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Suicidio: Atto di viltà o coraggio? O sfida?

Discussione in 'Sondaggi' iniziata da SERGIOVINCI, 18 Dicembre 2006.

  1. cossu

    cossu
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    20 Dicembre 2006

    Non è questione di correttezza politica, proprio per niente; piuttosto partiamo da due presupposti diversi: uno che ci sia una risposta morale a tutto, cosa che io non condivido (e te lo dice uno che non sguazza assolutamente nel relativismo ossessivo, anzi); e seconda che, come non daresti del vile a un uomo asmatico che muore durante una crisi, non dovresti darlo anche a chi ha una sopportazione più bassa del male psicologico. Debole, ok, e commette un atto sbagliato (nessuno dice il contrario), ma non per questo inferiore. Le condanne, onestamente, non me le sento di dare in queste situazioni.
     
  2. CarolinaIV

    CarolinaIV
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    20 Dicembre 2006

    Hmm....mi sa che non hai capito il mio discorso.
    Non ho detto che TUTTI gli uomini vedono i problemi "insignificanti" (almeno, lo sono rispetto ad una conseguenza tanto drastica) nella maniera che ho descritto. PER FORTUNA non è così e non sarà mai così. Il 99% delle persone, quando ha un problema, trova sempre altri (anche solo possibili) "spunti" per continuare a vivere. Ho detto che è una visione dalla prospettiva del singolo soggetto, non una cosa assoluta che vale per tutti.
    Però, per una piccolissssssima parte della popolazione non è così. Con questo non sto dicendo che "è bene che si uccidano", è chiaro che sarebbe meglio se non accadesse. Dico semplicemente che, se in quel momento concepiscono la vita in quella maniera, è ovvio che saranno spinti verso tale gesto. La radice del problema non sta nella viltà/coraggio nel momento in cui ci si trova a scegliere se vivere o meno (cosa tra l' altro che può essere rigirata in vari modi), ma nel modo di vedere la propria vita costruitosi PRIMA (modo che chiaramente non condivido per nulla, lo critico, è completamente opposto al mio).


    Per me quasi nessuno:)
    E il tasto comunque c'è già, ci sono tanti modi per uccidersi in modo indolore e senza essere fermati.


    Nella visione globale, esterna e razionale è ovvio che non c'è logica.
    Ma dalla prospettiva del soggetto che si suicida evidentemente c'è una motivazione, se no non lo farebbe.
    Ripeto: non sto dicendo che non bisogna fermare uno che si suicida. Semplicemente, non mi sento di giudicare la questione in un modo tanto veloce, semplicistico e convinto. O meglio: nella pratica lo farei, gli direi anche che è uno scemo, ma qui stiamo riflettendo.

    Tra l' altro, anche tutto il quadro così come l'ho presentato prima è molto riduttivo rispetto alla questione, ma non posso certo parlare di tutto.

    Di questo ci sarebbe da parlare molto ampliamente. Meglio che non accenni a nulla, se no finisco trascinata in un altro lungo discorso:lol:
     
    #137
    Ultima modifica: 20 Dicembre 2006
  3. Darkmoon

    Darkmoon
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    20 Dicembre 2006

    su questo punto sono d'accordo con te...
    in generale cmq penso che il suicidio sia una sconfitta non solo per il singolo che lo commette ma per tutta la società...
     
  4. jack metal

    jack metal
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    20 Dicembre 2006

    Cioè, intendi dire che se uno si suicida, la colpa potrebbe essere anche di chi gli sta intorno o di altre persoe che in teoria non l'hanno aiutato??
     
  5. SERGIOVINCI

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    20 Dicembre 2006

    Sì, io non la escluderei anche questa possibilità. D'altronde nel suicidio ANOMIco formulato da Durkheim, si parla proprio di persone che non riuscendo a raggiungere gli obiettivi che si erano prefissi, si tolgono la vita. Comunque non è l'unico caso in cui la società presenta delle colpe a mio avviso.
     
  6. Darkmoon

    Darkmoon
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    20 Dicembre 2006

    in un certo senso si...
    più che di persone specifiche parlerei di società in generale che trasmette certi valori, che isola chi è in difficoltà, chi è diverso...
    che più facilmente condanna invece di comprendere...
     
