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I nostri ascolti

Discussion in 'Sondaggi' started by Zerotolerance70, Oct 26, 2014.

  1. BANDIT

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    Nov 10, 2025

    ci sono tantissimi album notevolissimi in quella decade, addiritura alcune band sono all'inverso, nel senso che il loro periodo d'oro è nei anni 90! Forse il più eclatante è l'epoca Uwe Lulis dei Grave digger? :)


    anche io ho quei libricini, è troppo forte adesso guardare al libro dei "moderni" :)
    Band che non mi ha mai colpito al cuore, le influenze motorhediane che citi sono molto marcate, ed è decisamente una band molto rock'n'rollegiante, ma rimane un solidissimo gruppo dell'epoca.
    Bell'album ma che ascolto molto raramente, come il resto della loro proposta. Mi ricordo che solo la title-track era veramente un bel pezzone che spiccava dal resto.
     
  2. Dwight Fry

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    Nov 11, 2025

    Eh, non sono un grande fan dei Grave Digger (la voce di Chris rappresenta un discreto ostacolo per me) ma credo tu abbia ragione.
    Ciò nonostante, se oggi come oggi devo metter su un loro album (li ho seguiti fino a "The Clans Will Rise Again", poi mi hanno rotto) probabilmente scelgo "Heavy metal breakdown".
    Lo so che ce ne sono di migliori ma... beh, è il discorso che facevi tu l'altro giorno sul metallo anni '80.

    Eh sì.
    Oggi andrebbero completamente ripensati e già allora potevano essere strutturati meglio, secondo me.
    Cioè, tra "i moderni" ci sono Manowar e Motley Crue...
    Tra l'altro all'epoca fece "scalpore" (va beh...) l'assenza degli Helloween, una clamorosa dimenticanza di Signorelli & C.
     
  3. BANDIT

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    Nov 11, 2025

    Io fino a "Ballads of a hangman, con l'innesto di Thilo Hermann, mi è piaciuto quell'album, l'ho pure comprato quando è uscito, poi hanno aggiunto solo tantissima acqua ad una minestra già annaquata. Immagino che la voce del nostro sia "piace / non piace", un pò come King Diamond....metti su Knights of the cross a sto punto, per me rimane il loro picco.

    si, era un pò strano come scelta delle band, in effetti. Ma per un ragazzino alle prime armi (e senza internet) erano utili guide, adesso fanno un pò sorridere, si. Ah non mi ricordavo di questa assenza, in effetti...
     
  4. BANDIT

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    Dec 2, 2025

    Shutdown – Heavy as metal – hard as hell (2012)


    IN MEMORIAM – Jurij »Egzi« Čotar (R.I.P. 24.11.2025)


    Band di ragazzini appena maggiorenni, che sforna un disco di metal classico, titolo e copertinà con diversi clichè propri del genere. Nulla di nuovo sul mercato, ma tanta passione e dedizione, tanto di cappello per la giovane età dei partecipanti. Buona la produzione per essere praticamente autoprodotto; magari solo la batteria la sento un pò spompa, il resto mi pare molto buono. Il mio giudizio è positivo, ma reputo l’album troppo lungo, alcuni pezzi più sottotono, certe ballad non riuscitissime, ma ci sono dei pezzi validissimi, come “Scream machine”, “Black lightin”, “Valkira”, e il mio preferito “Križarji«, cantato in lingua madre che parla dei cavalieri templari. Tutti i pezzi comunque hanno belle idee, riff interessanti e assoli molto ben fatti, la parte miglioro sono gli assoli, chitarre in generale e la voce. Voce che non c’è più...ho comprato il cd all’uscita proprio da Jurij, all’epoca appena ventenne...e adesso lo ascolto dopo aver assistito al suo funerale e a volte mi viene un groppo in gola.


    Bravi i ragazzini, poi si sono un pò “evoluti” e hanno sfornato dei singoli più “maturi”, complice anche l’inserimento nella formazione di gente locale di alto calibro, come il batterista Winko, un vero virtuoso della batteria, per non parlare di Marty Favento, guitar hero che snocciola assoli alla velocità non minore a gente come Malmsteen e Michael Angelo Batio.


    Addio Jurij, mancherai tanto a tutti noi che ti abbiamo conosciuto personalmente e quelli che ti hanno visto quando facevi il mattatore sul palco, con la tua band e con la riformazione dei Requiem, vecchie leggende per le quali hai avuto l’onore di cantare. Probabilmente a breve ci sarà un concerto celebrativo proprio con loro, cosa che avresti sicuramente approvato...Ride the sky, my friend.

     
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  5. Idol

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    Dec 2, 2025

    Copertina pacchiana e orribile a dir poco, più da gruppo hair metal che altro (e anche a livello di sound non siamo poi tanto lontani).
     
