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Fates Warning

Discussione in 'Progressive' iniziata da halloween, 31 Agosto 2004.

  1. Ulo Ditark

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    15 Febbraio 2018

    Capienza Orion 1200, ma non hai visto quanto è grande? Era l'ex Energy se non ricordi male, una tra le discoteche più grandi di Roma. Comunque mi è stato detto da chi l'ha riempito.
     
  2. Textures

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  3. The Cerberman

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    22 Aprile 2018

    Non è previsto il DVD?
     
  4. luca2112

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    23 Aprile 2018

    pare di no al momento....e sarebbe un peccato :cosa:
     
  5. Vittorio

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    Fatela l'invasione, fatela...
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    23 Aprile 2018

    Alla fine è una compilation di date, alcune in locali molto piccoli e poco adatti alla ripresa video. Non mi stupisce che non ci sia il dvd. Ci si concentrerà sulla musica, amen.
     
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  6. The Transgressor

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    18 Maggio 2018

    A marzo si sono fatti ben trent'anni da un importante album, di solito un po' accantonato (a parte da certa critica, che invece fa finta che quello prima sia di poco conto e parte da qui) perché schiacciato tra i due "monstre" del 1986 e 1989 (ma in generale si trova come una fettina in mezzo a Spectre/Awaken, Perfect S/Parallels) e meno gettonato rispetto ai dischi dei '90:

    [​IMG]

    Ricordato anche a torto solo per la bella suite di 20 minuti, praticamente la prima della storia del prog metal (e se escludiamo i Rush e quei cazzoni dei Venom, la prima in generale del metal), ha un lato A - anch'esso con canzoni in un certo senso legate tra loro anche se non direttamente - che non è da meno, con il picco che per me si raggiunge con l'ultima Shades of Heavenly Death: un must per il technical prog.
    Disco in cui i Fates Warning portano sia a compimento il power-prog tecnico degli esordi che poi sarà ampliato da tutti i vari epigoni, sia iniziano un nuovo percorso poiché privi delle melodie di Arch che sorreggevano tutte le canzoni, i riff e il mood generale (nonché le tematiche). E' anche l'album che segna la maggior partecipazione complessiva alla composizione della musica da parte della band (due canzoni, il resto Matheos/Aresti nuovo centro chiave del gruppo; a parte la suite che è del solito Matheos).

    Menzione d'onore per il troppo poco ricordato Steve Zimmermann, il quale, pur essendo privo della suprema raffinatezza e della tecnica eccelsa di Zonder e molto lontano da quella mostro di tecnica sovrumana che è Jarzombek, regala un drumming fantasioso nei numerosi cambi di tempo e nei tempi dispari sempre inusuali e per nulla scontati.

    Ah se non lo sapete, una piccola curiosità: questo è uno degli album preferiti del - mi pare - chitarrista degli Slipknot.

    P.S. nel 1988 ci sono stati un bel po' di grandi album, ho voluto ricordare questo proprio perché...appunto viene poco ricordato.
    La copertina è francamente mediocre e come titotlo Matheos avrebbe dovuto optare per qualcosa di più poetico.
    La prduzione- bella corposa e potente (anche se un po' troppo "asciutta") - è di Max Norman, che poi diventerà famoso per CTE e Youthanasia dei Megadeth.
     
  7. penteratto

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    18 Maggio 2018

    Concordo, disco di eccellenza assoluta un po' sottovalutato. Il solo break centrale di Shades ne vale il prezzo. E riguardo Zimmermann, per quanto fosse bravo è difficile non essere offuscato da quel mostro di gusto e tecnica che l'ha sostituito...
     
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  8. Vittorio

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    Fatela l'invasione, fatela...
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    31 Maggio 2018

    Cito un mio recente post su La Mia Discoteca...

    ....per legarmi al disco dei FW. Sempre in un'ottica di riscoperta e di ritorno al passato, ieri sera ho trovato il tempo di mollare spotify, mp3 e streaming vari per inserire il cd intonso nel lettore cd portatile (:stare:) e immergermi in un'ora abbondante di ascolto con tanto di booklet tra le mani, lontano da distrazioni varie. Ho scoperto un album di cui già conoscevo diverse tracce davvero elegante, dal songwriting complesso e articolato. Forse uno dei loro lavori più difficili certamente, dove viene già fuori tutta la loro preparazione tecnica seppur non perfettamente veicolata in una piena maturità compositiva che verrà fuori da Parallels in poi.

    Una menzione particolare per la rimasterizzazione eccellente (si tratta della recente reissue economica a 1 cd con un paio di demo version) che rende l'album assolutamente al passo coi tempi come suoni, senza snaturarlo.
     
  9. The Transgressor

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    31 Maggio 2018

    Storicamente è un album seminale.

    Se è la prima volta che lo ascolti attentamente ed in profondità, beh ce ne vorranno di ascolti per digerirlo e comprenderlo bene. Non sono d'accordo sul fatto che non abbia piena maturità compositiva, ma secondo me il giudizio deriva da acluni fattori:

    -Ray Alder troverà perfettamente il proprio stile sostanzialmente da Parallels (qui diciamo è a metà strada) e - seppur prestazione eccellente - la sua voce è in secondo piano rispetto agli strumenti, che costruscono trame davvero articolate e complesse e sono il fulcro dell'album. Viene a mancare quindi quella patina emozionale della sua voce presente nei successivi. Non che non siano emotive qui le canzoni, ma la cerebralità è in primo piano.
    - la produzione è ottima per l'epoca, ma ha poca "botta" e un'atmosfera troppo cristallina e glaciale (certo, si sposa con le tematiche dell'album); manca quel mago di Terry Brown che riuscirà a dare ancora più atmosfera alle canzoni.
    -non ha la compattezza di un Parallels (nel senso che li le canzoni bene o male si equivalgono tutte con Eleventh Hour che spunta sulle altre), ma ha picchi maggiori. In più richiede decisamente maggiore concentrazione d'ascolto.
     