  7. jack metal

    jack metal
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    20 Dicembre 2006

    Si, però, la società ha delle colpe su tutto ciò che è negativo. Logico. Ma, per il mio pensiero, ognuno di noi ha una testa, e con quella ragionare. Se la società dice che chi non ha la taglia 46 è fuori dal giro, allora quanta gente dovrebbe essere isolata? Le società mettono delle mode, su tutto, da come ti vesti a cosa mangi, ti mette in e out da un giorno all'altro. Se fosse colpa della società ogni "malessere" delle persone, questa non penso che sia una giusta riflessione. E' come addossare la colpa, una giustificazione. Come diceva Dreki, le domande te le poni, più o meno in maniera pesante a seconda di quanto l'avvenimento ti tocca, ma darsi delle colpe (intendo come società) per azioni altrui, allora direi proprio di no!!
     
  8. HeadlessChild

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    20 Dicembre 2006

    Dipende.. se nn ci si devono dare colpe è anche inutile porsi domande :D
    Se c'è qualcosa che nn va forse (ho detto forse, nn necessariamente) è perché bisogna rivedere qualcosa.. voglio dire, se uno è un maniaco omicida è ovvio che ne è (sempre) responsabile. Questo non rende innocente l'eventuale padre che lo torturava da piccolo.
     
  9. Darkmoon

    Darkmoon
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    20 Dicembre 2006

    ma cmq io non ho detto che addossando la colpa alla società giustifico l'atto del suicidio...
    sarebbe troppo facile giustificare tutto quello che di negativo succede dicendo che la colpa è della società...
     
  10. jack metal

    jack metal
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    20 Dicembre 2006

    Quando parlavi di sconfitta della società, pensavo che intendessi questo. In fondo se c'è una sconfitta, ci deve essere anche una colpa. Cmq ho interpretato male. Scusa.
    Per Headless: sicuro che bisogna rivedere qualcosa nella società odierna ...... sicuro al 100%!!
     
  11. HEARTWORK

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    20 Dicembre 2006

    io non ne sarei così convinto che quasi nessuno lo farebbe; tra premere un tasto e non pensare più a nulla e il "costruirsi" la propria macchina di morte c'è ne passa, ed in questo lasso di tempo magari la paura prende il soppravvento e non si fà più nulla, ma all'apice di una sofferenza, io credo vivamente, che qualsiasi cosa sia buona per alleviare le torture interne, anche un gesto estremo, se non si usa il cervello.

    beh mi pare normale che il suicida abbia una logica, ma se si vuol chiudere il discorso dicendo "non possiamo sbilanciarci troppo, se lo fa ha le sue ragioni" allora niente ha più senso di essere argomentato perchè ogni persona ha una sua testa e una sua ragione di comportarsi.
    ripeto, io credo che la maggior parte dei suicidi si potrebbero evitare per il solo fatto di buttarci 2 minuti di ragionamento. sarà che son troppo attaccato alla vita per concepire il suicidio, e con ciò non voglio dire che voi non amate la vita, ma solo che provate a giustificare un gesto simile cosa che io non riuscirei a fare se non in casi particolari e molto rari.
    poi ci son suicidi e suicidi. qualche anno fa una madre si tolse la vita perchè la figlia fu violentata e uccisa da un parente o amico (non ricordo la località), ecco questa posso ancora accettarla come motivazione, ma non tutti vivono drammi tali per venir giustificati se compiono un gesto così estremo, e non venitemi a dire "ma tu non conoscevi la sua situazione familiare" perchè se chi va contro non dovrebbe parlare dato che non conosce i fatti, stesso discorso lo si deve applicare a chi giustifica in una certa maniera il fatto.
     
  12. Thrash 'Till Death

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    20 Dicembre 2006

    io cmq tendo a non vederla in modo così semplice su quel ragazzo che si suicidò per la riga alla macchina. Mirko, te ed io magari viviamo in una bella famiglia entrambi e di questi problemi ce ne frega un cacchio, magari quel ragazzo subiva èpestaggi continui per ogni suo errore dal padre e per paura di subire l'ennesimo e magari ancora più selvaggio (può essere che il padre fosse un amante delle auto) l'abbia fatta finita. Sarò fatto male perchè ci faccio mille ragionamenti (a differenza di cossu sono un relativista:D) ma se uno arriva a suicidarsi ha dei problemi che uno non conosce, e può essere che non sia solo uno ma 2000 accumulati l'uno all'altro che allo scoccare della 200esima scintilla portano al gesto irrazionale del suicidio.
     
