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Politica italiana

Discussion in 'Attualità e Cultura' started by Daniele "dani66" D'Adamo, Nov 3, 2008.

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  1. JonSnow

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    Dec 15, 2010

    Sarebbe un articolo condivisibile se non partisse da determinati presupposti politici, perchè sappiamo tutti benissimo che quelli di ieri non sono stati "esiti legittimi e democratici della vita parlamentare".
     
  2. Oscuro

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    Dec 15, 2010

    hai letto proprio bene :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl: :rotfl:


    Vendola cosa avrebbe di male?




    [edit] shiiiiit, mi ero dimenticato: Vendola è di sinistra! allora ovviamente non va bene nono :nono:
     
    #12872
    Last edited by a moderator: Dec 15, 2010
  3. Oscuro

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    Dec 15, 2010

    ah, sensibilizzare va bene solo in piazza e poi basta? vabbè, doppio fallimento :hihi:


    come vuoi, continuiamo a sostenere le manifestazioni come sono sempre state fatte..

    io domando: e i risultati?
    quando mi mostrerai un risultato CONCRETO diverso da ZERO/NULLA/FALLIMENTO io potrò dire "le manifestazioni servono"..

    fino ad allora potrai continuare a dire "ma le manifestazioni servono ad altro, servono solo a sensibilizzare", di fatto dicendo quello che io dico io stesso: risultai concreti zero, la situazione politica rimane la stessa :)
     
  4. Oscuro

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    Dec 15, 2010

    già..
    da una parte ""rivoluzionari"" che si limitano a slogan senza costruire nulla di concreto (e si autodefiniscono "i salvatori del paese"), dall'altra gente che dice "è tutto in democrazia" nonostante gli accordi per i voti (ah no, questa è mistificazione scusate :D)..
    non so chi sia peggio :hihi:
     
  5. Albi

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    Dec 15, 2010


    Per ogni articolo come questo, ce ne sarà sempre un altro dove si punta il dito contro lo Stato e i suoi possibili interventi a favore della violenza.

    Io mi chiedo: la verità, dov'è?
    Aveva ragione Julian Assange, il giornalismo moderno è una merda, tutti pronti a guardare alle ideologie, mai alle idee o ai fatti.

    Il vandalismo e i tafferugli sono la notizia della destra, i manganelli e la manganellata gratuita della sinistra.
    Le BR sono il leit motiv degli anni '70 della destra, le bombe di stato della sinistra.

    E tante altre graziose contrapposizioni che ci si porta dietro dall'alba dei tempi.

    Chissà se esisterà mai un opinionista, una persona politicamente schierata e/o impegnata disposta a guardare le cose nella loro interezza e non solo dal proprio punto di vista.

    Ad accusare il prossimo, a vedere solamente i crimini altrui o a formulare accuse son capaci tutti, ma quando si tratta di ammettere qualche porcata, no, mai.

    E posso cinicamente capire che lo faccia un politico (alla fine ha i suoi interessi, è comprensibile ma non condivisibile che voglia salvaguardarseli), ma ogni volta che si manifesta, che c'è una manifestazione, che si apre un dibattito...

    -puff!-

    scompaiono le proprie colpe.

    E via a ricordarsi solo delle bombe tralasciando gli "espropri proletari" (passato prossimo), via a ricordarsi del vandalismo scordandosi della Diaz (passato recente), via a notare gli incendi e le vetrine rotte senza però riconoscere la presenza di qualche poliziotto non così reglare, via a notare le cariche e i manganelli facendo finta di non vedere uova, sanpietrini, spranghe, caschi, passamontagna o altro (presente).
    E viceversa, ovviamente.

    Non mi ritengo impegnato, ma informato sì.
    E le informazioni non mi rendono così felice all'idea di impegnarmi, non so voi.

    Invidio sinceramente e con ammirazione chi, sia a destra che a sinistra, ha la forza di portare avanti le proprie idee con argomentazioni logiche e trasporto sincero.
    Io onestamente mi sento troppo sterile e vorrei non esserlo, ma ogni volta che succede qualcosa succede anche quanto descritto sopra, cioè uno schifo.

