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Bon Jovi

Discussione in 'Hard Rock - AOR' iniziata da ryche74, 22 Settembre 2004.

  1. fuckin'CaOs

    fuckin'CaOs
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    11 Febbraio 2008

    diamond ring è fantastica invece per me...
    e lie to me nn me ha mai detto granchè...
    it0s hard è meravigliosa e this ain't a love song secondo me ha quel che merita...è molto bella...
     
  2. Joey Federer

    Joey Federer
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    11 Febbraio 2008

    Alla maniera di ryche74 con "These Days" vi posto qui la recensione che scrissi l'anno passato per un altro sito sull'album "Bounce" e magari se ne può discutere :)


    Bon Jovi – Bounce

    Island Records
    2002


    Bounce non si può definire un album hard rock in senso stretto in quanto, pur essendo la ricetta dei Bon Jovi all’incirca la medesima, a variare (in negativo) è la percentuale di brani tesi a sonorità hard-oriented in favore di un maggior numero di canzoni più lente e rassicuranti per quel pubblico medio dai gusti piuttosto volatili che da sempre la band del New Jersey ha cercato di sedurre.

    Ad ogni modo Bounce rappresenta molto probabilmente l’ultima possibilità, dato il trend adottato nel post-reunion, di ascoltare i Bon Jovi rockeggiare come non si sentiva forse dai tempi di Keep The Faith, grazie a un pugno di canzoni ben riuscite che all’epoca certamente illusero qualche romantico fan di vecchia data speranzoso di vedere i Bon Jovi tornare a suonare qualcosa di più robusto e meno scontato di quanto sentito su Crush e sui successivi Have A Nice Day e Lost Highways; tuttavia forse i tempi erano prematuri per pensare di rimettere in pista certe sonorità, o forse ormai la vecchia guardia era davvero ridotta all’osso e fu così che il responso del pubblico fu freddissimo e Bounce risulta a tutt’oggi l’unico album della band attestatosi sotto al milione di copie vendute negli U.S.A.

    La successiva retromarcia verso sonorità più morbide e “innocue”, per gente che non ha mai fatto mistero di bramare denaro e fama né scrupolo di seguire le mode (quando non contribuì a crearle), fu una mossa quasi ovvia; all’ascoltatore non resta dunque che accontentarsi di un album per nulla malvagio che se, da un lato, di certo non può competere ad armi pari nella memoria dei fan con i capolavori del passato, potrebbe in ogni caso regalare qualche piacevole e magari inaspettata sorpresa.

    Il contenuto di Bounce è presto descritto: molto spesso pare farsi strada il vecchio trademark della band: brani veloci e divertenti con riff ficcanti e ritornelli coinvolgenti, alternati ai classici lenti made in Bon Jovi, costruiti su ottime linee melodiche e impreziositi da arrangiamenti molto curati; inoltre, laddove Crush risultava afflitto da un numero consistente di filler, Bounce rappresenta un buon passo avanti in termini di qualità media generale della proposta.

    Della prima categoria citata in precedenza fanno certamente parte i due singoli collocati in apertura, “Everyday” e “Undivided” (quest’ultima l’immancabile tributo alla tragedia dell’11 settembre) in cui la linea di demarcazione con le decadi precedenti viene tracciata da suoni molto moderni e robusti che, a mio avviso, giovano alla resa dei pezzi e nei quali l’unico punto debole è da ricercarsi nella mancanza di spunti degni di nota in fase solistica da parte di Richie Sambora, capace solo sporadicamente di ricreare, almeno in parte, la magia dei tempi migliori.

    Nel secondo gruppo entrano di diritto le successive canzoni: “The Distance” è una graziosa ballata dalle melodie zuccherine e dalle linee vocali tipicamente bonjoviane, sempre gradevoli e mai scontate, la seguente “Joey”, introdotta da un dolce pianoforte, continua rimanere su buoni livelli compositivi risultando un altro episodio indubbiamente piacevole; pare invece affiorare un po’ di stanchezza con la noiosetta e insipida “Misunderstood” mentre la successiva “All About Lovin’ You” è uno dei classici lenti alla Bon Jovi, capace di non sfigurare troppo accanto alle storiche “I’ll Be There For You” e “Bed Of Roses”.

    Si inizia a percepire la necessità di qualche emozione più forte ed ecco che il ritmo si rialza con “Hook Me Up”, brano potente dominato da un riff saturo e distorto, sulla falsariga delle prime due canzoni, nulla di miracoloso ma il giusto intermezzo che spezza una sequela di lenti altrimenti troppo omogenea che finirebbe per annoiare mettendo in ombra i buoni spunti melodici comunque presenti

    “Right Side Of Wrong” è un'altra ballata abbastanza riuscita e impreziosita dall’assolo più ispirato dell’album mentre “Love Me Back To life” è un pezzo ibrido in cui tastiere morbide e avvolgenti in sottofondo si amalgamano con un refrain leggermente più spinto: il risultato finale non è disprezzabile ma nemmeno del tutto convincente così come la successiva “You Had Me From Hello”, troppo scontata e piagnucolosa.

