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Le Nostre Recensioni

Discussion in 'Chiacchiere' started by Guru73, Jan 3, 2013.

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  1. Guru73

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    Subbuteo

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    Jan 5, 2013

    Iron Maiden - The Number of the Beast (22/03/1982)



    Il primo album con Bruce alla voce è un autentico capolavoro, un classico metal con brani entrati di diritto nella storia della musica... ed ancora l'ex vocalist dei Samson non si è cimentato nelle composizioni dei brani :hihi:

    Invaders (Harris) – Una canzone d'impatto per iniziare è quello che ci vuole, descrive l'invasione vichinga in Inghilterra “i sassoni sono sopraffatti, vittime dei potenti norvegesi”... non è tra le mie preferite, ma un 7 ci sta tutto.
    Children of the damned (Harris) – Il buon Steve si ispira al film “il villaggio dei dannati”, l'inizio è lento e malinconico, per poi crescere e convincermi definitivamente di essere di fronte ad un brano di assoluto valore. Il mio voto è un 10 pieno!
    The prisoner (Smith – Harris) – Questa invece è ispirata all'omonima serie televisiva inglese, insomma se non si hanno molte idee bisogna guardarsi intorno :grin: il risultato è comunque ottimo, trascinante e compatta, merita un bel 9.
    22 acacia avenue (Harris – Smith) – Charlotte di harlot parte seconda :lookaround: l'hanno sempre suonata fino al Tour dell'86 e non so proprio perchè abbiano smesso, per me è in assoluto una delle migliori canzoni della Vergine di Ferro! Cambi di ritmo, melodia, c'è tutto in questo brano... neanche a dirlo il mio voto è 10 senza esitazioni.
    The number of the beast (Harris) – Questo disco ce l'ho su vinile e per me la canzone omonima dell'Album è la prima del lato B :demon: Devo dire che è molto bella e trascinante anche dal vivo, ma per me non va oltre il 9... esce anche come secondo singolo (26/04/'82) con una versione “live” di Remember tomorrow come B-Side.
    Run to the hills (Harris) – E' il primo singolo (12/02/'82) che precede l'uscita del disco (Total eclipse è la B-Side poi inserita nell'Album nella ristampa del 1998), un brano famosissimo che non ha bisogno di presentazioni, quindi parlerò brevemente del testo... si parla della colonizzazione dell'attuale territorio degli Stati Uniti ad opera degli inglesi e dell'annientamento di un popolo :nono: “l'uomo bianco è venuto dal mare, ci ha portato dolore e sofferenza, ha ucciso le nostre tribù e la nostra religione”... per la cronaca... io sto con i pellerossa :headbang:Voto 8
    Gangland (Smith – Burr) – Voto 7, per me è la peggiore del disco, ma prima di andarsene Clive mette la sua firma con un bel lavoro di batteria ;)
    Hallowed be thy name (Harris) – E' la mia preferita dei Maiden, l'inizio vocale è da consigliare come allenamento a tutti i cantanti, gli arrangiamenti sono favolosi e poi in definitiva le ultime ore di un condannato a morte, che verrà impiccato alle 5 di mattina, valgono di sicuro un 10 in pagella :già:

    MEDIA VOTO : 9/10
     
    #16
    Last edited by a moderator: Jul 23, 2015
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  2. Araya88

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    Jan 5, 2013

    Guru, che topic SPETTACOLARE
     
    #17
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  3. Guru73

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    Jan 5, 2013

    Grazie :happy:
    Secondo te si candida per il tm award 2013 ?

    ps. commenta la mia rece ;)
     
    #18
  4. Araya88

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    Jan 5, 2013


    beh è presto per dirlo!
     
    #19
  5. Araya88

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    Jan 5, 2013

    la recensione... da novella (e totalmente inesperta) gore girl delle recensioni della sezione death di TM posso dirti che secondo me dai troppo spazio al "traccia per traccia" e poco al background della band e del disco in generale..
     
    #20
  6. Guru73

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    Jan 5, 2013

    Sto scherzando ;)
    Per quanto riguarda la rece, per me è solo spunto per un confronto tra utenti, con nessuna pretesa (i "veri" recensori ci sono già sul portale)... ed ho scelto la linea della sintesi per il motivo che non leggo mai post lunghi, quindi magari in questo modo più utenti leggeranno la mia ed eventualmente aggiungeranno altre cose con i loro commenti :sisi:
     
    #21
  7. Mountain King

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    Jan 5, 2013

    la mia è solo una sottigliezza, ma i mezzi voti non ti garbano nemmeno qui guru :D
     
    #22
  8. Guru73

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    Jan 5, 2013

    :lollone:
    Alla fine chi vuole può anche metterli, ma da 1 a 10 senza mezzi voti è come da 1 a 5 con i mezzi voti :)
     
    #23
  9. FPK

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    Jan 5, 2013

    bel topic! per conto mio lo inauguro con una "recensione" scritta tempo fa su rate your music dell'album Clockwork Angels dei Rush (quando l'ho scritta era appena uscito x)


    [​IMG]

    Sry, italian review (cit.)

