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I nostri ascolti

Discussion in 'Sondaggi' started by Zerotolerance70, Oct 26, 2014.

  1. BANDIT

    BANDIT
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    Nov 25, 2024

    Non provare mai invidia. é un sentimento che io non capisco, è senza senso! :)
    Vieni qualche volta a ubriacarti con noi. LA scena slovena è ancora viva ma molto più ridimensionata rispetto a 20 anni fa, adesso va per la maggiore il black metal...

    Il nuovo nostro dibattito che allargo volentieri, anche se sarebbe da aprire un nuovo topic è:

    Confronto di "peso" ossia importanza/vendite/presenza sul mercato tra Maiden e Metallica. Ovvio che i Metallica dopo il Black album hanno preso il soppravvento, ma a fine anni 80 chi e quando era più "forte"? Apriamo un nuovo topic se volete discuterne
     
  2. Dwight Fry

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    Nov 25, 2024

    Non prendere alla lettera ogni frase o parola. Certi eufemismi vengono utilizzati solo per mettere le mani avanti e chiarire che non si sta criticando, semmai appezzando.

    Né l'uno né l'altro, credo.
    Qui saremmo off topic e aprire un topic apposito sarebbe uno spreco, a meno che non lo si allarghi a un argomento più generale del tipo "popolarità nel metal", e passare al vaglio le varie epoche, compresa quella attuale
     
  3. Dwight Fry

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    Nov 25, 2024

    Artizan, “Demon rider” (US power, 2018)

    [​IMG]

    Gruppo americano composto da gente perlopiù attiva a inizio anni '90 (chi conosce i progster Leviathan? So che sono molto apprezzati), quindi non possiamo collocare gli Artizan nella NWOTHM, sempre che quell'acronimo abbia un senso.

    In occasione di quest'album, quarto e ultimo pubblicato fin qui dalla band, al basso troviamo prezzemolino Joey Vera. Il genere suonato? US Power dalle tinte epiche e decisamente progressive, contiene elementi di band come Angel Dust, Steel Prophet e While Heaven Wept, anche se la voce del cantante ricorda un incrocio tra Joacim Cans e qualche cantante prog che non riesco a individuare.

    Impressioni generali? Molto positive. Cinque brani per 33 minuti di musica, coi ganci melodici a funzionare puntualmente e una scrittura ricca, che non annoia mai, in tal senso la lunghissima (dieci minuti) title track è la ciliegina sulla torta: l'intermezzo epico-manowariano, dopo circa sei minuti, con chitarre acustiche quasi gitane, mette i brividi.

    Una delle scoperte maggiormente gradite di questo 2024, avvenuta tanto per cambiare grazie al sito della Pure Steel. Io ho preso l'edizione limitata in 2 CD, la quale aggiunge 3 bonus abbastanza inutili (in una c'è il grande Harry Conklin dei Jag Panzer che ri-canta la title track... una scelta un po' strana) e le versioni strumentali (altrettanto inutili) dei 5 pezzi principali, oltre a offrire una copertina diversa e di gran lunga peggiore

    [​IMG]

    ma paradossalmente questa edizione limitata costava molto meno di quella ordinaria.

    Media voti attuale su RYM: 3.04/5 su sei votazioni.
    In pratica non se l'è filato nessuno, su RYM, e neppure qui su TM, visto che nel database non c'è la recensione.

    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
    sul tubo nessuno ha caricato l'album in versione full, quindi attaccatevi
     
  4. Dwight Fry

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    Nov 27, 2024

    Iron Maiden, “Virtual XI (heavy metal, 1998)

    [​IMG]

    Dopo l'intelligente adeguamento alle caratteristiche del nuovo cantante, non so cosa abbia spinto Harris a scrivere delle canzoni che sembravano tagliate più per l'ugola di Bruce che per quella di Blaze.
    Forse pensava che l'ex Wolfsbane fosse pronto per una specie di salto di qualità.

    Né so per quale motivo gli Iron se ne siano usciti con quel primo singolo. Misteri del metal.

    Eppure “Virtual XI”, che ho recuperato in versione originale quest'anno (imperdibili le foto nel booklet, con gli Iron in compagnia di calciatori all'epoca molto famosi come Asprilla, Gascoigne, Overmars, Viera) a me piace. Certo, ha i suoi nei. I brani difettano sul lato heavy, con tutti quei “crescendo” che purtroppo caratterizzeranno anche gli album successivi della band, e la produzione non aiuta di sicuro a dare spinta, potenza alle canzoni.

    Blaze canta spesso al di fuori delle sue tonalità, proprio per questo finisce per sembrare un po' spompato e per mostrare qualche incertezza. Che contasse come il famigerato due di coppe è palese proprio in “The Angel and the Gambler” (che non è completamente da buttare): non ci credo che l'ex Wolfsbane non abbia alzato il ditino per far presente che al trentottesimo Don't you think I'm a savior la gente avrebbe preso il CD per lanciarlo fuori dalla finestra.

