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Storia

Discussione in 'Attualità e Cultura' iniziata da Djmz, 27 Giugno 2007.

  1. otrebla86

    otrebla86
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    16 Ottobre 2007

    Ci avevo riflettuto molto su questa frase. Ho letto di recente un libro, che fra le tante cose, parlava dello sbarco dei nostri.

    Beh, sul fatto che sia stato accolto come liberatore, non c'è dubbio. Forse non come liberatore, ma come un condottiero che avrebbe aiutato i Siciliani nella loro lotta all'inidipendenza. C'era allora come c'è anche oggi (non parlo della lega) quel senso di "patriottismo Siciliano".
    Non so se siano informazioni vere o manipolate quelle che ho lette nel libro, riporta infatti che molti furono i "picciotti" che si unirono ai mille, ma la maggioranza di loro combattevano singolarmente, rifiutavano i comandi del duce, usavano vessilli della trinacria invece delle bandiere italiane.

    Se è vero, è normale oggi che tutto questo non viene ricordato...come non viene dato il merito anche ai picciotti siciliani. Verranno innalzati mille monumenti a Garibaldi, ma non uno ai picciotti.

    W l'Italia comunque.
     
  2. miklos

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    16 Ottobre 2007

    Senza addentrarmi in discorsi politici, penso che ancora oggi in Italia si stiano scontando le conseguenze di un processo d'unificazione non spontaneo. A parte la disparità economica tra le varie parti del paese, sono rimasti in piedi un apparato burocratico e un clientelismo spaventosi, conseguenze naturali di un accentramento forzato come fu il nostro...
    Ad ogni modo la figura di Garibaldi è vista oggi dalla maggior parte della gente come assolutamente positiva; ma mi chiedo in quanti abbiano effettivamente studiato il personaggio e quanti invece abbiano subito un lavaggio del cervello sin dall'età pre-scolastica. Le mie idee le avevo espresse a suo tempo in questo topic e non sono cambiate molto ;)
     
  3. miklos

    miklos
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    16 Ottobre 2007

    scusate doppio
     
  4. Sixx77

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    16 Ottobre 2007

    Sinceramente penso che non si possa non essere d'accordo con ciò...

    Purtroppo non basta unire geograficamente due(nel caso italiano molte di più) realtà per potersi definire un popolo e una nazione...

    Trovando un paragone estremo, Ne abbiamo avuto un esempio veramente terribile in Ex Jugoslavia...
     
  5. otrebla86

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    16 Ottobre 2007

    non riuscirei io a immaginare la sicilia fuori dall'italia. Non so perchè. Ma alla fine si dai tempi remoti si è sempre distinto il sud dal nord...sin da tempi ellenici: le polis nel sud, gli etruschi nel centro, e i celti nel nord...
     
  6. Sixx77

    Sixx77
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    18 Ottobre 2007

    Dopo l'immancabile storia spaziale ecco quella di Mare...:P

    Magari qualcuno di voi ne ha già sentito parlare, la MARY CELESTE.

    LA Mary Celeste fu un Brigantino(nave a vela da trasporto merci caratterizzata da dimensioni contenute e particolare "snellezza", e quindi maggiore velocità rispetto a navi più grandi) da trasporto merci che partì da New York il 7 novembre 1872 diretta a Genova con un carico di barili di alcol(sarebbero serviti per "correggere" del vino italiano).
    Al comando vi era un capitano di grande esperienza, tale Banjamin Briggs, accompagnato, oltre che da 7 membri di equipaggio, anche dalla moglie e dalla piccola figlia di pochi mesi.

    Dopo un mese dalla partenza, il 5 Dicembre 1972, la Nave inglese "Dei Gratia" transitante a sud delle Azzorre avvistò in lontananza(circa un paio di ore di navigazione) una nave che appariva in costante rollio e senza controllo.
    Il Capitano del "Dei Gratia" Morehouse, ordinato l'avvicinamento alla nave, ci mise poco a riconoscere in quella nave il Brigantino del capitano Briggs, suo collega e amico di lunga data, e più si avvicinavana più il suo stato di abbandono si evidenziava palesemente facendo pensare subito al peggio ed a una visita da parte di "pirati".