    Scusate l'OT "universale".
     
    #12875
    Last edited: Dec 15, 2010
  6. Panico Tricolore

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    Dec 15, 2010

    Campagna elettorale con i soldi tolti ai poveri: Vendola taglia i bilanci di sanità e servizi sociali

    Tagli a sanità, servizi sociali, agricoltura, politiche giovanili, ma non alla «comunicazione istituzionale». Sfondamento ripetuto del «patto di stabilità». Record nazionale per la perdita di occupazione. Rinuncia agli investimenti più produttivi e agevolazioni soltanto per quelli di «immagine» (eolico e fotovoltaico) con una demagogica politica pseudo-ambientalista. Approvazione sistematica di provvedimenti contrastanti con le normative nazionali, regolarmente annullati dalla Corte costituzionale. Questa è la Puglia dopo sei anni con Nichi Vendola alla guida. Una regione in pesantissima crisi, abbandonata dal governatore che la usa come trampolino verso la leadership nazionale della sinistra grazie a un accorto uso dei media. Non a caso, le risorse destinate al culto della personalità vendoliana, cioè comunicazione istituzionale ed effimero (come Apulia Film Commission o Teatro pubblico pugliese), sono scampate alla falcidie.
    I tagli portano la data del 15 marzo scorso. In piena campagna elettorale, con giornali e tv concentrati sui comizi e molto prima della Finanziaria di Tremonti, avendo sfondato il «patto di stabilità» per la terza volta in quattro anni, il Robin Hood alla rovescia ha fatto approvare alla chetichella la delibera numero 658 (lunga ben 43 pagine del Bollettino ufficiale della regione Puglia n. 59 del 31 marzo 2010) che tagliava 283 milioni di euro dal trionfalistico bilancio pre-elettorale approvato a fine 2009. Dopo la rielezione si è aggiunta la chiusura della cassa regionale, con il rischio - tra gli altri - di dover restituire i fondi comunitari. Alle imprese creditrici e aggiudicatarie di incentivi è stata concessa una sorta di «pagherò» che consente di cedere i crediti alle banche. Ai soggetti non imprenditoriali, nemmeno quelli.
    Nel settore sociale la mannaia ha colpito ovunque. Decimato il fondo a sostegno dei non autosufficienti e nuclei familiari appena istituito. Azzerati i fondi per l’occupazione dei disabili (meno 2,5 milioni di euro) e il sostegno ai dislessici (meno 150mila euro). Cancellati gli stanziamenti ai Comuni per gli affitti (meno 26 milioni). Ridotti i contributi per i libri di testo, gli asili, l’università della terza età. Falcidiati il Fondo globale per i servizi socio assistenzali (meno 9,8 milioni), il cofinanziamento del piano socio assistenziale (meno 32 milioni), i programmi per la non autosufficienza e le nuove povertà (meno 13 milioni) e l’integrazione scolastica dei disabili, l’assistenza domiciliare. Azzerati i capitoli di bilancio relativi alle attività sportive giovanili e promozionali e gli interventi per l’impiantistica sportiva.
    Vendola ha usato la mano pesante anche sull’agricoltura: le riduzioni hanno toccato i consorzi di bonifica (tagliati 8 milioni), il programma di sviluppo rurale (meno 6 milioni), le emergenze fitosanitarie, gli agrumeti infetti dal virus Ctv, il piano di difesa delle colture, i controlli sul bestiame, la valorizzazione dei prodotti tipici, la gestione faunistico-ambientale, il marketing agricolo.
    Il piano di rientro sanitario prevede di mantenere 19 ospedali con 2.200 posti-letto, l’inasprimento dei ticket, il blocco del turn-over per medici e infermieri, il massacro della sanità privata. Se il governo non avesse accettato il piano di rientro sbloccando 500 milioni di euro, Vendola non avrebbe potuto pagare gli stipendi al personale sanitario. Tuttavia, mentre tagliava la sanità, l’uomo nuovo della sinistra italiana trasferiva ope legis 8mila dipendenti di cooperative private a società della regione con cui sotto elezioni aveva concordato una gigantesca operazione clientelar-elettorale.
    La Puglia di Vendola detiene il record nazionale di perdita di occupazione negli ultimi due anni, cioè con l’entrata a regime delle politiche anti-industriali. Secondo Bankitalia, ha perso il 3,6 per cento di posti di lavoro rispetto a una media nazionale dell’1,6). A fronte di questo disastro sociale, Vendola attua uno scientifico respingimento non dei clandestini, ma degli investimenti: l’ultima grande azienda impiantatasi in Puglia è stata l’Alenia a Grottaglie, frutto della battaglia di Fitto contro Bassolino. No alle centrali, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori; ostacoli all’Ilva, che occupa (compreso l’indotto) 20mila persone e rappresenta il 75 per cento del pil di Taranto.
    I 14 parchi naturali istituiti di fatto hanno confiscato mezza Puglia: privati dell’intervento dell’uomo, questi intoccabili santuari di un falso ambientalismo sono abbandonati e degradati. E intanto il paesaggio agricolo viene devastato dal far west di pannelli fotovoltaici e pale eoliche, che coprono appena qualche «zero virgola» del fabbisogno energetico, mentre il «piano-casa» governativo è stato svuotato da una legge regionale farcita di vincoli e divieti.
    L’ultimo fronte del disastro vendoliano è l’impressionante sequela di leggi regionali annullate dalla Corte costituzionale su temi forti di propaganda, come il nucleare, l’acqua, le assunzioni in sanità, le energie alternative. Vendola ha addirittura costituito in giudizio la Regione davanti alla Corte in appoggio al ricorso di otto suoi candidati non eletti. Un’istituzione che dovrebbe essere neutrale scende invece in campo per fare eleggere uomini del governatore scavalcando una legge elettorale già largamente criticata per essere «troppo maggioritaria».