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  10. The Dweller

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    31 Maggio 2018

    Non ho mai ascoltato i pezzi in questione, ma mi vengono in mente Rime of the Ancient Mariner e Halloween; non le consideri suite?
     
  11. The Transgressor

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    31 Maggio 2018

    Diciamo, sì e no.
    Sì, perché possono essere chiamate suite anche canzoni lunghe che arrivano ad un quarto d'ora di durata. Nel caso dei Fates Warning, ad esempio, vedi Epitaph (che son 12, ma è uguale). Si può anche applicare per canzoni di 10 minuti (vedi Metropolis dei DT) o financo 8 minuti se essa è formata da molte parti pur essendo unita. No perché - ho scritto non a caso suite di 20 minuti- perché appunto la suite classica del prog rock intesa in senso stretto è una lunga composizione che prende l'intera facciata del vinile (20-25 minuti) formata da molte sezioni e parti (diciamo, movimenti) che sono delle mini-canzoni nella canzone generale.


    *Quella dei Venom (che col progressive comunque non c'entra molto) lo è macon qualche differenza, è più una canzone allungata in modo eccessivo.
     
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  12. TheWorld

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    1 Giugno 2018

    Disco bellissimo e non solo per la suite! In generale preferisco i 2 precedenti e 2 successivi alla coppia no exit\ perfect. Il motivo principale è la voce di ray alder, che trovo troppo stridula in quei due dischi mentre adoro da parallels in poi.
     
  13. The Transgressor

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    1 Giugno 2018

    La prova vocale di Alder è obiettivamente eccellente, purtroppo sia non aveva trovato ancora il suo stile sia la musica non lo aiutava in tal senso.
    Alder all'inizio ripercorreva alla sua maniera le orme di Arch, senza contare che non si occupava lui delle linee melodiche né dei testi...insomma era abbandonato a se stesso.
    La band era passata dal nucleo Arch/Matheos (dove la voce era un vero e proprio collante) a quello Matheos/Aresti e la ricerca artistica era virata tutta sulla costruzione di sempre più complesse e arzigogolate trame musicali. Il povero Zimmermann fu allontanato anche per questo, oltre che per un ammorbidimento e abbandono del classico suono power/heavy.
    Parallels avrebbe dovuto essere (come lo è d'altronde, solo è l'altra faccia della medaglia di Perfect Symmetry) Perfect Symmetry parte 2, quindi ancora maggiore complessità e cerebralità; ma vuoi per i tempi cambiati (l'anno prima era uscito Empire) vuoi perché lo scopo dei Fates è stato sempre di evolversi e mutare, Matheos si scoccia della ricerca tecnica (che porteranno avanti i vari "allievi") e cambia proprio modo di approcciarsi alla musica e decide di provare a fare il contrario: un disco in superficie semplice e dall'appeal radiofonico, ma che in profondità mantiene un grado elevato di complessità e cerebralità. Insomma, celare la complessità (che è sempre presente) anziché mostrarla apertamente. Questo porta ad un coinvolgimento di tutt; ovviamente gli arrangiamenti sono stati sempre fondamentali per i Fates Warning, ma con Parallels diventano davvero tutto perché è lì che si costruisce il disco: difatti anche se le composizioni sono tutte di Matheos, la collaborazione da parte della band fu totale.
    Penso anche per questo Alder sia riuscito a trovare pienamente il proprio stile.
     
  14. The Transgressor

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    16 Giugno 2018


    :headbang:

    Dato che sta per uscire il live, che ricopre tutta la carriera dei Fates con Alder e poiché capita di leggere in rete domande sul perché non propongano più canzoni dal repertorio Arch, posto un'intervista di Matheos dove spiega la sua decisione:

    (la domanda è circa a 2:48)

    Per capirci, i Fates Warning fino al tour di Parallels han suonato canzoni da tutti i dischi, mentre è capitato che sporadicamente nei tour di Iinside Out e APSOG riproponevano qualche vecchia chicca per poi toglirlerle definitivamente dal 2000 in poi. La questione non ha mai riguardato Ray Alder, dato che Arch è uno dei suoi cantanti preferiti (e Awaken uno dei suoi dischi preferiti) e dal vivo le canzoni le riproponeva piuttosto bene; semmai, tecnicamente il problema è sorto da quando gli è calata la voce e non è più in grado di andare in alto come un tempo (e, per me, questa è una scelta che ha influito abbastanza, soprattutto all'inizio).
    Capisco le ragioni di Matheos e in un certo senso forse è giusto così, soprattutto ora che i Fates sono divisi in due tronconi, però spero che cambi idea almeno per Guardian di tanto in tanto come chiusura concerto (sul DVD di Inside Out c'è una versione di Alder molto bella: purtroppo su YouTube non l'ho trovata; certo son passati anni ma questa per me Ray la canta ancora bene).

    P.S. tra l'altro, conoscendo Matheos è già tanto che riproponga ancora il repertorio No Exit-Perfect Symmetry, non a caso certe canzoni le ha rifatte giusto per registrare il live:lol:
     
  15. TheWorld

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    Trallallà Metaller

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    6 Luglio 2018

    Che grande live! Lo sto sentendo a palla. Setlist e prestazione da urlo
     
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