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Moonsorrow

Discussion in 'Nordheim' started by Lord Ahriman, Apr 29, 2004.

  1. PoWeЯ MeTaL

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    nick ingannevole

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    Mar 3, 2011

    :shock: è un'invasione!!! :rotfl::rotfl::rotfl:
    scusate l'OT
     
  2. Northern Darkness

    Northern Darkness
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    Mar 3, 2011

    Ahahahahaah! Dannato... :lol:
     
  3. Hypno

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    Mar 3, 2011

    C'è sofferenza nelle parole, nei versi, nelle urla del Sorvalino. C'è un pathos di una drammaticità angosciante nei tappeti tastieristici, nelle melodie sublimi tessute da splendide keyboards (cupe, malinconiche, sognanti...) e accompagnate da quei riff di chitarra divenuti oramai marchio di fabbrica dei finlandesi. E poi quegli immancabili innesti folkloristici, meno prepotenti rispetto al passato ma amalgamati alla perfezione con il resto degli strumenti, i profondissimi ed epici cori, i suggestivi intermezzi di passi, respiri, pianti, lamenti...Il tutto crea un'atmosfera gelida, spettrale a tratti straziante che accompagna l'ascoltatore in un vortice di emozioni 'as shadow, in the land of the dead...'
    E' presto per dirlo ma sbilanciandomi 'leggermente' credo siamo vicini alll'album più intenso, maestoso e dannatamente maturo partorito in casa Moonsorrow. Sembra che invecchiando riescano a trovare linfa vitale per sfornare un capolavoro dietro l'altro. Pazzesco, mi chiedo siano veramente umani...
    Come diceva Fleba, è un'opera che richiede un approccio differente da come ci hanno abituati, soprattutto per i primi ascolti grossolani dettati magari dalla fretta di ascoltare 'l'ultimo Moonsorrow' ma se riuscite ad entrare nell'ottica giusta ne sarete ripagati!
     
  4. Northern Darkness

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    The Reaper

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    Mar 3, 2011

    Non è mai facile con i Moonsorrow devo dire. A posteriori sembra che abbia sempre amato i loro dischi, ma per me non è mai stato - vero - amore a primo ascolto. Tanta esaltazione ogni volta, ma per amare un disco sempre tanti ascolti, anche, come penso sia anche abbastanza normale per bordate del genere.
    Questo disco, ad ogni ascolto, da tanto. Huuto stupenda fin da subito, Kuolleiden Maa pure. Tahdeton sta cominciando veramente ad essere un pezzo epico e drammatico, davvero stupendo. Muinaiset devo ancora pienamente intercettarlo, ma non sfigura affatto quindi mi sa tanto che saremo lì con gli ascolti.
    Che dire: ancora nulla di definitivo, ma è un altro centro, e siccome sappiamo che per fare centro qua i livelli sono molto alti, si può trarre le conclusioni rapidamente...
     
  5. Hypno

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    Mar 3, 2011

    Bella l'edizione vinile, elegante e completa però il CD nella bustina trasparente a mo di 'software omaggio' è inguardabile :hihi: Potevano sforzarsi un po' di più, inzomma :roll: Poi per quanto affascinante e vintage possa essere il gesto, tenere in mano la custodia dell'LP per leggere i testi non è molto pratico. Tutto questo per dire: Play ripigliatiiiii!!! :demon:

    @North: quotolo :happy:
     
  6. Fleba_il_Fenicio

    Fleba_il_Fenicio
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    Mar 3, 2011

    DEOPISI: lo stesso di POWERMETAL e di tutti voi, nella fattispecie i moonsorrow ad ora:p
    (però a voler fare sloganismi acchiappeschi con piglio di massima fiolosofale ti rispondo: "io sono lo spacciatore di me medesimo" °-°)

    Quotolami vari anch'io.

    M'addentro.

    North cita non a caso Kuilloden ma di contro all'anthemica Huuto, il pezzo più diretto, acmè tradizionale del disco, traccia familiare per noi cacciatori spiazzati.
    Kuilloden ma. Prima della botta di blastbeat nel finale che ricorda felici momenti in tulymirski canzone, c'è un solo di chitarra che è UNICO, atipico nel suo suono. E' lì e non te lo aspetteresti mai. Ottimo, lì nel finale.
    Un segno nella marca dei morti.
    Delle intro, in stile the road come tutte le coloriture, musicali e del booklet, risuona l'ultima, con quel grido che ha colpito anche il nostro Hypnolloch.
    VISIVAMENTE, l'impatto è rilevante. I passi che da pesanti col respiro s'addensano nel tramortire di un'acqua che letteralmente vedi lambire i piedi senza per questo significare vita. Un acquitrino sterminato. Un punto d'arrivo che non si rivela tale. L'urlo a testimoniare di una solitudine rivelata soltanto ai propri passi verso i quali non si ha il coraggio di voltarsi.

    che brutta la bustina di plastica, orrida quanto le cardsleeves tanto in voga ultimamente e che visionai con terrore e ripulsa in una delle confezioni più brutte mai avute, quella di watershed degli opeth. Dai che c'è di peggio.
     