    Raggiunta la MAry Celeste e mandato a bordo il primo ufficiale, lo spettacolo fu inquietante.
    La nave, in apparente ottimo stato, sembrava essere stata abbandonata in fretta senza nessun motivo.
    Il carico era integro e solo un barile di Alcol risultava rotto e versato,la cambusa dei rifornimenti di acqua e cibo era chiusa, piena e tutto era ben assicurato, la cassepanche dell'equipaggio(l'equivalente degli "armadietti personali" piene e chiuse).
    LA nave non era stata assaltata da Pirati ne aveva affrontato condizioni di mare "estreme". Era inspiegabilmente deserta!

    Alcune cose però parvero strane:
    -due grossi "portelli" che coprivano la stiva erano scaridinati e si trovavano sul ponte "a pancia in giù"(cosa che per questioni scaramantiche nel mondo dei marinai non avveniva mai),
    -la chiesuola della bussola era caduta,
    -sul ponte venne trovata la sonda per controllare il livello di acqua imbarcata nella stiva che al momento del ritrovamento era parecchia ma non abbastanza per giustificare un abbandono, sopratutto per un capitano e un equipaggio esperto come quello della Mary Celeste,
    -alcuni strumenti(ma non tutti) del capitano erano mancanti, per cui probabilmente vennero presi di corsa durante l'abbandono,
    -la scialuppa era mancante anche se ma venne appurato(seppur con molti dubbi) che essa non venne imbarcata già a New York perchè in riparazione,
    -una sciabola decorativa con una macchia di sangue (che poi dalle analisi risultò essere solo ruggine) venne trovata vicino ad un boccaporto.
    -Sulla lavagna del capitano l'ultima registrazione era risalente al 25 novermbre(ben 9 giorni prima) a 700 miglia di distanza dal punto di ritrovamento.

    Il Primo ufficiale del Dei Gratia si prese carico di riguidare, nell inquietudine generale, la nave fantasma a terra dove al comandante e all'equipaggio sarebbe dovuta andare una congrua percentuale(intorno alle 5000 sterline dell'epoca) sul valore della nave e del carico recuperato.

    Tuttavia l'inchiesta che venne aperta non riuscì a far luce sulla vicenda orientandosi più verso due ipotesi traballanti:

    -Una truffa orchestrata tra i due capitani amici per poter intascare il premio
    -Un'ammutinamento, teoria improbabile secondo cui l'equipaggio, dopo aver aperto un barile di alcol si sarebbe ubriacato per poi far strage del capitano e della famiglia.

    Ovviamente nessuna delle teorie stava minimamente in piedi, sia per l'indiscutibile integrità dei due capitani sia per l'incogruenza totale con i riscontri sul campo(impensabile anche sol oche ci si possa "ubriacare" con alcol puro...) visto che il capitano Briggs era molto stimato anche dal suo stesso equipaggio ma proibiva l'alcol a bordo delle sue navi, oltre comunque alla totale assenza, non solo di inevitabili segni di violenza, ma anche di qualsiasi altra prova.

    Seppur con notevole riluttanza e dubbio il capitano e l'equipaggio poterono ricevere il loro compenso, ma l'enigma tutt'ora rimane!

    Negli anni le ipotesi sulla vicenda si sprecarono e quella romanzatissima di un'allora sconosciuto scrittore chiamato Arthur Conon Doyle ebbe molto successo sui giornali contribuendo anche ad alimentarne il mistero.

    Tra quelle realistiche, l'ipotesi più accreditata rimane solo una:
    la rottura di un barile di alcol(quello trovato aperto) o l'accumulo di gas nella stiva chiusa devono aver portato(magari scatenata da una scintilla dovuta allo sfregamento delle flange in ferro delle botti) ad un 'esplosione stile "aria compressa" che face saltare letteralmente in aria i portelli della stiva e mettendo in apprensione comandante ed equipaggio che , pensando che la nave stesse per saltare in aria(magari neanche tanto a torto), abbandonarono in fretta la nave, probabilmente senza premurarsi di pensare ad un modo per poterne eventualmente fare ritorno(tipo legare la scialuppa alla nave stessa).