    Vendola non è di sinistra è al massimo un incompetente al minimo un pagliaccio.
     
  7. Panico Tricolore

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    Dec 15, 2010

    da cosa deduci che Vendola è una brava persona oscuro?
    dal taglio dei capelli?
     
  8. Oscuro

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    Dec 15, 2010

    ehi, ma l'Unità diceva il contrario del Giornale (sono dovuto andare a cercare la fonte visto che non l'hai citata tu), ora sono confuso :(

    aiutami tu Panico, forse un altro giornale schierato potrebbe finalmente spiegarmi la situazione :help:
     
  9. Panico Tricolore

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    Dec 15, 2010

    ma su cosa sul piano di rientro firmato un mese fa?
     
  10. Oscuro

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    Dec 15, 2010

    mah non so, un po' su tutto, il Giornale offre sempre molti spunti no? [​IMG]
     
  11. Panico Tricolore

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    Dec 15, 2010

    le chiacchiere stanno anzi a 1 miliardo tondo tondo....come l'ammontare del buco di bilancio della sanità pugliese.
    e questo non te lo dice il giornale o libero o chi vuoi tu, ma il piano stesso di rientro firmato dal salvatore della patria, con blocco del turn over e maxi ticket.
     
  12. Oscuro

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    Dec 15, 2010

    in effetti era meglio far sprofondare tutto..
    però Fitto e il governo stesso son contenti dell'accordo, strano :sgrat:



    ...di tutti gli spunti del Giornale, solo questo è interessante? a occhio mi pareva ci fossero più cose che smerdassero Vendola :(
     
  13. FPK

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    Dec 15, 2010

    Vendola è uno dei poch(hissim)i politici apprezzabili rimasti.
     
  14. JonSnow

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    Dec 15, 2010

    A me Vendola dà l'idea di uno che usa tante belle parole ma poi non sappia governare per niente... e non certo perchè me lo viene a dire il Giornale (questo nome per quel cumulo di letame non suò sentire :rotfl:).
     
  15. Daws85

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    Dec 15, 2010

    Il piano di rientro della sanità pugliese è stato imposto da Tremonti a Vendola con benestare del "Giuda" Fitto
     
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