  7. Northern Darkness

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    Mar 3, 2011

    L'urlo che introduce Kuolleiden Maa e quello che annuncia il suo finale (circa) sono la prova della drammaticità di questo disco. Grande Ville.
     
  8. Fleba_il_Fenicio

    Fleba_il_Fenicio
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    Mar 3, 2011

    grande sì, uno scream che si distingue fra molti da sempre per drammaticità
     
  9. Northern Darkness

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    Mar 3, 2011

    Scream molto secco proprio, sgraziato. Se analizzo la musica loro poi mi rendo conto di quanto vada in contrasto con l'epicità maestosa che la contraddistingue, eppure funziona perfettamente.
     
  10. Hypno

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    Mar 3, 2011

    Il solo è fantastico, ci sta veramente da Dio in quel punto 'strategico'. Tra l'altro di gran classe l'uso del wah, senza strafare con virtuosismi inutili. L'urlo ti gela il sangue nelle vene (la prima volta in cuffia panico). Anche a me sprigiona un senso di solitudine e rassegnazione misto a sgomento...brividi.
     
  11. Northern Darkness

    Northern Darkness
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    Mar 3, 2011

    Solo atipico, è vero, soprattutto per le parti più veloci che, di norma, non dovrebbero starci poi molto. Ma qui siamo a livelli dove puoi osare un pò quel che ti pare, quasi. :D
     
  12. Fleba_il_Fenicio

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    Mar 4, 2011

    Loro possono permetterselo. Hanno creato un sound che svuota gli stereotipi di genere e li reinterpreta in modo personale.
    Tastiere da sempre ma talmente ben appiattite e collimanti rispetto alla volta sonora dei brani da sembrare un tappeto di stelle fisse. Poi le chitarre e remota a scandire i movimenti più coglibili a occhio nudo la batteria. La voce è il lupo e l'uomo insieme.
    Ecco la voce più di ogni altro elemento del loro sound più si richiama all'immagine del monicker: moonsorrow.

    L'ultimo intermezzo è il mio preferito perchè più degli altri è visivo. Cogli sfumature nei passi, Cogli perfettamente silenzio e immobilità per cui tutto quello che di smosso deriva dal presente è unicamente dovuto alla tua singolarità umana.
    Sensazione che in piccolo si prova quando si è soli o in pochi (come nel mio caso) quando si arriva, in montagna, in certe vallate immobili. Fantastico.
    Gli intermezzi comunque sono in un climax di allontanamento e isolamento dei passi.
    Non so voi e parrebbe di no perchè nessuno riprende mai questo punto, ma io ci sento e vedo the road e moltissimo.
    Pur senza l'escathon finale.
     
  13. vischious

    vischious
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    Føroyar mítt land

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    Mar 4, 2011

    potremmo dire che sia un depressive death folk questo ultimo album??
     
  14. Fleba_il_Fenicio

    Fleba_il_Fenicio
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    Mar 4, 2011


    death folk sì ma nonostante il concetto dietro il disco, le immagini e i testi e dei momenti di effettiva disperazione, non mi risolvo sul "depressivo": trovo sempre nella loro musica un'energia priva di connotazione ecco, priva di una determinazione (positivo-negativo; bene-male). Un'energia ancestrale, precedente le qualificazioni, attingibile. qualcosa che senti.
    Che senti al punto che non so se sarei "sereno" nel sapere di poterli ascoltare in un locale qualunque senza perdere quel che da sempre "vedo" mentre li ascolto.
    Quel festival in finlandia da questo punto di vista è figurabile come una realtà fuori dal tempo. Un sogno!
     
  15. GIX

    GIX
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    Utente True.

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    Mar 4, 2011

    Io su questa cosa ci sono, proprio l'altro giorno ho scritto (altrove) del disco e mi era venuta in mente proprio questa associazione, anche se io non ce lo "vedo" perchè non ho visto il film (anche se copertina disco & locandina film son abbastanza "vicine") e quindi faccio il riferimento al libro (che ho letto in inglese l'anno scorso) e alla mia immaginazione.
    però diciamo che penso possa essere associato a un po' tutta la narrativa (o al cinema, o alla pittura) post-apocalittica (che è il tema del disco), dipende un po' dal background del singolo ascoltatore.

    Chiaramente no.
    E' black metal, e basta. Epicheggiante quanto volete, pagano quanto volete. Ma non è un disco folk, è un disco metal. E neanche folk-metal (io di "folk" in questo disco ci sento quasi zero).
    Tra l'altro, col depressive non c'entra nulla, e col death neanche, per cui non riesco a immaginare come ti sia venuta in mente quella definizione, onestamente...
     
    #1245
    Last edited: Mar 4, 2011

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