    La Mary Celeste non esaurirà qui la sua sfortuna in quanto verrà recuperata e rientrerà per poi finire volutamente incagliata a scopo di truffa su un atollo di Haiti.
    Nonostante sia tutt'altro che l'unico caso di nave fantasma della storia quello dalla Mary celeste continuerà ad essere ricordato come il più enigmatico tra i tanti misteri della storia della Marineria.

    Libri in italiano che trattato la storia:
    -"Il mito della Mary celeste"di Vero Roberti Ed.Mursia 1972 (non ve lo raccomando però... è abbastanza povero e scritto in modo pessimo a mio avviso. Tantissimi siti che trattano la vicenda sono più completi di questo libro!)

    -"Il mistero del Lucy Fair" di Alfredo Chiàppori (Ottimo Romanzo che narra la vicendo in modo fedele solo cambiando i Nomi e alcuni riferimenti...)

    -"I cacciatori del Mare" di Clive Cussler, che oltre a raccontare la vicenda a modo suo(cioè ottimamente) narra anche l'avventura della sua numa che nel 2001 recuperò i resti del relitto ad Haiti. Raccomandato.
     
    #291
    Ultima modifica: 18 Ottobre 2007
  7. jobless

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    19 Ottobre 2007

    Per chi fosse interessato, lunedi' prossimo la trasmissione "Voyager" in onda su Rai2 trattera' quasi intereamente la scomparsa di 14 astronauti nello spazio, argomento questo trattato qualche post fa in questa sezione.
     
  8. Sixx77

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    22 Ottobre 2007

    Già preparato il Video registratore...

    Chissà come riusciranno a connettere la vicenda con Antichi egizi, cerchi nel grano e storie di Massoneria e santo Graal???

    Normalmente è sempre così a Voyager...
     
  9. jobless

    jobless
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    22 Ottobre 2007

    Si vero,il programma e' un po' dispersivo sotto questo punto di vista,cercando di accontentare un po' i "gusti" di tutti e non andando ben bene in profondita' su un singolo tema per puntata;cosa per me preferibile.
    Teniamocelo stretto comunque visto il resto dei programmi di mamma rai....
     
  10. Sixx77

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    23 Ottobre 2007

    Vista...
    Veramente una pessima puntata.
    A parte i capitoli sempe più pietosi riguardanti i "Cerchi nel grano", in cui addirittura il presentatore dice che "molti dei cerchi sono fatti dall'uomo"(il che equivale ad ammettere tranquillamente che l'argomento si potrebbe benissimo archiviare) conditi dalle solite foto e fanta filmati e testimonianze(sempre le stesse),hanno parlato anche del famoso "soldato del futuro" Titor (il film "terminator" ha parecchi annetti ormai...), mentre nel capitolo deidcato ai "lost Cosmonaut" si sono come al solito limitati ai racconti univochi dei due fratelli Judica Cordiglia,che per inciso continuano a distanza di 40 anni a ripetere sempre le stesse cose,scientificamente scarse, senza aggiungere null'altro con cui avere un minimo di riferimento storico.

    Come sempre il taglio dato ai commenti lascia parechio a desiderare(dando praticamente per scontata la verità dei fratelli), ma la cosa peggioreè stata la testimonianza in anteprima di un giornalista (non ricordo il nome) che confessò di aver avuto delle scottanti rivelazioni sull argomento da un ex funzionario russo poco dopo la caduta del muro.... peccato che si dimentichi di dirle, e poi quando gli viene chiesto quanti sarebbero stati i cosmonauti morti questo risponde "Potrebbero essere stati almeno 8"...
    Ma se non sa neanche quanti sono stati allora questo ex funzionario russo che cosa gli aveva detto????
    è Ovvio che qua, gira e rigira, la cavolate sono sempre le stesse, e non risolutive, per cui...

    ...che pena!
     
  11. Sixx77

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    23 Ottobre 2007

    Dopo lo sputnik 1, tra qualche giorno, precisamente il 3 novembre sarà l'anniversario di un'altro grande traguardo spaziale:
    Quello dello Spuntik 2.

