembre 2008

    Guarda christiane, non ho letto tutto il tuo post con attenzione, ma su una cosa non sono d'accordo....il fatto che tu lasceresti nascere un essere umano con malformazioni (dall'ultima frase me lo lasci supporre).... no è una cosa che non farei mai, perchè è sicuro, non prendiamoci i giro, che la sua vita sarà molto sofferta, non sarà una vita vera. Se devo far nascere qualcuno lo voglio far nascere nel migliore dei modi, deve avere i mezzi per crearsi la vita che vuole.
     
  7. christiane

    christiane
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    Kledt I Nattens Farget
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    13 Novembre 2008

    No Francis, io non posso dirti che farei nascere un bambino malformato, non lo so questo, la mia era più che altro una considerazione riguardo a cose che avevo letto nei post precedenti, in cui si considerava legittimato l' aborto solo in casi di eventuale stupro o malformazioni prediagnosticate. Non dico di non essere d' accordo, semplicemente non capisco perchè in questi casi venga a mancare quell' etica che ti impedisce di "ammazzare" una persona, che ti fa dire di non poter essere tu quello che decidi della vita di un altro essere, che per di più, in quel caso non può in alcun modo controbattere e difendersi.
     
  8. tehol

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    13 Novembre 2008

    il problema è che non si può definire univocamente un insieme di embrioni come un essere umano, perchè a parte il codice genetico ad esso manca la cosa che identifica l'essere umano.... la consapevolezza di esistere....

    per questo comparare l'omicidio all'aborto a me sembra una forma di demagogia assurda, si ha che fare con situazioni molto diverse...

    io probabilmente se dovessi decidere di abortire non lo farei... ma ciò non toglie che l'aborto sia un diritto sacrosanto
     
  9. Noteskisser

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    16 Novembre 2008

    Una scelta terribile

    Partecipo volentieri a questa discussione perchè a 37 anni e con diverse storie più o meno importanti vissute, mi sono trovato spesso a rifletterci e a discuterne. Capisco la Chiesa che si oppone all'aborto, come alla guerra, al divorzio ecc. perchè fa il suo "mestiere" di portatore delle parole "pace", "vita", "carità" e non Le si può chiedere di analizzare caso per caso. Noi invece, individualmente e basandoci unicamente sulla nostra coscienza, dobbiamo farlo. Io fondamentalmente sono contrario perchè, checchè se ne dica, si nega una vita ma, proprio perchè cerco di fare mai un calderone di ogni cosa, mi trovo d'accordo con molti di voi che affermano che in alcuni casi chi fa questa scelta non è biasimabile, sempre che venga fatta nei termini di Legge: chi è sicuro che il figlio nascerà con gravi problemi di salute, chi è sicuro che non potrà offrirgli una vita dignitosa o sente che non lo amerà. Resta una scelta drammatica..
     
  10. Fux89

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    16 Novembre 2008

    Per il semplicissimo fatto che l'embrione/feto non è una persona. Non basta l'unicità del DNA per distinguere il concetto di persona: altrimenti, le cellule tumorali sarebbero persone (avendo un DNA mutato, e dunque diverso), e due gemelli omozigoti sarebbero la stessa persona (avendo DNA uguale).
    L'aborto deve essere un diritto perché ad una donna non può essere imposto qualcosa sul proprio corpo. Starà poi alla donna decidere se usufruire o meno di questo diritto, ma il diritto va garantito. L'embrione, in quanto non consapevole di se stesso, non può subire oggettivamente un danno dall'aborto; una donna, al contrario, può vedersi rovinata la vita per un preservativo bucato.
     
  11. Fux89

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    16 Novembre 2008

    Secondo me, se uno ritiene l'embrione una persona, e dunque l'aborto un omicidio, dovrebbe coerentemente essere in ogni caso contrario a questo atto (come sarebbe contrario ad uccidere una persona adulta, con gravi malformazioni, senza il suo consenso). Nel momento in cui, invece, si ritiene (come faccio io) che l'embrione non sia affatto una persona, allora in ogni caso il diritto di autodeterminazione della donna dovrebbe prevalere.

    Non sono d'accordo sul fatto che l'aborto sia sempre una scelta drammatica. Lo è quando chi abortisce vuole il figlio ma, a causa di gravi malformazioni del feto, ritiene che sia meglio non portare avanti la gravidanza. Nel caso il figlio non sia voluto, per le più svariate ragioni, allora l'aborto non è nient'altro che la "cura" (tra virgolette, perché la gravidanza non è una malattia). I sensi di colpa che molte persone hanno in questi casi derivano più che altro dalla società, che reputa moralmente sbagliato (anche se legale) abortire.
     