  13. CarolinaIV

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    20 Dicembre 2006

    Mah...non saprei. Sembra molto facile suicidarsi premendo un bottone, però alla fine non so quante persone lo farebbero. Posso anche immaginare che una persona, anche se molto demotivata in quel momento, in fondo in fondo abbia una voce che dice, anche se non del tutto consapevolmente "dopo un po' ti passerà", oppure "una speranza ancora c'è". Ci sono casi di persone che sul momento si sono puntate una pistola alla nuca, ma comunque hanno esitato. Poi non so, non è nemmeno un argomento facile, verierà pure da caso a caso. Dubito che possa succedere nella maggior parte delle situazioni. Comunque sì, il bottone può diciamo in alcuni casi facilitare il suicidio, mentre un preparativo più lungo darebbe più tempo per rinunciare oppure agli altri di fermarlo.


    Tutto il mio discorso era soprattutto per rispondere al tuo post (quello con cui hai risposto a thrash). In particolare, riguardo al concetto di coraggio/vigliaccheria e riguardo al punto:
    le cause sono veramente futili come quello che riga la macchina del padre o cose così. il mondo è pieno di gente che stà sicuramente peggio di noi, che non ha una casa, non ha una famiglia, che ha gravi problemi di salute ma che ogni giorno sono disposti a farti un sorriso, rispetto a molta gente che alla minima fesseria si annienta la vita.
    So benissimo che poi non ci si può fermare ad "avrà una sua logica, lasciamolo fare" In discorso era un altro.;)

    Sì, molto probabile, infatti è del tutto legittimo cercare di impedire tale gesto. Lo farei anch'io. Però:
    -Non lo intendo come "mancanza di diritto"
    -Non mi sembra appropriato il termine "vigliacco/coraggioso". Almeno, non se ragioniamo un minimo in profondità.
    -Non mi stupisce il fatto che a volte accada per motivi futili, mentre ci siano altri casi di gente che sta malissimo e prosegue lo stesso. E' così, per le ragioni che ti ho spiegato prima.

    Anch'io PERSONALMENTE non lo concepisco.


    Non sto assolutamente giustificando, "giustificare o meno" adesso non centra niente.
    Al massimo potrei cercare di comprendere (vabbeh...termine da prendere un po' con le pinze...), che è ben diverso.
    Non mi soffermo ulteriormente.

    Ecco. Io, secondo la mia visione, se fossi proprio costretta ad esprimere un giudizio, non potrei accettare o giustificare (inteso come "considerare giusto") nemmeno questo. Ma adesso sono su tutt' altro piano.

    Chi giustifica, nel senso che dice "è stato giusto"o "ha fatto bene", sicuramente non potrebbe parlare, si metterebbe sullo stesso livello.
    Ma io non dico questo. Dico solo che preferirei astenermi dal generalizzare, etichettare, semplificare, questo in qualsiasi direzione.
     
  14. DarkThrone

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    20 Dicembre 2006

    egoisticamente preferirei che le persone forti uccidessero le altre invece che se stessi.
    ad ogni modo razionalmente il suicidio non dovrebbe essere causato da una forte delusione ma piuttosto da un andamento negativo prolungato nel tempo, poi considerando che la vita ha una componente di felicità illusoria negativa, mentre il dolore è tangibile e positivo, come dice schopenhauer è preferibile la non esistenza alla vita in quantosi annulla l'unica componente reale, ovvero il dolore.
     
  15. FallFromGrace

    FallFromGrace
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    20 Dicembre 2006

    Interessante...vorrei capire cosa intendi per persone forti: i culturisti, gli scaricatori di porto oppure la vedi da un punto di vista prettamente intellettuale quindi non so una Rita Levi Montalcini culturalmente preparata che uccide la vicina di casa ignorante....

    Sinceramente non ho parole....
     

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