    Dopo l'inaspettato(neanche i sovietici stessi si aspettavano una reazione del genere) rimbombo mediatico del trionfo della messa in orbita del primo satellite Krushev spinse per sfruttare il momento propizio per esaltare ulteriormente la potenza sovietica con un altro primato, così chiese al suo ingegnere missilistico "korolev" di "inventarsi qualcosa"(a Krushev, come era prevedibile, lil traguardo scientifico in se importava poco).

    Visto che il satellite scientifico (quello che poi sarà lo sputnik 3) non era ancora pronto allora Korolev decise di "improvvisare" ed assemblare con elementi destinati all'altro satellite, unoi più semplice ma che caricasse a bordo un essere vivente.

    Così, nel giro di un solo mese, nacque lo "sputnik 2".
    Esso era una struttura conica di poco meno di 3 metri totali di altezza e di quasi 600 kg,(la cosa fa una certa impressione in quanto rende l'idea del divario allucinante che vi era all'epoca con gli americani che con il Vanguard non riuscirono a mettere in orbita un satellite del peso di 1 kg e grande poco più di un pompelmo) era formata da 3 elementi principali:
    -Uno strumento per registrare i raggi X e le radiazioni ultraviolette
    -Una sfera riempita con azoto contenente l'impianto radio e le batterie
    -Un contenitore cilindrico pressurizzato creato per ospitare un essere vivente.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Sputnik2_vsm.jpg

    Come da usanza russa si optò subito per un cane.
    La scelta cadde su di una bastardina randagia raccolta a mosca(si sceglievano quelle perchè ovviamente più resistenti fisicamente) che venne chiamata "laika".

    http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Lajka-pies_kosmonauta.jpg

    Laika era stipata in un piccolissimo spazio, era collegata a sensori biomedici che ne strasmettevano a terra la frequenza di respirazione e il battito, poteva assumere cibo ed acqua attraverso un tubicino che aveva posizionato proprio davanti al muso.

    Essendo il secondo lancio non si aveva ancora sviluppato una tecnologia(perlatro comunque troppo pesante per l'epoca) di scudi termici, per cui la sorte di laika sarebbe stata comunque quella di morire nello spazio.
    Sputnik 2 era stato creato per funzionare una decina di giorni per cui anche la durata della vita di laika sarebbe dovuta essere in quell'ordine di tempo.

    Il lancio avvenne appunto il 3 Novembre e il volo naturalmente fu un successo scientifico.
    Gli organi di informazione sovietici, come sempre abbastanza stitici di informazioni, dissero che Laika visse per un totale di circa 4 giorni per poi morire prima del rientro della capsula. trasmettendo mediante dati telemetrici i suoi funzionamenti vitali a terra.(che vennero ascoltati un pò da tutto il mondo.)
    Quel piccolo cane randagio divenne il primo essere vivente terrestre a varcare i confini del cosmo.

    Purtroppo l'atteggiamento dei mezzi sovietici non fu di grande supporto nel cercare di capire quale fosse stata la sorte della piccola laika.
    Le fonti, anche molto serie, dicevano spesso cose molto diverse: Chi parlava di un iniezione letale poco prima del rientro, chi che venne uccisa con una dose di cibo avvelenata, chi che semplicemente si addormentò per mancanza di ossigeno trovando una "dolce morte"...

    La verità si seppe solo dalle rivelazioni fatte nel 2000 da degli ex tecnici.
    Alla partenza le pulsazioni di Laika erano accelleratissime, tanto che si pensò che non ce l'avrebbe fatta, ma una volta in orbita l'impianto di ventilazione della capsula si guastò, tanto che laika si trovò esposta a escursioni termiche insopportabili(da -40 gradi nel lato in ombra a +80 circa quando la capsula era al sola).
    Il suo battito non si stabilizzò mai e alla terza orbita(circa 5 ore) la povera cagnetta straziata morì.
    Per lei fu una vera tortura, ma che di sicuro servì a carpire molti dati e informazioni importanti per il futuro.

    Ovviamente i sovietici preferirono non rivelare al mondo che dietro un tale trionfo c'era stato un così grossolano errore, figlio non solo di un guasto, ma anche di un'affrettata progettazione della capsula, illustrando l'evento come l'ennesimo candido trionfo della realtà sovietica.

    Questa mentalità, che servì all epoca a fare sembrare perfetto il popolo e i suoi traguardi finì con il diventare un arma a doppio taglio, contribuendo a alimentare leggende metropolitane false come quella dei presunti cosmonauti "persi" in orbita.