  6. Dwight Fry

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    Dec 5, 2025

    Rory Gallagher, “Calling card” (hard blues, 1976)

    Ottimo album rock-blues, già vecchio al momento dell'uscita (1976, l'anno del punk), con una chitarra fiammeggiante alla Alvin Lee.
    "Moonchild" l'ho conosciuta grazie al contest sul migliore brano hard rock ed è diventata in fretta una delle canzoni che preferisco di quel decennio, e ovviamente dell'album in oggetto.
    Canzone che invece non gradisco: “I'll admit you're gone”, troppo country per i miei gusti.
    Album consigliato ai fan di Gary Moore, Jeff Beck e Bonamassa.
     
  7. Dwight Fry

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    Dec 6, 2025

    Mercyful Fate, “Into the Unknown” (heavy metal, 1996)

    Forse l'ultimo album davvero interessante di King e soci. O è “Time”, l'ultimo album davvero interessante dei Mercyful Fate?
    Va beh, a me “Into the Unknown” piace e neppure poco. Solo, lo avrei voluto un po' più veloce, ci sono troppi tempi medi.
    Apprezzo invece la generale semplificazione del sound, le trame sonore molto contorte non fanno per me.
    Pezzi preferiti: “The uninvited guest” (uno dei brani che mi hanno reso sopportabile il falsetto del Re) e “Holy water”.
    Pezzo mi piace meno: “Listen to the bell”.
    Consigliato a... boh, ai neofiti dell'horror metal, immagino, giusto per marcare le differenze con tutti 'sti gruppi che imitano i Mercyful Fate.
     
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  8. Aslan

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    Dec 6, 2025

    Concordo. Preferisco Time ma questo si difende bene, è l'ultimo di rilievo.
    Di Time non amo l'ultima traccia, castillo, di questo fifteen men, ma non direi che siano brutte.

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  9. Dwight Fry

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    Dec 7, 2025

    Ha quella parte in cui sembra un brano dei Running Wild e il testo fa molto Pirata dei Caraibi, capisco che possa sembrare un po' strana.
    A me però piace, è uno dei pochi brani con una sezione veloce e quel riff vagamente orientale, all'inizio, mi prende un sacco.
     
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  10. Aslan

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    Dec 7, 2025

    Questo weekend rispolvero il cd, non lo ascolto da qualche annetto

    Ricordo con nostalgia l'intervista su metal shock, quando il king era ancora un personaggio oscuro e magico

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  11. Dwight Fry

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    Dec 7, 2025

    Raven, “Metal city” (heavy metal, 2020)

    Gran ritorno degli storici fratelli Gallagher, ora con un nuovo batterista (Mike Heller, ex Fear Factory) che inietta linfa fresca nel sound della band.
    Secondo me i Raven non azzeccavano un album così bello da tanto. Proprio tanto. Sicuramente è migliore dei validi ma prolissi “Walk Through Fire” ed “ExtermiNation”. Qui ci sono giusto un paio di pezzi sottotono, tutto il resto è grasso che cola.
    Proposta in bilico tra heavy, speed e thrash. Consigliato a chi ride, giustamente, quando vede magnificare certe “trendy plastic bands” di oggi, con le basi registrate e quell'alone di I.A. che incombe: roba da sparargli in faccia i primi trenta secondi di “Motorheadin'”, e un rutto che sa di birra del discount.
     
  12. The Dweller

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    Dec 7, 2025

    Poesia :headbang::hihi:
     
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  13. Dwight Fry

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    Dec 7, 2025

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  14. Dwight Fry

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    Dec 7, 2025

    Sortilege, “Larmes de Heros” (heavy metal, 1986)

    Gemma rilucente di metallo epico, potente ed elegante, che peraltro arriva dopo un bellissimo primo album.
    Poi scioglimento, reunion nel 2019, problemi sulla paternità del nome... solita roba. Tanto i nuovi Sortilege neppure si avvicinano, a quelli degli anni '80. Ma a Christian Augustin gli si vuole bene ugualmente, qui ha una voce splendida e incanta anche se si esprime in francese (o proprio perché si esprime in francese).
    Per me quest'album sta tranquillamente accanto ai migliori lavori di Iron, Judas Priest e altri colossi, per cui sono felice di averne diffuso il verbo coi miei libricini.
    Consigliato ai fan dei vecchi Omen e dell'heavy epico in generale.
     
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  15. Dwight Fry

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    Dec 8, 2025

    Rose Tattoo, “Rose tattoo” (1978, hard rock)

    Un quarto di hard rock, un quarto di southern, un quarto di boogie, un quarto di punk, e i Rose Tattoo sono serviti.
    Questo è il loro album di debutto, che per me vince per KO alla quarta ripresa: i primi 4 brani, infatti, sono dei classici e l'immortale “Nice boys...” ne è l'apice.

    Consigliata la ristampa con le bonus, c'è quella “I had you first” che non conoscevo e che, ogni volta che arriva al bridge, mi fa muovere testa e piedi come se fossero dotati di vita propria.

    Consigliato ai fan di AC/DC, Nazareth, Molly Hatchet.
     
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