    La sua prestazione rimane comunque dignitosa e le canzoni ci sono. Boccio solo il citato pezzo sull'angelo e il gambero, nonché il ritornello di “Lightning strike twice”, nel quale Blaze annaspa. Tutto il resto oscilla tra il sufficiente e l'ottimo. Cioè, se canzoni come “Clansman”, “... Eyes of a stranger” e la ballata “Como estais amigo” sono brutte...

    Ma il resto del mondo la pensa, o l'ha pensata a lungo, così. Cioè che “Virtual XI” faccia schifo su tutta la linea. Nei libricini della Giunti l'album fu bocciato pesantemente, su RYM la media è bassissima, Popoff lo stronca nella sua Guida, su TM e su altre webzine i recensori non sono stati più teneri. Anche se poi ti accorgi che, nei commenti a corredo, man mano che ci si avvicina ai giorni nostri le impressioni cambiano e diventano nettamente più positive.
    Ci sarà un motivo, anzi più d'uno.

    La mia storia personale dice che all'epoca “ascoltai” quest'album alla Feltrinelli e pensai che fosse una ciofeca. Ovviamente l'avevo ascoltato mezza volta, come quasi tutti i fan degli Iron. Due anni dopo mi precipitai in negozio per acquistare “Brave new world”, l'album che doveva riconciliarmi con la Vergine di Ferro e farmi tirare il più grande sospiro di sollievo della storia.
    Più o meno 25 anni dopo posso dire che il CD di “Virtual XI” lo metto sul piatto, ancora oggi, con un certo piacere. “Brave new world” gli è superiore ma è solo un “Virtual XI parte II”, ed è lì a prendere polvere da vent'anni.

    Media voti attuale su RYM: 2,40/5 su quasi seimila votazioni.
    La rece di TM (voto 48/100):
    Recensione Virtual XI - truemetal.it
    Per iniziare a conoscere l'album:
    Per ascoltare l'intero album:
     
    #2464
    Last edited: Nov 27, 2024
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  5. Vic Rattlehead

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    Nov 27, 2024

    La rece è cattivissima, l'album qualche ascolto lo merita, io sono ancora convinto che i Maiden abbiano fatto di peggio altrove.
     
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  6. PaulThrash

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    Nov 27, 2024

    @Dwight Fry è l'unico possessore al mondo del disco prima di "Virtual XI", il mefitico "Virtual X"
     
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  7. Dwight Fry

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    Nov 27, 2024

    La trovo condivisibile su alcuni punti, niente affatto su altri. In generale si nota la tendenza a voler sminuire i punti forti e a esacerbare quelli deboli.
    Troppo facile così.
    Quel voto, poi, posso darlo a un album in cui la band non sa neppure reggere gli strumenti, o nel quale non ci sono neppure 2-3 pezzi che si elevano al di sopra della sufficienza.
    Non scherziamo. Nessun album degli Iron merita un voto del genere.

    Per fortuna non si danno voti alle recensioni perché tra punteggiatura assente, refusi su refusi, errori di grammatica e di sintassi, quella di "Virtual XI" è una delle peggiori disamine presenti nel database.
    Ma risale al 2003: all'epoca la qualità media delle webzine era piuttosto bassa. Credo che oggi verrebbe scartata seduta stante.

    Stupidi romani.
    Meno male che poi sono arrivati gli arabi.
     
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  8. dreamwarrior

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    Nov 27, 2024

    Dwight il disco è brutto forte, sono comprensibili tutte le bocciature che ha avuto. Poi ci sta che tu possa trovarci degli spunti di interesse.
     
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  9. Dwight Fry

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    Nov 27, 2024

    Ovviamente non sono d'accordo.

    Gli album scadenti per me sono altri.
    Anche gli album stellati, sia chiaro.

    Inserisco "Virtual XI" nella lista di album che la gente (io per primo, all'epoca) ha stroncato su due piedi, sulla (s)fiducia, ma che in realtà erano ben più dignitosi di quel che si è ritenuto.
    Personalmente lo associo per vari motivi a "Escape to nowhere" degli Omen.
     
  10. Carnival900

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    Nov 27, 2024

    :sgrat:
     
  11. Dwight Fry

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    Nov 27, 2024

    Entrambi gli album furono massacrati all'epoca della loro uscita e anche oltre (la media attuale di "Escape to nowhere" è 2.59, su RYM).
    Entrambi gli album sono tra i meno ispirati delle rispettive discografie.
    Entrambi gli album, a parer mio, sono più validi di ciò che si ritiene comunemente.
    Entrambi gli album presentano un cantante (mai accettato dai fan) diverso da quello storico.
    In molti casi (non tutti, è ovvio) entrambi gli album hanno ricevuto critiche da persone che gli hanno dedicato poco tempo, anche se è una cosa che nessuno ammette mai e che dall'esterno bisogna saper cogliere (per esempio: se uno definisce "Escape to nowhere" not metal any more, just dull 80ies Rock... è chiaro che ha sentito solo i primi 2 pezzi, o si è fermato addirittura alla copertina dell'album).
     
  12. Carnival900

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    Nov 27, 2024

    Ah ecco, perché vedendo i diversi anni d’uscita non capivo. Escape to nowhere caga in testa all’altro, comunque.
     