    Laika venne insignita del premio di "eroe dell'unione sovietica".
    Una bastardina era diventata una stella!
    Ma le costò caro!
     
    #296
    Ultima modifica: 23 Ottobre 2007
  12. Byford86

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    23 Ottobre 2007

    :rotfl: :rotfl: hai ragione!
     
  13. Sixx77

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    21 Dicembre 2007

    Esattamente 39 anni fa, il 21 dicembre 1968 aveva inizio una delle più importanti imprese della storia dell’umanità.
    Il lancio della missione spaziale APOLLO 8.

    Inserita nel contesto della gara spaziale tra le due superpotenze (USA e URSS) durante la guerra fredda, la missione APOLLO 8 fu la seconda missione del programma spaziale americano, apollo appunto, avviato da J.F. Kennedy nel 61 che aveva come obbiettivo preciso la conquista della Luna con un equipaggio umano, il far atterrare un americano sulla luna e farlo tornare sulla terra sano e salvo prima della fine del decennio.

    Nell’estate del 68 però, quando solo poco più di un anno mancava alla scadenza fissata dall’amato ex presidente, il programma lunare pareva in poderoso ritardo.
    Il primo collaudo della capsula apollo con equipaggio (apollo 7) era imminente, ma c’era ancora da testare la sicurezza del gigantesco razzo vettore Saturno 5 e soprattutto, la costruzione del modulo di allunaggio (il LEM) era poderosamente indietro e non sarebbe stato pronto prima dell’inizio del cruciale anno successivo.

    La paura che i Russi potessero battere un’altra volta gli americani sul tempo si fece concreta quando i satelliti spia americani fotografarono un nuovo gigantesco razzo (analogo come dimensioni al saturno 5) pronto al lancio, e soprattutto quando nel settembre del 68 la sonda sovietica ZOND 5 (una capsula Soyuz senza equipaggio umano) tornò da una missione in orbita lunare dopo aver portato con se diversi esseri viventi(vermi, insetti, rettili,ecc) facendo cambiare alla nasa i progetto per il successivo volo APOLLO 8.

    Non più un volo in orbita terrestre ma un volo, la prima storica missione umana, verso la Luna.

    L’idea, presa solo per motivi politici, venne inizialmente presa con scetticismo dagli addetti ai lavori che pensavano fosse ancora troppo presto per correre un rischio del genere.
    Tuttavia analizzando la cosa presto ci si rese conto che, con un intensiva preparazione e degli sviluppi mirati si poteva fare…. E avrebbe permesso alla NASA di raggiungere in una sola missione un grandissimo numero di obbiettivi, di passaggi traguardi importanti per il successivo allunaggio.

    http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Ap8-s68-50265HR.jpg

    Il Lancio dei 3 astronauti Frank Borman e Jim Lovell (entrambi veterani del programma spaziale) e William Anders (al suo primo e unico volo) avvenne da Cape Canaveral, come dicevo, il 21 dicembre, e per la prima volta il gigantesco vettore saturno 5 venne collaudato con un equipaggio (http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Apollo_8_Liftoff.jpg ) , tutto andò perfettamente.

    Una volta in orbita l’equipaggio avviò quello che viene chiamato TLI (Trans lunar Injection).
    Accendendo l’ultimo stadio del saturno i tre astronauti si trovarono in pochissimi istanti più lontani dalla terra di qualsiasi altro uomo fino ad allora. Il viaggio verso la luna era cominciato.

    Dopo poco più di un giorno di viaggio il comandante della missione Borman venne però sorpreso da una violenta forma di mal di spazio con effetti potenzialmente molto preoccupanti in una missione spaziale(Vomito e diarrea), la direzione di volo prese seriamente in considerazione l’ipotesi di annullare la missione , ma fortunatamente il comandante si riprese in poco tempo e si potè continuare senza problemi.

    Per tutti i due giorni di viaggio verso la luna l’equipaggio non riuscì mai a vederla, in quanto si trovava in ombra, per cui gli astronauti potevano vedere solo questo enorme "buco nero" senza stelle che si ingrandiva sempre di più, una visione veramente agghiacciante, solo dopo il secondo giorno, quando ormai erano molto vicini, il sole illuminò parte della superficie a loro visibile permettendogli di scorgere per la prima volta le montagne lunari.