    Clockwork Angels; è questo il nome, affascinante e misterioso, del nuovo full-lenght del trio prog canadese dei Rush dopo ben 5 anni di attesa dall’ultima uscita. Concept di ambientazione steampunk, narra la storia di un ragazzo che intraprende un viaggio, fisico ma soprattutto interiore, tra luoghi esotici e città d’oro, entrando in contatto con strani personaggi, pirati, anarchici e soprattutto la figura di un orologiaio che gli ricorderà sempre che il suo tempo è limitato. Già dalla copertina il disco sembra invitarci ad entrare questo mondo apparentemente distante, il cielo rosso e davanti un orologio con simboli misteriosi; le lancette segnano 21:12. Inseriamo il cd nel lettore e subito siamo trascinati in questo strano universo dalla opener, Caravan, la cui atmosfera iniziale ci fa viaggiare con la mente prima dell’irruzione potente della chitarra di Lifeson. Un ottimo brano ai limiti dell’Hard Rock perfetto per aprire le danze; a seguire troviamo BU2B che si arricchisce di un’intro acustica accompagnata dalla voce soffusa di Geddy Lee prima dell’esplosione di strumenti praticamente heavy.
    Cori angelici introducono Clockwork Angels, terza traccia; l’atmosfera creata da strumenti e voce è magica, ipnotica, evocativa, soprattutto con il testo davanti. Necessita di qualche ascolto essendo meno diretta della altre ma è davvero particolare e ben riuscita, forse la mia preferita;
    la tranquillità creata dalla title-track viene subito rotta dalla batteria di Neil Peart che introduce l’energica The Anarchist, con un bellissimo solo orientaleggiante.
    Quello che colpisce subito di questo album sono, secondo me, i suoni: moderni ma allo stesso tempo antichi, come se il disco invece di comprarlo lo avessimo trovato per caso mettendo in ordine in soffitta. Il disco prosegue con Carnies, introdotta da una chitarra piuttosto distorta; eccezionale il lavoro di Neil dietro le pelli. Potrei andare avanti citando tutte le canzoni, ma sarebbe inutile. Meglio ascoltarle direttamente, dalla ballata Halo Effect ricca di parti acustiche, a The Wreckers con un ritornello melodico e un bellissimo testo, alla riuscitissima Seven Cities Of Gold dove il basso di Mr. Lee la fa da padrone. Attenzione particolare merita Headlong Flight, prima canzone rivelata dell’album: in questa canzone emergono più che mai la straordinaria abilità di Geddy al basso e soprattutto la capacità dei tre di fondere perfettamente tecnica, creatività e bellezza come pochi sanno fare.
    Il disco si conclude con The Garden, il giardino dove ciascuno di noi trova se stesso e i suoi ricordi, i suoi sogni, quello che fa di noi ciò che siamo, mentre nel frattempo il tempo passa…
    Pianoforte ad accompagnare la voce e un magistrale assolo di Alex, chitarrista sempre troppo sottovalutato ma capace di dare grande personalità alle sue composizioni senza inutili tecnicismi. Emozione pura.

    Così si chiude Clockwork Angels, un disco ambizioso, particolare, che necessita molti ascolti per essere assaporato a fondo; in particolare è molto apprezzabile il ritorno a sonorità più dure come non se ne sentivano da parecchio nella loro discografia. Un album sicuramente, nel bene e nel male, diverso dalle precedenti uscite come i Rush ci hanno sempre abituati. C’è davvero tutto quello che li contraddistingue: linee di basso degne di uno Steve Harris sotto steroidi, il drumming di Peart quadrato e sempre adatto al contesto, la chitarra di Lifeson a condire il tutto; e soprattutto la classe, che i tre hanno da vendere. Se pensiamo che si tratta del loro ventesimo album in studio tanto di cappello a questo trio dalla creatività infinità…

    « In a world where I feel so small, I can’t stop thinking big »


    edit: dimenticavo, il voto: 4/5 su RYM (corrispondente per me a un buon 90/100)
     
    #24
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  10. angus81

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    Jan 5, 2013

    mi piacerebbe partecipare e ai tempi mi avevano chiesto anche di aprire un blog visto la quantità di cd che posseggo e di gruppi che conosco, più o meno in tutti i generi e sottogeneri del metal, non in tutti ovvio,alcuni li conosco di più ,altri un pò di meno ma tendo a non pormi limiti negli ascolti,il problema mio è che non sono un gran scrittore,quindi passo,comunque ti faccio i complimenti per l'iniziativa.
     
    #25
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  11. Araya88

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    La Mastra

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    Jan 5, 2013

    mi offro come correttore delle tue bozze. :lookaround: beh cmq è vero, tu hai grande cultura musicale, dovresti postare!!

    p.s.

    barbone


    :lookaround:
     
    #26
  12. Il Luppoooo

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    Piglia schiaffone su chiappa

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    Jan 5, 2013

    Ma 4/5 è 80/100 :fisicoteorico:
     
    #27
  13. Mordred87

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    The Pumpkin King

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    Jan 5, 2013

    nuuuu troppa fatica:hihi: e poi sono convinto che tradurre dall'inglese all'italiano non renderebbe giustizia alla versione originale:D
     
    #28
  14. FPK

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    Haters gonna hate (cit.)

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    Jan 5, 2013

    non me ne faccio nulla del tuo latinorum :dx:


    no in realtà in proporzione è corretto, ma 4/5 su RYM lo considero un 90 pieno come voto!
     
    #29
  15. Ride_The_Sky

    Ride_The_Sky
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    Post fata eadem mutata resurgo.

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    Jan 5, 2013

    :pignolo:
     
    #30
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