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Kiss

Discussion in 'Hard Rock - AOR' started by NyMpHa, Oct 23, 2005.

  1. strutter1966

    strutter1966
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    Nov 18, 2010

    la presentazione è sul link di youtube sopra la foto..........;) :D
     
  2. Pitt Doenitz

    Pitt Doenitz
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    Nov 18, 2010

    Amici, scusate la divagazione, ma ho trovato dell'interessante materiale relativo alla prima discesa dei KISS in Italia, nel 1980.
    Dall'archivio del quotidiano LA STAMPA.

    "Concerto dei Kiss, pazza scommessa"
    Stasera a Roma il gruppo osannato negli Stati Uniti Concerto dei Kiss, pazza scommessa ROMA — Il concertone dei Kiss stasera a Castel Sant'Angelo è una passa scommessa, su cui pochi se la sentono di rischiare. C'è anzitutto il problema del tempo, che se qui tiene-ancóra nel resto d'Italia punta invece verso il brutto e la pioggia. Poi, c'è la paura degli ultimi concerti, che sono stati dei «forni» agghiaccianti e hanno costretto molte popstar (da Tozzi a Branduardi) a chiuder le tende o comunque a ridurre il livello delle loro tournée. E c'è infine il rischio degli stessi Kiss, divi osannati del mercato americano ma figure di rilievo-incerto nel nostro mondo cansoitettaro. Gl'ingredienti del loro personaggio hanno, infatti,, connotasioni tali da portarli un po' fuò%^ dallo standard di eccentricità entro cui si compiace il Gran Circo del rock; e il tentativo d'assaggio fatto alcuni mesi fa col loro- filmaccio colorato rKi.ss Phantom/ è finito miseramente di fronte a platea quasi vuote di fans. Eppure la loro nascita ha origini di buona nobiltà, filtrata in qualche modo nei bar e nelle cantine d'un Greenwich Village che già marciava sulla via del disarmo, concupito solo più dalle torme di turisti hippies alla' caccia del vecchio e ormai defunto american dream. Gene Simmons e Paul Stanley misero su una band che raccoglieva dentro di sé le correnti maggiori che traversa- vano in quel tempo la storia del rock, rubando a mani.nude da Alice Cooper, i Led Zeppelin, gli Mc5, gli Stooges, le New York Dolls. C'erano, dentro, il travestitismo e il glamour, die impassavano ancora nelle tortuosità dell'underground nuovayorcliese, su una base musicale fatta dei riff scatenati dell'hardrdck e della tempesta ritmica che allora pretendeva d'interpretare la violensa urbana e l'impaccio ■ disperato del mondo giovanile. Solo che quest'impasto di frammenti in qualche modo dignitosi e ambiziosi veniva poi riproposto dentro una cornice dove gli elementi colorati del futnettone scombinavano ogni originalità. . Ma, sorprendentemente, la macchina funzionava. Il successo era presto strepitóso, a livello soprattutto di 12-15enni; e si portava dietro un 'invasione di milioni di dischi e la nascita addirittura di un'orda di fans-adoloscenti convogliati in un Kiss Army. Va avanti cosi da cinque-sei anni, con i quattro mascherati nell'anonimo dei personaggi senza faccia: il Vampiro, l'Amante, lo Spaziale e il Gatto. • Dicono che le maschere gli servono a non creare leader all'interno del gruppo, ma in-r tanto il batterista ha tagliato la corda, stufo d'aver perso la propria identità. E' stato sostituito subito, percìxé Kiss vuol dire tuttora una valanga di dollari: però le «americanate» non è detto che funzionino per forsa anche da noi. m.c.
     
  3. Pitt Doenitz

    Pitt Doenitz
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    Nov 18, 2010

    Non è finita, dalle pagine dello stesso quotidiano, ecco la recensione:

    "Noia e apatia (con lancio di lattine) ieri al concerto romano dei Kiss"
    Il rock demoniaco non affascina più
    ROMA — Qualcuno li ha definiti il complesso rock più importante del mondo, ma i 20 mila «rockettari» romani venuti ad assistere al tanto atteso concerto dei Kiss, non sono stati della stessa opinione a giudicare dagli scarsi entusiasmi e dai numerosi fischi. Sette «Tir», decine di tecnici per questo spettacolo che doveva essere senza precedenti. Settanta autoparlanti ai lati del palco per lanciare suoni, rumori e grida alla folla ammassata nel fossato di Castel Sant'Angelo che poco concede all'acustica. Numerose anche le bancarelle che. oltre al solito croccante e zucchero filato, offrivano i «sacri oggetti»: magliette, poster, adesivi, spille e spinette inneggianti ai Kiss. Forse, il pubblico, bombardato dalla martellante campagna pubblicitaria, si aspettava qualcosa di più di quello che è risultato essere, solo, un buon complesso rock eseguito da quattro ragazzi truccati grottescamente. I Kiss, dal canto loro, speravano in un'accoglienza più entusiastica, ma oggi la loro formula non riesce più a sbalordire e niente ricorda l'invenzione di quella città fantasma (di cartone) che puntualmente veniva incendiata alla fine di ogni esecuzione. Nel programma i loro vecchi cavalli di battaglia, da Don 't you know a Two thousands della tecnica scenografica che da otto anni ha decretato, il successo dei Kiss, invecchiando, se pure ha perduto la capacità di stupire, rimane divertente. La scena cambia spesso, una palla di luce illumina l'atmosfera di vari colori attorno a Ace Frehley (detto «l'extra terrestre»), Paul Stanley («sex simbol»), Gene Simmons («il vampiro») ed Eric Carr («la volpe»). men fino a / was made for loving you il «45 giri» che ha battuto vari record di vendita, quando il batterista Peter Criss ancora non aveva abbandonato i compagni. Al suo posto-, da un paio di mesi, il ventisettenne Eric Carr, di Brooklyn, non ha fatto rimpiangere Criss e dichiara d'aver scelto il travestimento da volpe per rimanere se stesso. La famosa spettacolarità L'assolo della chitarra basso (un po' troppo lungo) è accompagnato da scintille rosse che, con un accorgimento tecnico, escono direttamente dalla bocca del bassista ogni volta che scuote la testa. Lingue di guoco di tipo infernale, fumoni colorati, spari di mortaretti, cascatene di luci multicolori sottolineano quasi tutti gli altri brani tra salti e spostamenti in alto ed in basso dei quattro esecutori che, con diversi marchingegni, come ascensori, si arrampicano ai lati del palco. Né questi effetti, né i mantelli di Strass colorati, né i vestiti da ultraterrestri, né i visi truccati di bianco e nero, né il mistero, ormai caduto nel ridicolo, che avvolge le loro vere sembianze e, che per. contratto, sono obbbligati a mantenere, hanno convinto il pubblico di avere speso bene le 5 mila lire del biglietto. Molti, provati forse dalla lunga attesa (i Kiss si sono presentati intorno alle 23, con un'ora e un quarto di ritardo), hanno rinunciato a seguire visivamente gli esecutori, preferendo una più comoda posizione, sdraiati sul prato in un sacco a pelo e accontentandosi del solo ascolto. Diversi quelli che non hanno aspettato la fine del concerto: «Ci annoiamo» hanno commentato i giovanissimi venuti dalla periferia «Vogliamo tornare al nostro rock iniziale» ha detto Gene Simmons nel corso dì una conferenza-stampa e, forse, ha ragione. Il loro spettacolo, infatti, ha l'aria di concedere un margine troppo ristretto all'improvvisazione, di essere costruito a tavolino anche più di quanto non sia consentito ad un complesso che, come il loro, si nutre di costruzioni. «Il nostro pubblico è composito — dice Paul Stanley — alcuni vogliono l'aspetto spettacolare, altri quello musicale». Certo, ma il «tutto grande», il «tutto effetto» non ha scosso lo smaliziato pubblico romano, in questa fiacca serata d'estate iniziata con il lancio di qualche lattina e finita con molti spettatori abbandonati sul prato tra un vago odore di hashish e un forte odore di caramellato. Elisabetta Rancieri
     
  4. JazzMelrose

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    Nov 19, 2010

    Io avrei ammazzato per vedere i Kiss con Eric Carr nel periodo del mio amato Unmasked.....questi imbecilli se li sono visti per cinque mila lire e pure avevano da ridire

    bah....un'altra conferma del motivo per cui in italia non vengono i gruppi rock
     
  5. simphony

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    Nov 19, 2010

    Io ho un ricordo completamente diverso dello show di milano...
    Un pubblico entusiasta un grande ace frehley ecc.ecc.
    Ma a roma non c'ero quindi...bo
     
  6. TheSentient

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    Nov 19, 2010

    Gene Simmons il vampiro :rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:

    Il classico articolo scritto da un incompetente, a prescindere dal giudizio espresso
     
  7. Pitt Doenitz

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    Nov 19, 2010

    Già, data l'incompetenza, potrebbe scrivere sul Rolling Stone italiano (avevate letto l'articolo pubblicato nel 2008?). Ma al di là dell'analfabetismo di questa cretina, emergono dettagli interessanti, quali ad esempio, il fatto che all'epoca la propaganda li spacciasse per il più importante gruppo rock del mondo... ma quando mai!!!
     
  8. strutter1966

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    Nov 22, 2010

    Qualcuno sa dirmi come mai il concerto di Largo del 1979 è così famoso? O almeno perchè lo sento citare così spesso? :sgrat:
     
  9. strutter1966

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    Nov 22, 2010

  10. TheSentient

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    Nov 22, 2010

  11. alexmai

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    Nov 22, 2010

    Una fonte bene informata dice che i Kiss si prenderanno tutto il 2011 per ricaricare le batterie... quindi non trattenete il fiato in attesa di annunci (spero faranno però uscire il nuovo Kissology e altra robetta interessante :-) )
     
  12. simphony

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    Nov 22, 2010

    una cosa è sicura: di certo non ci lascieranno a mani vuote!

    inoltre sono curioso di sapere che direzione prenderanno con il prossimo disco... dopotutto sonic boom non ha venduto così bene (per quello che può importare) e con i kiss meglio non dare niente per scontato.


    si lo so che sono fin troppo ottimista...
     
  13. eddyrockbass

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    Nov 22, 2010

    sì infatti... ai kiss basterebbe un bel sonic boom 2:hihi:
     
  14. simphony

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    Nov 22, 2010

    già ma la speranza è l'ultima a morire:grin:
    poi vabbe di sicuro hanno qualche altro vecchio demo chissà dove...
     
  15. TheSentient

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    Nov 22, 2010

    C'è ancora il cassetto dello zio Gene da aprire :rotfl::rotfl::rotfl::rotfl::rotfl:
     

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