    Attirati ormai dalla gravità lunare, e giunti a un centinaio di chilometri dalla superficie, il pilota della nave Jim Lovell avvio il motore (SPS) in senso contrario alla direzione di marcia per "frenare" la capsula e permettergli di inserirsi in orbita lunare.

    Tuttavia solo dopo circa mezzora a terrà arrivò conferma del successo di questa manovra in quanto eseguita quasi del tutto quando la nave si trovava nella parte nascosta della luna, impossibilitata a ricevere e comunicare dati a terra.

    La manovra fu perfetta e gli astronauti, ora in orbita lunare, guardarono fuori dai loro oblò; erano i primi esseri umani a poter vedere ad occhio nudo l’altra faccia della luna.

    LA descrissero in seguito come un irta e desolata superficie, che affascina ma allo stesso tempo mette tristezza facendo apprezzare di più quello che si ha sulla terra.

    Quando quella metà di luna stava passando ed erano in attesa di ripristinare i contatti radio e telemetrici con Houston successe qualcosa di semplice e prevedibile ma che lasciò senza fiato i tre astronauti.

    Dalla superficie grigia e desolata della luna si trovarono davanti la visione incredibile di un alba lunare, la terra, non completa, non "piena" sorse mostrandosi per la prima volta all’uomo.
    William Anders scattò proprio in quell’occasione una delle fotografie più celebri e diffuse di tutto il secolo.
    Il fantastico "Earthrise"

    http://it.wikipedia.org/wiki/Immagine:Apollo_8_Erde.jpg

    A tal proposito in seguito diranno: "Avevamo percorso 400 mila chilometri per vedere la Luna, ma alla fine fu la visione della Terra a lasciarci senza fiato"

    Era la vigilia di Natale, l’equipaggio, le cui gesta erano seguite in tutto il mondo con spasmodica attesa, rimase tutto il giorno(10 orbite in tutto) in orbita lunare a eseguire rilievi di superficie(per trovare i migliori punti di allunaggio per le future missioni) e scientifici, e alla 9na orbita, in diretta televisiva con il pianeta terra l’equipaggio augurò al mondo buon natale recitando un passo della genesi, ognuno dei tre recitò un passo nella commozione generale, e per ultimo Frank Borman chiuse il collegamento con:

    "…And from the crew of Apollo 8, we close with good night, good luck, a Merry Christmas, and God bless all of you - all of you on the good Earth"

    http://it.youtube.com/watch?v=bnyNXLXl8iA

    La trasmissione, con la lettura della genesi e quelle immagine televisive sfocate della superficie lunare, fecero il giro del mondo e commossero milioni di persone che si resero conto dell’importanza che quella missione aveva per la storia della nostra stessa umanità.

    Finito il collegamento i tre astronauti entrarono nella fase in assoluto più delicata della missione: Una volta nascosti nuovamente nella faccia nascosta della luna i tre astronauti dovevano avviare il motore per uscire dall’orbita lunare e ritornare sulla terra.

    Il motore era uno solo, e se per qualsiasi motivo si fosse guastato esso avrebbe impedito ad Apollo 8 di ritornare sulla terra e probabilmente condannato gli astronauti a morire li, in orbita lunare.

    Interrotti i contatti radio a houston ci fu la mezzora più tesa di tutta la missione, l’attesa per il ripristino dei contatti radio era ormai spasmodica e quando avvenne, il pilota Jim Lovell, confermò la perfetta riuscita dell’accensione dicendo: "vi comunichiamo che babbo natale esiste!"

    L’equipaggio stava ritornando.

    Nei rimanenti due giorni di viaggio l’equipaggi ebbe più tempo per divertirsi, scartare i regali di natale, e fare altre dirette televisive.
    Borman, Lovell e Anders erano degli eroi! Non solo negli stati uniti ma in tutto il mondo!