  13. Dwight Fry

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    Nov 27, 2024

    ...
     
  14. Dwight Fry

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    Nov 30, 2024

    The Nightmare Stage, “When the curtain closes” (US power-prog, 2019)

    [​IMG]

    Un album di power americano quasi privo di assoli di chitarra?
    C'è una prima volta per tutto.

    Gli sconosciuti Nightmare Stage suonano un metal duro e oscuro (la copertina dell'album è piuttosto eloquente), teatrale e progressivo. Non c'è da aspettarsi però qualcosa alla King Diamond, la band va a parare dalle parti degli imitatori dei primi Savatage, o di certo power-doom svedese.

    Su RYM non sono teneri con questo album ma a parte un paio di canzonacce collocate a metà scaletta (“Finding home” e soprattutto “Future I see”, che incrocia l'US power col black sinfonico e col metal declamatorio alla Rammstein) l'album non è poi così brutto, anche grazie all'ottima prestazione del cantante, che di cognome fa Oliva (toh...).

    Il punto è che pure nei brani migliori l'album non eccelle, risultando nell'insieme un po' noioso. I Nightmare Stage azzeccano riff e melodie qui o lì, talvolta i brani sembrano sul punto di ingranare, poi però passano e lasciano poco.
    Il meglio lo danno in chiusura di album: fossi in loro ripartirei dagli ultimi tre pezzi (i più caratterizzati) al momento di pubblicare un nuovo lavoro, che manca appunto dal 2019.
    C'è del buono, insomma, ma non abbastanza per promuoverlo e consigliarlo.

    Preso per ammortizzare le spese di spedizione di un ordine più ampio, l'ho pagato talmente poco (1,74 euro nuovo) che davvero non posso lamentarmi di nulla. L'avessi preso a prezzo pieno, è chiaro, ragionerei diversamente.

    Media voti attuale su RYM: 2,65/5 sulla scorta di sei (!) votazioni.
    Nessuna rece su TM né su altri siti italiani.

    Per iniziare a conoscere l'album:
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  15. BANDIT

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    Dec 6, 2024

    UNDER JOLLY ROGER, Running wild, 1987

    Che dire, il buon Rock'nRolf legge il libro "L'isola del tesoro" di Robert Louis Stevenson, e decide di dare una virata stilistica alla sua band ispirandosi alle tematiche piratesche. Tematiche, che diventeranno quasi esclusive nei album successivi, mentre qua sono presenti più o meno per la metà. Ho sempre pensato che fosse un esperimento, ha visto che funzionava e ne ha fatto il trademark della band.
    I RW sono una band che ho sempre adorato alla follia. Questa band mi ha fatto avvicinare molto alla storia e credo grazie ai RW ho letto una miriade di libri sui pirati, che poi ho approfondito pure nella storia locale con i pirati di Senj sulla costa adriatica, attivi nel 16 secolo, gli USKOCI, ci sono storie degne di interi film d'azione da leggere....ma tornarniamo al disco.

    L'ho preso recentemente, lo avevo originale solo in vinile. è una edizione speciale con doppio cd (bonus tracks ovvero pezzi dell'album ri-registrati, abbastanza inutili, anche se alcune versioni sono interessanti). Il booklet si apre come una mappa e su un lato c'è proprio una mappa che scimiotta quella dell'isola del tesoro di Stevenson.... :)

    Il sound è ancora grezzo così come la produzione, molto west Germany mid-eighties e ciò non delude quasi mai: magari tanti storcono il naso ma quel sound riverberato sullo snare a me piace da matti.

    Si parte con le bordate della Title track, potente canzone che apre lo stile ripreso poi in tutta la loro discografia seguente, si procede con altri tre pezzi tra cui spicca "Raw ride", che ha una tematica automobilistica, un gran riffone che te lo stampi in fronte immediatamente. In questi pezzi si sente ancora molto gli echi stilistici dei primi due album, mentre con "Beggars night" andiamo già a sondare i territori del nuovo sound.

    Poi c'è "Raise your fist" il mio pezzo preferito in assoluto dei RW, con quell'arpeggio fantastico, il ritornello memorabile, e un assolo (credo) del compianto Majk Moti veramente gasatissimo, conclude nuovamente con l'arpeggio e un mini-solo....tema del testo da vero "metal anthem", un pezzo memorabile in tutto il panorama del metal classico ottantiano.

    "Land of Ice" è un mid tempo con temi apocalittici e anti-governativi ripresi dai dischi precenti, "Diamond of the black chest" invece è già un passo in "Port royal", bellissimo pezzo. Chiusura con "Merciless game" pezzo più veloce che mi ricorda molto "Adrian S.O.S." dell'album d'esordio, molto speed metal :)

    Album veramente potente e non saprei mai se scegliere questo o "Port royal" come miglior disco dei RW, qua siamo più sul grezzo e potente, sul prossimo più raffinato e strutturato.

    Un must in ogni discografia heavy metal che si rispetti.

    [​IMG]
     
    #2475
    Last edited: Dec 6, 2024

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