  12. Noteskisser

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    16 Novembre 2008

    Condivido e mi spiego meglio

    Accetto la tua analisi, è vero che chi non ha quella sensibilità per cui con l'aborto nega una vita, non sente la drammaticità della scelta.
    Non sono un estremista, salvo in alcuni temi, ma non in questo pertanto ritengo che se la scelta di portare avanti una gravidanza possa essere una "condanna" del nascituro a una vita di dolore o di abbandono, preferisco che non nasca ma, ribadisco, l'interruzione deve avvenire nei primi tempi di gestazione. Ciao!
     
  13. raffomaster

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    17 Novembre 2008

    D'accordissimo. Ho sempre pensato che, fin quando "la vita" cresce all'interno di una futura mamma, quella vita sia totalmente dipendente dalla.... madre. Per questo dico che, fin quando si è "dentro la pancia" della donna, il bambino non puo' far altro che dipendere completamente... respira grazie alla madre, mangia, caga? :D

    Favorevolissimo, insomma. Per quanto riportato sopra è che penso che la madre possa far interrompere una gravidanza a suo piacimento, perchè è "lei che comanda", è il suo corpo e può fare ciò che vuole nei limiti. :)
     
  14. lalla135

    lalla135
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    27 Novembre 2008

    Favorevole al che ci sia il diritto all'aborto, ma nn favorevole all'aborto in sè.
    Anche se nella vita nn si sa mai, credo di poter affermare, però, che personalmente nn riuscirei mai a fare una scelta del genere.
    Per me nel momento in cui è stato concepito l'embrione, questo è vita, nn autonoma, ok, (perchè legata ovviamente a quella della madre) ma è vita. Perciò, anch'essa ha diritto di svilupparsi, crescere, e quindi poi di "venire alla luce".
    Nn capisco invece la posizione opposta di certe persone che affermano che l'embrione nn è vita; vorrei capire xchè nn lo è, e su quali basi si può affermare questo.
    In famiglia ho avuto un paio di casi di gravidanza "indesiderata", ma le mamme in questione hanno deciso di tenere i bambini...Adesso uno di questi è diventato "grande", ha 26 anni, e l'altro ne ha 4. Esistono. Nn c'è ombra di dubbio. Ma....ci sarebbero stati se le loro rispettive mamme (all'epoca molto giovani) avessero deciso di abortire?

    @ Raffo: ho capito il tuo ragionamento, ma nn lo condivido. Anche un bambino appena nato dipende dalla madre...se il neonato venisse abbandonato per strada, e nn fosse accudito da nessuno, morirebbe. Ma in questo caso la madre ne sarebbe responsabile. Quindi per me la frase: "penso che la madre possa far interrompere una gravidanza a suo piacimento, perchè è "lei che comanda", è ingiusta.

    Credo, però, lo ripeto, sia assolutamente da tutelare il diritto della donna ad abortire. Perchè questo è un tema estremamente complesso, che comporta considerazioni di tipo religioso, morale, strettamente personale, ed è giusto che venga lasciata, quindi, libertà di scelta alla donna, la quale, peraltro, dovrebbe essere maggiormente tutelata. Ci sono infatti casi in cui alle donne che intendono abortire vengono fatti dei veri e propri processi psicologici, e magari proprio da quegli stessi psicologi che dovrebbero star li ad aiutarle, oppure casi in cui nn viene data loro l'assistenza adeguata... Situazioni difficili e altrettanto dolorose, queste, che per me nn dovrebbero proprio esistere.
    Condivido infine il pensiero secondo cui al giorno d'oggi si rischia di fare dell'aborto un metodo contraccettivo, soprattutto in riferimento alla pillola del giorno dopo... purtroppo è vero, sembra proprio che ci sia questa "tendenza", che nn condivido assolutamente.... visto che per me i metodi contraccettivi sono ben altri:).
    Buonanotte!!
     
  15. Wizard_87

    Wizard_87
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    27 Novembre 2008

    Come qualcuno ha giustamente detto, per una donna e un uomo (e sottolineo anche quest'ultimo) non si tratta di una cosa da poco perchè bisogna riflettere su una cosa delicatissima ma non oltre i famosi tre mesi, soglia massima entro cui in Italia si può fare questa pratica.
    Devo riconsocere che la legge sull'aborto è una delle poche leggi ragionevoli che ci sono nel nostro paese.

    Comunque poichè abortire non è come rimuovere una carie dal dentista, sarebbe opportuno prendere provvedimenti come: a) da parte delle famiglie maggiore attenzione all' educazione sentimentale dei propri figliche secondo me è molto più che semplice educazione sessuale b) da parte dello stato maggiori aiuti ai giovani genitori.
     

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