    Persino la stampa sovietica li saluto come Eroi pieni di coraggio.
    Tutto ciò dimostrò che Apollo 8 non era stata solo un missione con cui un paese voleva dimostrare la sua superiorità tecnologica, non era solo stata un passo avanti senza precedenti verso l’obbiettivo della conquista della luna, ma soprattutto era stata un grande traguardo di tutta l’umanità, proprio perché tutta l’umanità si era sentita parte di quell’impresa aldilà di qualsiasi bandiera.

    I tre astronauti divennero personaggi dell’anno in quel 68 (http://img.search.com/7/72/300px-January_3,_1969_Time_Magazine_Cover.jpg ), un anno, il 68 appunto, rimasto nella memoria come il più terribile, insanguinato dagli assassini di Bob Kennedy e Martin Luther king, dalle contestazioni studentesche e soprattutto dalla sempre più truce guerra in Vietnam.

    Durante il loro ritorno ricevettero migliaia di telegrammi di congratulazioni (da tutti i presidenti mondiali, dal papa e da altri personaggi di spicco) ma quello che più li colpì arrivava alla NASA da un perfetto sconosciuto, e diceva: "Grazie per aver salvato il 68!"
     
    #298
    Ultima modifica: 21 Dicembre 2007
  14. Sixx77

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    28 Gennaio 2008

    Oggi, 28 Gennaio 1986, cade il nero anniversario della prima grande tragedia spaziale americana, o meglio, la prima in missione.

    La missione STS- 51 dello shuttle "Challenger" partì alle 16:38 dalla base di Cape Canaveral, tutto sembrava procedere per il meglio, quando dopo meno di 70 secondi uno sbuffo di fumo bianco sembrò avvolgere la navetta che venne seguita nel giro di pochi istanti da un esplosione.
    A tutto il pubblico, sia presente sul posto che in TV(la partenza venne trasmessa in diretta), fu subito chiaro che l'equipaggio era spacciato e che quella, senza dubbio la più grande tragedia in campo spaziale fino al allora, avrebbe avuto pesanti influenze sul recente futuro dell esplorazione spaziale.

    A morire furono in 7:
    Ellison Onizuka, Christa McAuliffe, Gregory Jarvis, Judith Resnik, Michael J. Smith, Francis "Dick" Scobee, Ronald McNair.

    http://it.youtube.com/watch?v=ljPYmSdyVZc&feature=related

    L'impatto sul pubblico fu enorme e costrinse ad una pausa tutta l'attività spaziale.
    La commissione d'inchiesta, capitanata dall'ex astronauta Neil Armstrong, accertò che l'esplosione fu dovuta al cedimento di una grossa guarnizione O-Ring che, probabilemente logorata da un eccessiva esposizione alle basse temperature invernali aveva ceduto.

    Le analisi dei resti, recuperati sul fondo dell'oceano, e delle immagini filmate dimostrò però che l'abitacolo che ospitava i sette astronauti rimase integro, e con tutta probabilità, qualcuno di loro poteva essere sopravvissuto alle sollecitazioni dell' esplosione.

    Il pezzo contenente l'abitacolo venne scagliato via con un accellerazione incredibile di 20 g, pericolose ma non per forza letali in quelle condizioni, ma poi sarebbe precipitato in mare alla velocità si letale di ben oltre i 300 Km/h.

    La tragedia suscitò polemiche sull effettivo grado di sicurezza che la nuova navetta americana era in grado di garantire (tutt'ora si tratta di un mezzo spaziale meno sicuro delle precedenti capsule e di quelle russe, perlomeno durante il lancio.) e sul fatto che quell'avaria si sarebbe, per sua stessa natura potuta verificare in qualsiasi momento anche dei lanci precedenti e che forse aveva anche dato dei segnali minimi di emergenza anche prima del lancio stesso.
    In pratica venne considerata una tragedia annunciata.

    Godspeed Challenger!
     
  15. DarkWing

    DarkWing
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    28 Gennaio 2008

    Ho appena visto un servizio sul primo e unico lancio dello "Shuttle" sovietico, avvenuto nel 1988, con una missione interamente gestita dal computer e senza equipaggio a bordo. Il mezzo rispose ottimamente e non ci furono problemi. Anche il vettore per il lancio, più potente di quello americano, si rivelò efficace. Peccato che tutto il progetto venne abbandonato dopo la caduta del Muro.
     

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