    Capitolo a parte per la title track, brano molto deciso e ritmato in cui riecheggiano vistosi rimandi a classici vecchi e nuovi come la celeberrima “Livin’ On A Prayer” e la vendutissima “It’s My Life”, e nella quale riaffiora un po’ della grinta dei tempi d’oro grazie ad un riffing aspro e azzeccato e all’ottima prova vocale di Jon Bon Jovi, da allora mai più così acuto e incisivo; purtroppo, come rilevato precedentemente, a latitare rispetto al glorioso passato, è sempre Sambora che pare nascondersi dietro a distorsioni rumorose sottraendo ad una canzone benissimo riuscita quel qualcosa in più che la avrebbe collocata al fianco delle hit storiche.

    Cala il sipario senza troppi sussulti con un altro lento dal titolo “Open All Night” che si regge di nuovo su melodie indovinate e su un azzeccato accompagnamento di pianoforte attestandosi su un livello medio-alto in linea con buona parte degli altri episodi di un album che indubbiamente non è né un classico né un album irrinunciabile ma in ogni caso un lavoro dignitoso che rappresenta con ogni probabilità l’ultima (parziale) incursione nell’hard rock di una grande band che ormai ha imboccato altri sentieri.

    Voto 63


    Line Up

    Voce: Jon Bon Jovi
    Chitarre e seconda voce: Richie Sambora
    Tastiere: David Bryan
    Basso: Hugh McDonald
    Batteria: Tico Torres


    Tracklist

    1. Undivided
    2. Everyday
    3. The Distance
    4. Joey
    5. Misunderstood
    6. All About Lovin’ You
    7. Hook Me Up
    8. Right Side Of Wrong
    9. Love Me Back To Life
    10. You Had Me From Hello
    11. Bounce
    12. Open All Night
     
    #1412
    Ultima modifica: 11 Febbraio 2008
  3. maxthecat

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    11 Febbraio 2008

    I miei complimenti per l'ottima recensione..... mi verrebbe quasi voglia di ascoltarlo almeno per una volta;).... ma il voto finale non gliel'hai dato.... dovrebbe superare la suffiecienza comunque:)!
     
  4. Joey Federer

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    11 Febbraio 2008

    giusto, ora aggiungo il voto :)
     
  5. EUROPE85

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    11 Febbraio 2008

    grande recensione. ma io gli ultimi lavori dei bon jovi non riesco proprio ad ascoltarli....no xche siano meno hard del passato, ma perche mi annoiano subito!
     
  6. marcos76

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    12 Febbraio 2008

    x me un 6..
     
  7. dragontown1978

    dragontown1978
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    12 Febbraio 2008

    a me piace ma non mi esalta....secondo me a metà disco cala vistosamente e si riprende con la titletrack. Fino a "misunderstood" è un disco piacevolissimo
     
  8. ritchieblackmore@alice.it

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    12 Febbraio 2008

    Ottima recensione mancava su questo sito (anche se dentro il loro topic e non nella pagina delle recensioni) qualche recensione dei dischi più recenti dei Bon Jovi e quello che hai descritto è sicuramente il migliore tra tutti quelli usciti dopo These Thays:)

    Ma io alzo il voto a 70 perché la qualità anche se alterna c'è a prescindere se il cd è Hard Rock o no, sarebbe interessante leggere anche la recensione di Crush altro disco per nulla malvagio inferiore a Bounce ma sicuramente migliore di Have A Nice Day e Lost Highways;)
     
  9. Joey Federer

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    12 Febbraio 2008

    Sisi, è più o meno quello che penso anch'io: nel particolare misunderstood mi scassa dibbestia, mentre invece mi piacciono all about lovin'you e Hook Me Up, per il resto concordo, lì in mezzo c'è un buco fatto d canzoncine carine e innocue un pò tutte simili che poteva tranquillamente essere sfoltito.

    Quello che mi premeva far notare era anche che in seguito pezzi come Everyday, Bounce e Undivided nn li abbiamo più sentiti :(
     
    #1419
    Ultima modifica: 12 Febbraio 2008
  10. ritchieblackmore@alice.it

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    12 Febbraio 2008

    Speriamo ke ci ripensano e ci rimettono dentro un pò di grinta certo ke se tutti i cd del dopo THese Days fossero tutti del livello di Bounce sarebbe già una buona cosa:P
     
  11. Il Democratico

    Il Democratico
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    12 Febbraio 2008

    Bounce è un buon album,probabilmente il migliore dell'ultimo decennio...anzi ottimo fino ad Hook me up,poi secondo me scade di tono.
     
  12. zora

    zora
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    13 Febbraio 2008

    no dai..siamo in 2... :grin:
     
  13. dragontown1978

    dragontown1978
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    18 Febbraio 2008

    ATTENZIONE
    nuova data per i Bon Jovi:
    Lisbona, rock in rio, 31 maggio 2008

    credo che , a sto punto, si può verosimilmente sperare per una data italica ancora
     
  14. Jena Plissken

    Jena Plissken
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    ....still climbing...

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    18 Febbraio 2008

    complimenti per la rece di Bounce.....lo comprai appena uscii.......fu una gradevole sorpresa....ricordo che suonavo hook me up ed everyday con un gruppo di amici just for fun8-]
     
  15. EUROPE85

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    19 Febbraio 2008

    poi hai capito i tuoi sbagli e sei tornato sulla retta via...bravo je:D
     

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